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Ravenna, da Ferente (Dogane) le novità per il 2022 che ridefiniscono la catena logistica

Romagna | 15 Gennaio 2022 Economia
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Elena Nencini
A chiudere il bilancio 2021 del lavoro fatto dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm) per il porto di Ravenna, arrivano diverse novità per il 2022, basate su innovazione e tecnologia, dall’e-manifest alla piattaforma Aida 2.0.
Ad entrare nel dettaglio il dirigente Dogane e Monopoli (Adm) di Ravenna Giovanni Mario Ferente.
A partire dal 2022 Adm avvierà nuove procedure. Quali sono le novità che verranno introdotte? 
«Dopo l’ondata pandemica che ha segnato uno stop significativo ai volumi di traffico globale nel 2020, la veloce ripresa economica che stiamo vivendo passa anche e sopratutto attraverso il ripensamento e la ridefinizione dei complessi meccanismi della catena logistica. Di quest’ultima, le procedure doganali costituiscono uno snodo centrale e critico, che potrebbe allo stesso tempo rappresentare leva per l’aumento dell’efficienza, o irrimediabile collo di bottiglia. Adm non si fa trovare impreparata a questo appuntamento, avendo posto le basi di una vera e propria rivoluzione tecnologica, racchiusa essenzialmente all’interno di un pacchetto di interventi che nel gergo chiamiamo Aida 2.0, dal nome della piattaforma informatica oggi in uso ai nostri Uffici, ma reingegnerizzata e potenziata al fine di sfruttare al meglio non solo le tecnologie disponibili ma anche le opportunità offerte dalla normativa doganale dell’Unione».
Quali sono le novità per il porto di Ravenna?
«Il porto di Ravenna sarà parte attiva di questo cambiamento, che richiederà il coinvolgimento di tutta la comunità portuale, dagli operatori economici ai terminalisti, dagli spedizionieri ai doganalisti ed alle amministrazioni coinvolte. Per citare alcune novità che avranno senz’altro un impatto notevole nella quotidiana attività doganale presso il nostro porto: nuovo set di dichiarazioni doganali. Si passa dunque ad un nuovo set di formati digitali che consentirà agli operatori maggiore elasticità operativa, come ad esempio per il nuovo modello H7 con set minimo di dati per le dichiarazioni di immissione in libera pratica di valori modici (fino a 150 euro). I modelli I1 e I2 danno invece concreta attuazione alle forme di dichiarazione semplificata e di iscrizione nelle scritture del dichiarante, sino ad oggi rimaste inutilizzate».
Ravenna è stata tra i primi porti ad introdurre procedure all’avanguardia. Sarà così anche in questo caso?
«Ravenna è sinonimo di porto: a questo proposito merita un cenno l’introduzione del c.d. e-manifest, ovvero un nuovo sistema informatico per  la presentazione delle merci in dogana, mediante la digitalizzazione dei Manifesti merce per le navi in arrivo e partenza. Altra innovazione degna di menzione è quella che consentirà, a determinate condizioni in corso di implementazione, di procedere alle rettifiche delle dichiarazioni doganali direttamente a cura dell’operatore economico, lasciando alla Dogana il compito di verificare la correttezza formale e sostanziale delle operazioni compiute, determinando una significativa riduzione dei tempi amministrativi necessari alla gestione dell’operazione. Non dimentichiamo inoltre che è di recente stato siglato un importante protocollo tra Regione Emilia Romagna, Agenzia Dogane e Monopoli e Autorità di Sistema dell’Adriatico Centro Settentrionale, finalizzata alla creazione di una Zona Logistica Semplificata unitamente ad una Zona Franca Doganale, il cui fine è quello di rendere sempre più competitiva la rete emiliano-romagnola di imprese che importano ed esportano merci attraverso il porto ravennate. A questo importante progetto si aggiunge il Protocollo sulla digitalizzazione che Adm ha siglato nel 2020 con l’Autorità di Sistema, ed i cui lavori, tutt’ora in corso, mirano ad implementare e migliorare l’automazione delle procedure logistiche e doganali unitamente alla circolazione delle informazioni tra i diversi soggetti coinvolti, sia istituzionali che non, a beneficio della maggiore rapidità e sicurezza dei traffici stessi. In definitiva, in un orizzonte temporale di breve-medio periodo ci troveremo in un contesto operativo ben diverso da quello attuale e connotato da maggiori semplificazioni e da un utilizzo ancora più intensivo dei vantaggi offerti dalla tecnologia a beneficio di tutta la Comunità portuale. Affinché tali innovazioni possano esplicarsi al meglio, determinando la riuscita del progetto nella sua interezza, è tuttavia necessaria la piena collaborazione di tutti gli stakeholders».
Avete avuto difficoltà con la pandemia e l’introduzione del green pass, a fronte di un problema endemico di carenza di personale in dogana?
«Quanto al tema pandemia, essa ha innegabilmente generato criticità, ma Adm ha risposto alla sfida con eccezionale rapidità e resilienza: il personale è stato messo sin da subito nelle condizioni di poter operare in modo efficace e continuativo da remoto, grazie al ricorso alle tecnologie vapp. Quest’ultima ha permesso il regolare utilizzo di tutti gli applicativi informatici, in piena sicurezza, anche da casa. Le operazioni di controllo doganale sono state infine garantite da personale che ha operato in presenza anche durante le fasi più drammatiche dell’epidemia, dimostrando grandissimo senso del dovere. L’introduzione delle disposizioni sul green pass nel 2021 ha impedito che nuovi e più gravi focolai infettivi si sviluppassero nell’Ufficio. A Ravenna è statisticamente elevatissimo il grado di vaccinazioni tra il personale. Sono pochissimi i casi di assenza legati al mancato possesso del green pass e ad essi si è sopperito mediante soluzioni organizzative mirate».
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