Ravenna, contro il caro affitti arriva il canone concordato per le imprese

Romagna | 03 Ottobre 2025 Cronaca
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Il calo delle vendite e gli affitti alle stelle stanno mettendo in grave difficoltà le attività economiche del centro storico. Passeggiando ci si accorge che il calzolaio è andato in pensione e il panettiere ha chiuso perché non riusciva a pagare l’affitto. Molte attività sono ancora a gestione familiare e i vecchi proprietari, senza il cambio generazionale sono costretti ad abbassare la saracinesca. Secondo i dati di Confcommercio, dal 2012 al 2024 hanno chiuso in regione oltre 3500 attività al dettaglio, un negozio su 5. Il calo medio in tutta l’Emilia Romagna è sopra il 20%, più marcato a Ferrara, ma anche a Ravenna e Cesena. IL PROGETTO DELLA CAMERA DI COMMERCIO Lo scorso dicembre la Camera di commercio di Ferrara e Ravenna ha presentato un progetto che, nato nella città estense, a breve, verrà esteso anche nel nostro territorio. Si tratta di due nuovi modelli di contratto di locazione commerciale di 6 anni per le attività già operative e le nuove; un modello di attrattività d’impresa e di valorizzazione degli immobili. In provincia di Ravenna, il commercio produce il 21,8% del valore aggiunto e rappresenta il 13,4% dell’occupazione complessiva (oltre 23mila persone). «I negozi di prossimità contribuiscono alla realizzazione di uno sviluppo equilibrato, sostenibile e inclusivo a vantaggio di comunità più coese e sicure- ha commentato il presidente di Camera di Commercio Ferrara e Ravenna, Giorgio Guberti- pertanto vorremmo rendere sostenibili i costi delle locazioni commerciali, sia in relazione allo start-up d'impresa che alla attuale difficile situazione nella quale, come noto, si registra un forte calo dei consumi». In sinergia con il Comune di Ferrara, Confcommercio, Confesercenti Ferrara ed Asppi Ferrara, abbiamo dato il via a un nuovo modello di contratto che prevede, per coloro i quali aderiranno, un canone minimo garantito con la prospettiva di una crescita graduale dell'affitto in relazione agli andamenti dei fatturati». Obiettivo dell’iniziativa, dunque, quello di assicurare ai proprietari di locali commerciali la possibilità di minori insolvenze grazie alla maggiore sostenibilità del conto economico delle attività d’impresa. Del resto, la riscoperta dell’offerta commerciale e artigianale quale risorsa per la qualità urbana è uno dei fattori più potenti ed innovativi per ripensare le politiche dei centri storici, in considerazione, in particolare, del forte ritorno di interesse per il consumo di prossimità. «Le persone vogliono vivere nei quartieri dove ci sono più esercizi di prossimità- ha sottolineato Guberti- perché questi rafforzano le comunità, le rendono vive e accrescono il valore delle abitazioni. Anche nell'era digitale i negozi di vicinato sono, dunque, insostituibili, ma è necessario contrastare la desertificazione commerciale, incentivando l'innovazione e sostenendo la riqualificazione urbana». In un'ottica di sostegno e di rilancio del negozio sotto casa e della bottega tipica - con la professionalità e la tradizione che vengono offerti al cliente assieme al prodotto - le politiche di sviluppo per il centro storico di Ferrara che riconoscono in questo nuovo modello di contratto di locazione commerciale un tassello importante potranno essere applicate a breve anche a Ravenna. «A questo accordo che definisco pilota - ha evidenziato Marco Amelio , presidente provinciale Confcommercio Ferrara - abbiamo lavorato con intensità mettendo allo stesso tavolo gli attori economici ed introducendo un concetto di opportuna flessibilità tra le parti contraenti, garantendo così da un lato una risposta immediata all’emergenza contingente del caro affitti e, dall'altro, facilitando i futuri insediamenti di attività del commercio, turismo e servizi che sono produttori primari di valore aggiunto». I nuovi contratti «attraverso la flessibilità del canone (modulato dalle parti in modo da garantire sia la redditività per l' una che la sostenibilità per l' altra), può non solo favorire il commercio, ma soddisfare la proprietà sotto il profilo della remunerazione, che della valorizzazione del suo patrimonio immobiliare- ha aggiunto il segretario generale di Camera di Commercio Ferrara e Ravenna, Mauro Giannattasio- .Un immobile sfitto è soggetto a deperimento, diventa fatiscente e quella chiusura si riflette in negativo sul contesto urbano circostante. Stiamo già trasmettendo a tutti i comuni e alle associazioni di categoria il protocollo e i modelli cui si può aderire su base volontaria. Confesercenti e Cna Ravenna hanno già richiamato, in una nota, la validità del progetto e, senza alcuna velleità di essere risolutivi, auspichiamo che questi nuovi modelli di locazione, già sperimentati con risultati positivi nel nostro territorio, possano essere adottati anche altrove». (marianna carnoli)
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