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Ravenna, la grande danza, Sant’Apollinare e i 100 Cellos, settimana piena al Festival

Romagna | 11 Giugno 2022 Cultura
Teatro, danza, musica e ancora il cinema pasoliniano in rocca e l’arrivo dei 100 Cellos che reclameranno per sé, per qualche giorno, le orecchie dei ravennati. È la prima settimana «piena» quella che arriva per il Ravenna Festival, che parte venerdì 10 con il debutto nella kermesse: quello del regista ravennate Eugenio Sideri (vedi sopra). Sabato 11 ci si trasferisce nei magici spazi di Sant’Apollinare in Classe, dove l’ensemble Zefiro penetrerà a fondo l’amore di Pasolini per Bach, attraverso l’esecuzione dei leggendari Concerti brandeburghesi. Poco da aggiungere a una pagina indelebile della storia della musica, per di più in uno scenario a dir poco sacrale.
Domenica 12 l Gala di danza Les Italiens de l’Opéra de Paris traboccherà di estro, movimento e colori dal palco del pala De André, con la direzione artistica di Alessio Carbone. Ad esibirsi sarà un gruppo di stelle della danza di origine italiana ma che brillano all’Opèra di Parigi. Dieci danzatori che si sono fatti strada al Ballet National, dove solo una piccola percentuale della compagnia può essere straniera. E non è da tutti rinnovare la tradizione che fin dall’Ottocento ha visto étoiles italiane nel firmamento francese.
Martedì 14 ancora danza, ma all’Alighieri e con la compagnia Artemis Danza con il suo Inferno - Terra del fuoco, coreografato da Monica Casadei e a tema dantesco. Un’opera allegorica, tra sacro e profano, un’esplorazione ardita in nove quadri trasformati a vista, secondo il métissage di linguaggi che è la cifra preferita da Casadei. Sempre all’Alighieri mercoledì 15 si esibirà in un concerto in piano solo David Fray, che poche settimane fa ha inaugurato (dirigendo anche l’orchestra) il teatro Rossini di Lugo ristrutturato, e che invece per il Festival omaggerà anch’egli Pasolini, suonando pure lui Bach ma se possibile un’opera anche più straordinaria delle altre: Variazioni Goldberg. «Non è forse questo il miglior esempio di eternità in musica?» si interroga lo stesso Fray di fronte all’immane statura musicale del capolavoro per antonomasia. Dopo le 30 variazioni, dice ancora il pianista, «quando l’Aria riappare nella sua purezza originale, è come ritrovarsi alla fine della vita e rivederla tutta in un istante. Con la serenità di un ordine ritrovato».
Sempre mercoledì 15 il Festival tornerà anche «al cinema», con la proiezione alla Rocca Brancaleone di Medea, film pasoliniano del 1969 con una protagonista veramente d’eccezione come Maria Callas.
Giovedì 16 segnerà invece l’arrivo in città dei 100 Cellos, ampio ensemble di soli violoncelli (nato 10 anni fa e con un repertorio dedicato, dunque operazione diversissima dai Rockin’1000) guidato da Giovanni Sollima ed Enrico Melozzi, che in serata all’Alighieri saranno protagonisti del «Concerto fiume» del grande ensemble, sottotitolato «Com’è triste la prudenza!». Ma la settimana dei «disarmanti concerti» dei 100 Cellos prevede anche esibizioni mattutine (alle 11) nei chiostri del museo Nazionale (si parte giovedì 16 con un insolito piano-trio con due violoncelli, poi un sestetto di violoncelli, sabato 18 Giovanni Sollima con la pianista Carlotta Maestrin e il duo Guerzoncellos domenica 19), e pure alle 19, sempre al Nazionale, con Riccardo Giovine e Marco Belluzzi giovedì 16, il grande Mario Brunello venerdì 17, l’ensemble Filo Barocco domenica 19, mentre sabato 18 il concerto-aperitivo sarà all’Alighieri con l’Orchestra Notturna Clandestina. Quanto ai restanti eventi serali, venerdì 17 Sollima e Melozzi improvviseranno su sacri temi a Sant’Apollinare in Classe e domenica 19 al Pala De Andrè i 100 Cellos galopperanno sulle evoluzioni progressive-rock della Pfm proprio con la storica band italiana.
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