Piangipane, «La dimenticanza» apre la stagione del teatro Socjale, lo spettacolo prodotto da Ravenna Teatro/Albe è ispirato alla storia di Rita Barbieri

Romagna | 12 Settembre 2026 Cultura
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Al teatro Socjale di Piangipane, un luogo simbolico del nostro territorio, debutta lo spettacolo «La dimenticanza» di Luigi Dadina, Laura Gambi e Livia Tura, per la regia di Luigi Dadina. In scena Laura Redaelli e Livia Tura, in video Roberto Magnani. Lo spettacolo è promosso da Albe/Ravenna Teatro, Circolo Cooperatori Romagna e Fondazione Teatro Socjale Piangipane, con il patrocinio di Legacoop Romagna e il sostegno di Cometha. La consulenza storica e drammaturgica è di Cesare Albertano. «La dimenticanza» è una storia vera, una microstoria, di un amore lacerato, della ribellione di una giovane donna che sfocia in omicidio, del sogno americano realizzato, del prezzo pagato perché ciò fosse possibile. Lo spettacolo andrà in scena da martedì 6 a domenica 18 ottobre, alle 21, domenica 11 e domenica 18 repliche pomeridiane alle 16. «La dimenticanza» è uno spettacolo che si ispira al romanzo «La forza e il destino», nato dalla penna indagatoria di Saturno Carnoli e Guido Pasi, sollecitato anche da una nuova ricerca storica basata sul fascicolo processuale messo recentemente a disposizione dall'Archivio di Stato. Quella di Rita Barbieri, giovane contadina di Villanova di Bagnacavallo, è una storia privata, che restituisce comunque la realtà precaria dei braccianti di fine Ottocento. Proprio quel contesto, anche se la vicenda personale di Rita Barbieri non sembra esserne direttamente investita, ci fa inevitabilmente pensare alla crescita del movimento anarchico, socialista e sindacale, che ha favorito lo sviluppo e l'emancipazione degli stessi braccianti. Dai fatti narrati emerge inoltre l'aspetto dell'oppressione della cultura patriarcale, tematica tristemente contemporanea. «La dimenticanza» è tutto questo, Rita Barbieri, con i suoi gesti estremi e le scelte fuori dall'ordinario ci mostra la fatica di dare forma a un futuro.

LA STORIA
Siamo a Villanova di Bagnacavallo, sul finire del XIX secolo. Rita Barbieri, giovane bracciante, si innamora di Achille ed è ricambiata con la promessa del matrimonio. Lei rimane incinta, ma il giovane la allontana e la diffama. Dopo tensioni verbali e fisiche la misura è colma: il 14 novembre 1897 Rita si presenta al termine della messa e lo pugnala davanti a tutta la comunità. Al processo tutti i suoi compaesani testimoniano a suo favore e viene assolta. Nel 1903 il cugino di Rita, Michele Ferruzzi, emigra negli Stati Uniti e Rita rocambolescamente lo raggiunge. Si sposano e iniziano una ascesa sociale strabiliante dal Texas alla California, con affari nella ristorazione, nel mercato immobiliare e nelle pompe funebri. La vita agiata e ricca di privilegi attira i loro tanti parenti, ma anche tanti sono gli intrighi e le ombre familiari. La versione teatrale («La dimenticanza») mette in scena lo sdoppiamento di Rita, la donna che ha vissuto due volte: la giovane contadina umiliata e vessata prima, la matura borghese e imprenditrice poi. Le due sono confinate in un appartamento di Texarkana in un presente possibile. Da lì tentano di uscire, ma Michele, che compare in video e le confonde, le tiene divise e le ostacola nel loro tentativo di ricucire e condividere un'unica memoria, di ricongiungere passato e presente. «Appena ho iniziato a lavorare su ‘La dimenticanza’, ho immediatamente pensato che fosse fondamentale portarlo in scena al teatro Socjale di Piangipane - sottolinea Luigi Dadina -. La storia di Rita Barbieri ai tempi riempì le prime pagine di tutti i giornali, aveva scosso le coscienze, e sicuramente anche a Piangipane, che è vicinissima a Villanova di Bagnacavallo, avevano saputo di questa vicenda. Dal rapporto col Socjale ho pensato subito a creare anche una relazione, nata molto spontaneamente, con il Circolo Cooperatori e con Legacoop tutta, perché è vero che non è una storia che racconta l'epopea della cooperazione, ma è sicuramente una storia, piccola, al cui interno rimbalzano molte delle tensioni che poi muoveranno la costruzione politica, sociale e sindacale della Romagna». «Quando Luigi Dadina mi ha raccontato la storia alla base dello spettacolo sono rimasto molto colpito - dice Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna -, perché mi sono reso contro che dentro c'erano tanti elementi e tante questioni che avrei voluto approfondire. C'è sì una storia personale, ma c'è soprattutto una storia di comunità, di territorio. Ci sono molti degli elementi che hanno portato il nostro territorio a cambiare e a essere ciò che è oggi. Ci sono i prodromi della cooperazione». Lo spettacolo, che apre la rassegna «Al Socjale», è a posti limitati: è consigliato l'acquisto in prevendita su ravennateatro.com o al Rasi (giovedì dalle 16 alle 18). Alle abbonate e agli abbonati a La Stagione dei Teatri 2026-2027 è riservato un ingresso speciale a 9 euro.
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