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Ravenna, Giovanni Sollima guida i 100Cellos nell’universo prog-rock della Pfm

Romagna | 17 Giugno 2022 Cultura
Federico Savini
«L’orchestra dei 100Cellos ha ormai dieci anni di vita ed è nata in modo del tutto spontaneo. Quindi se c’è un obiettivo di fondo lo possiamo individuare solo retrospettivamente, e sta nel comunicare l’assoluta accessibilità di questo strumento a tutti i pubblici e a tutti i gusti. Nel 2012 dovevo fare un concerto al Teatro Valle Occupato di Roma. Mi chiesero un solo, ma francamente non mi andava, così ne parlai a Enrico Melozzi e cominciammo a coinvolgere altri colleghi, tutti violoncellisti. Ne venne fuori un ensemble enorme, e la cosa bella è che si passava dalle star dello strumento agli amatori, dagli studenti di conservatorio a musicisti che si muovevano al di fuori della classica, dai veterani fino ai bambini. La vera forza dei 100Cellos credo proprio che sia questa». Giovanni Sollima è uno dei violoncellisti più famosi e meno prevedibili in circolazione. È di casa al Ravenna Festival e quest’anno ci tornerà con la sua «creatura» preferita, il leviatano orchestrale dei 100Cellos, guidato insieme a Enrico Melozzi, per una serie di eventi di cui trovate il dettaglio in box. Culmine di questa tornata di concerti in vari luoghi di Ravenna, sarà il matrimonio col progressive-rock della Pfm al Pala De Andrè domenica 19.
«Con la Pfm ho suonato da poco a Milano - racconta Sollima - e coi 100Cellos ci incontrammo già nel 2018, a Macerata. Fu molto intenso, devo dire che loro rimasero entusiasti della massa di suono che il nostro ensemble può portare sul palco. I musicisti della Pfm sono dei pionieri di una tipo di musica rock che esula dal formato radiofonico, con composizioni di ampio respiro, oltre che persone sempre curiose e aggiornate».
E il suo rapporto con il rock progressivo?
«Beh, ha fatto parte del mio percorso musicale e ho sempre amato e ascoltato la musica rock. Sicuramente il progressive, e in particolare gruppi come i Gentle Giant, gli Elp e i King Crimson sono tra i miei favoriti di semprel La Pfm è in questa linea, fa parte della stessa gloriosa storia. Queste band hanno eretti ponti dal rock verso altri mondi musicali».
Un po’ come cercano di fare i 100Cellos. Che rapporto avete con il repertorio? L’ensemble di soli violoncelli è a dir poco insolito…
«Per i 100Cells una parte del repertorio è proprio scritta e un’altra nasce da un lavoro non banale di arrangiamento di brani esistenti, però in realtà una letteratura per ensemble soli violoncelli esiste per lo meno dal ‘700 e prima ancora ci sono repertori per gruppi di viola da gamba, che nella sostanza preludono all’avvento compiuto del violoncello nella musica barocca e classica».
È uno strumento che voi spogliate dalla sua sacralità. Ma in generale ha appeal sui giovani?
«Sì, lo dico in modo abbastanza perentorio perché nei conservatori vedo sempre piene le classi di violoncello. Tipicamente, chi va al conservatorio lo fa per suonare il pianoforte, ma poi fatalmente non c’è posto per tutti e molti ripiegano sul violoncello, che però è uno strumento fascinoso e versatile. Pochi lo lasciano. Negli ultimi vent’anni ha conosciuto una nuova popolarità, dovuta anche al suo ricorrere frequente in film e pubblicità. È uno strumento non solo molto “sociale”, come cerchiamo di dimostrare con i 100Cellos, ma pure fisico, per suonarlo è richiesto una sorta di danza corpo a corpo».


Tre giornate «sulle corde»
Dopo il «concerto fiume» di giovedì 16, la settimana dei «disarmanti concerti» dei 100 Cellos prevede anche esibizioni mattutine (alle 11) nei chiostri del museo Nazionale (venerdì 17 un sestetto di violoncelli, sabato 18 Giovanni Sollima con la pianista Carlotta Maestrin e il duo Guerzoncellos domenica 19), e pure alle 19, sempre al Nazionale, con il grande Mario Brunello venerdì 17, l’ensemble Filo Barocco domenica 19, mentre sabato 18 il concerto-aperitivo sarà all’Alighieri con l’Orchestra Notturna Clandestina. Quanto ai restanti eventi serali, venerdì 17 Sollima e Melozzi improvviseranno su sacri temi a Sant’Apollinare in Classe e domenica 19 al Pala De Andrè i 100 Cellos galopperanno sulle evoluzioni progressive-rock della Pfm proprio con la storica band italiana.
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