Ravenna, Itinerari tra arte, monumenti e sapori di mare e di pineta ad agosto

Romagna | 08 Agosto 2018 Gusto
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Agosto, tempo di ferie e di esodi estivi. Per chi non potrà volare verso isole lontane o rinfrescarsi in montagna, un’alternativa è riscoprire la propria città. Turisti a casa propria? Sì, se si parla di Ravenna, meta ogni anno di circa tre milioni di visitatori e fresca new entry nella «Strada della Romagna» per valorizzare al meglio anche le sue eccellenze enogastronomiche accanto a quelle storiche, culturali e naturali.
La città dei mosaici, con i suoi monumenti riconosciuti patrimonio dell’umanità dall’Unesco, si presta a diversi itinerari. La Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia e la Domus dei tappeti di pietra, passando per la Basilica di Sant’Apollinare in Classe, il Mausoleo di Teodorico e i numerosi luoghi di culto e di arte, raccontano secoli di storia e creatività. Per scoprirli con occhi nuovi il consiglio è di approfittare dei percorsi «Mosaico di notte», che per tutto il mese consentono di visitare al chiaror di luna alcuni monumenti Unesco, ma anche il Museo nazionale, la Cripta Rasponi con i giardini pensili e l’Antico Porto di Classe. Le visite iniziano alle ore 21: c’è tempo per godersi prima una cena all’insegna dei sapori del territorio.
La regina della tavola è sicuramente la cozza di Marina di Ravenna, protagonista in estate in decine di locali e vari appuntamenti in cui viene proposta in varianti tra ricette tradizionali e rivisitazioni contemporanee. Gratinata, alla marinara e in guazzetto: alcune delle preparazioni più tipiche di questo mollusco selvatico raccolto nel mar Adriatico sono sicuramente esaltate dall’abbinamento con un bel calice di Albana o Trebbiano di Romagna, ma gli amanti dell’impepata di cozze difficilmente rinunceranno a un bicchiere di Sangiovese d’annata. Meno conosciuti, ma altrettanto stuzzicanti a tavola, sono i frutti della pineta ravennate, che a seconda delle diverse stagioni regala prodotti in grado di conquistare il palato. Tra questi spiccano gli asparagi selvatici della Pineta San Vitale, che dà il nome all’omonima varietà di asparago dal sapore delicato e più fine rispetto a quello rustico e pungente della varietà Bardello.
Mentre dalla Pineta di Classe provengono pregiati pinoli utilizzati per piatti salati e dolci. 
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