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Ravena, la ballerina di tango albanese che ha il nome della città che l'ha accolta

Romagna | 06 Novembre 2020 Mappamondo
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Barbara Gnisci
«Mi chiamo Ravena e sono una ballerina di tango argentino. Sono nata il 21 marzo 1991 in Albania. La sera in cui nacqui tutta la famiglia si riunì a casa dei miei nonni paterni. Furono in 30 a festeggiarmi. Prima di addormentarsi il cugino di mio babbo gli disse che avrebbe dovuto chiamarmi come la città che aveva appena accolto suo fratello più grande, per onorarlo. Allora lui, che era sdraiato sulla sua brandina, accese la luce e comunicò a tutti che sua figlia si sarebbe chiamata Ravena. Ma con una “enne” sola, perché in Albania non esistono le doppie». Ravena Abdyli, 29 anni, raggiunge l’Italia con un barcone, percorrendo l’ultimo tratto di mare a nuoto, perché lo scafista lascia lei e la sua famiglia al largo di Brindisi. All’epoca aveva 5 anni: «C’era la guerra civile nel mio Paese. Mio padre era un imprenditore e fu costretto a scappare a causa di alcune controversie politiche. Quella era la quarta volta che provavamo ad arrivare in Italia. Partimmo da Durazzo. Viaggiammo di notte. Ciò che mi ricordo meglio sono il mio zainetto bagnato e un poliziotto che ci comprò dei panini appena arrivammo». Dopo un periodo passato in un campo profughi, lo zio, emigrato a Cervia qualche anno prima, li andò a prendere: «Poco dopo l’arrivo in Romagna, iniziai la prima elementare. Nel primo periodo vivemmo con i miei zii. Poi i miei genitori vollero provare a trasferirsi in Germania, ma non fu una bella esperienza. Ci restammo un anno. Lì era come vivere in un ghetto. In Italia, invece, non ho mai avuto problemi. Certo, è stato difficile imparare la lingua, ma non mi sono mai sentita discriminata». Ravena trascorre l’infanzia a Cervia e poi si iscrive Ragioneria a Ravenna e successivamente all’Università, alla Facoltà di Economia e Commercio. Nel frattempo coltiva una grande passione per la danza: «Ho cominciato a ballare all’età di 8 anni e da allora non ho più smesso. Ho studiato danza classica e danza moderna». Cinque anni fa l’incontro con il tango: «Mi sono innamorata di questo ballo e anche del mio maestro». Ravena Abdyli e Matteo Antonietti sono diventati una coppia sia nel tango che nella vita.  Hanno vinto numerosi premi. Sono stati campioni europei di Tango Vals 2018 e sono arrivati semifinalisti ai mondiali di Buenos Aires del 2019: «Il tango è unione, è ascolto. Ti mette in relazione con l’altro e con te stesso attraverso la musica, il ritmo. È in grado di creare una connessione emotiva estremamente forte». Ravena insegna tango a Ravenna, a Forlì e a Pesaro: «Tendenzialmente sono le persone dai 30 ai 50 anni che si avvicinano al tango e ognuno lo fa per un motivo diverso. Ma credo che poi, chi continua a ballare lo faccia per altri motivi. Il tango ti mette in contatto non solo con l’altro, ma anche con parti di te stesso che prima non conoscevi». Si tratta di un ballo di coppia che potrebbe mettere in imbarazzo chi ci si cimenta per la prima volta e soprattutto quando lo si pratica insieme a uno sconosciuto: «Inizialmente tutti si sentono “strani” perché ci si trova tra le braccia di un’altra persona, ma il paradosso è che a volte a sentirsi più in difficoltà sono proprio le persone che si conoscono, come moglie e marito, per esempio. Il tango è un abbraccio totale, sia fisicamente che emotivamente. Ma superata questa iniziale difficoltà, si riscopre il piacere di ballare, del contatto, si impara ad apprezzare gli altri e anche ad avere più fiducia in se stessi».
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