Ravenna, alti tassi di istruzione ma dopo il diploma il lavoro non c'è

Una discrepanza tra livelli di istruzione e effettivo riscontro sulle possibilità lavorative. Lo si registra in provincia di Ravenna, dove l’indice di Benessere equo e sostenibile (vedi box) sui dati 2018 fa emergere un tasso di disoccupazione giovanile tra i 15 e i 29 anni al 16,1%, contro la media regionale del 13,7%. Sebbene il dato sia confortante rispetto ai parametri nazionali (dove nella stessa fascia d’età è disoccupato il 24,8% della popolazione), a far riflettere è il fatto che sullo stesso territorio le competenze alfabetiche e numeriche degli studenti siano superiori sia alle medie regionali che nazionali e che i giovani tra i 15 e i 29 anni non impiegati né sul fronte lavorativo né su quello scolastico siano il 18,5% contro il 24,3% rivelato a livello italiano.
«POSIZIONI VACANTI»
Il quadro è in parte confermato da Andrea Panzavolta, dirigente dei Centri per l’impiego della provincia, che spiega come alcuni profili continuino a restare scoperti: «Penso al settore della meccanica, delle vendite ma anche al lavoro stagionale, sul quale da anni riscontriamo una scarsa disponibilità sia sul fronte delle figure operative che su quello delle figure più specializzate». Eppure, le aziende gli incentivi ad assumere neodiplomati li hanno eccome: «Non crediamo ci sia un problema di scarsa ricerca dei giovani. Le imprese, con i più giovani, possono applicare i contratti di apprendistato che economicamente convengono. Piuttosto, sono i ragazzi a non orientarsi bene, a non conoscere le dinamiche del mercato del lavoro e a non sapere bene come muoversi. Il nostro servizio, per esempio, non sempre è conosciuto». In questo senso, secondo Panzavolta è sempre più necessario lavorare sull’orientamento: «I ragazzi hanno sempre più bisogno di fare scelte consapevoli, di scandagliare il futuro avendo a disposizioni mezzi, informazioni, conoscenze. Chi va all’università è già direzionato, chi a 19 anni cerca lavoro molto ma molto meno».
«IMPORTANTI LE AGENZIE»
Situazione più disomogenea secondo l’osservatorio di Carlo Penazzi, responsabile dell’Informagiovani di Ravenna, l’ufficio del Comune che aiuta i giovani del territorio in una fase delicata della loro vita come quella dell’approdo nel mondo del lavoro: «Siamo sempre a disposizione per aiutare a preparare curriculum, raccogliere offerte di lavoro e orientare i ragazzi verso la strada più giusta per loro. La tipologia di persone che vengono da noi, però, è molto variegata. Ci troviamo a dialogare sia con ragazzi che hanno concluso un percorso di scuola secondaria di secondo grado, che con i giovani che hanno concluso un percorso universitario, e tra loro hanno dinamiche e richieste abbastanza simili. Tipicamente chi esce da un istituto tecnico o professionale è più dedito ad una ricerca di un posto di lavoro, al contrario che conclude un percorso liceale solitamente prosegue con una carriera universitaria. A Ravenna voglio sottolineare anche il lavoro svolto dalla Fondazione Flaminia che mette a disposizione risorse e offre bellissime opportunità di tirocinio. I primi contratti lavorativi nelle nostre zone ci risultano per la maggior parte essere stipulati grazie all’intervento di agenzie del lavoro, che sempre di più, grazie ai contatti con le aziende, riescono a collocare tantissimi giovani».