Prosegue verso un film il progetto degli «Abilissimi protagonisti» a Vasola Valsenio

Romagna | 01 Dicembre 2019 Cultura
Federico Savini
«Vogliamo andare oltre il buonismo che normalmente permea le poche apparizioni al cinema dei diversamente abili. Di solito l’universo audiovisivo coinvolge i disabili in quanto disabili, per piccole parti, e poi li dimentica. E accade anche a persone che hanno problemi e caratteristiche diverse. Noi facciamo sul serio un film con i diversamente abili, vogliamo dimostrare che non ci devono essere barriere all’ingresso». Ha le idee chiare Fabio Donatini, film maker di Bottega Finzioni e responsabile da quasi tre anni del progetto «Abilissimi protagonisti», che a Casola Valsenio organizza corsi e laboratori di cinema per ragazzi diversamente abili e viaggia verso la realizzazione di un film. Lo scorso 22 novembre, la parrocchia della Costa ha organizzato una cena benefica a supporto del progetto, di cui è capofila la Proloco locale, proprio per raccogliere fondi destinati allo sviluppo del progetto. Alla serata sono intervenuti don Sante, i responsabili della Proloco e anche gli attori Mattia Zaccari di Lugo e Iader Cavina di Casola Valsenio, oltre a sua madre Nadia, per fare il punto su un’esperienza che ha dato tantissimo ai ragazzi
«Ce ne sono almeno quattro che poi hanno seguito corsi di recitazione – commenta Fabio Donatini – e anche solo questo dà la misura dei semi che “Abilissimi protagonisti” sta piantando».
Com’è partita questa esperienza?
«Da due anni e mezzo realizziamo corsi legati all’universo audio-video per ragazzi diversamente abili, questo su idea di un mio caro amico casolano. Lui si sentiva emarginato da quel mondo in particolare e insieme abbiamo pensato di porre rimedio a questo gap. Con una piccola raccolta di fondi abbiamo potuto realizzare corsi di sceneggiatura, col mio collega di Bottega Finzioni Cristian Poli, e di montaggio. Poi ho capito che i ragazzi volevano un coinvolgimento più attivo e quindi mi sono occupato di fornirgli i rudimenti della recitazione e della preparazione al set».
Ora è in programma un film?
«Un mediometraggio, girato per oltre la metà, che si chiama Se il mio film avesse le ruote, possibile anche grazie a un’efficace campagna crowdfunding. L’idea è re-immaginare la storia del cinema con attori diversamente abili. In pratica metteremo insieme tante piccole parodie, dalla scena della fontana de La Dolce Vita ai film di Sergio Leone, da Casablanca a Guerre Stellari e Nosferatu, mentre proprio in questi giorni giriamo le nostre versioni di E.T., con la scena della bici che vola sostituita da quel che puoi facilmente immaginare, e poi il finale di Via col vento. Ma è in programma anche il monologo di Blade Runner fatto col linguaggio dei segni e lo storico video musicale di Bohemian rhapsody dei Queen. Il budget è basso ma gli effetti saranno sorprendenti».
Cosa dà il cinema a questi ragazzi?
«Di sicuro abbatte delle barriere, li cambia nella misura in cui capiscono di poter fare cose che gli sembravano impossibili. E ovviamente dà tanto anche a me, ad esempio non ci troviamo mai a parlare delle loro problematiche, perché è proprio una tara che tutti vogliamo superare. C’è molto divertimento sul set, non si cede mai a tentazioni retoriche, al punto che Annalisa, la nostra Vivien Leigh di Via col vento che fa l’attrice anche a teatro, alla fine ha accettato di piangere come nella scena del film originale, ma non ha rinunciato a metterci del sarcasmo pungente!».
Pensi a una distribuzione?
«Lo spero, l’impegno e il risultato lo meritano. Non parliamo poi del significato che avrebbe far circolare un film del genere anche solo in regione. Il cinema coi diversamente abili ha delle difficoltà maggiorate di tempi e di costi, ma anche per questo arrivare al film sarà un risultato da mostrare con orgoglio- E’ prematuro parlare di distribuzione ma ci lavoreremo e i social in questo senso possono fare molto».
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