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Nuove uscite e anticipazioni per i musicisti di casa nostra, proiettati tra l'Ariston e il Senio

Romagna | 29 Marzo 2021 Cultura
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Federico Savini
Non capita tutti i giorni di raccontare di una serie di nuove uscite che hanno a che fare da una parte con il Festival della Canzone Italiana e dall’altra con il fiume Senio e il fronte della Linea Gotica sul nostro territorio. Eppure, grazie alla musica di Romagna quest’anno si possono attraversare «luoghi» geografici e mentali così distanti, senza poter godere dei concerti che «per natura» si accompagnerebbero ai nuovi album, ma se non altro con questa musica nelle orecchie l’attesa di tornare a riabbracciarsi sarà più dolce.

I SANREMESI
Ne hanno ormai parlato tutti, ma insieme all’exploit di Sanremo gli Extraliscio hanno anche pubblicato un disco, addirittura un doppio album. «È bello perdersi» esce per la neonata etichetta della produttrice Elisabetta Sgarbi (con distribuzione Sony) e il primo disco è a tutti gli effetti il nuovo album solista di Mirco Mariani, le cui canzoni sognanti spuntano in un luna park primo Novecento, tra zuccheri filati e colorate bande di paese, «un orchestrone che fa incontrare la musica elettronica dei Kraftwerk e la malinconia della morna di Capo Verde» dice lui stesso, balloccandosi fra le balere della Mitteleuropa e un’idea molto jazzistica della new-wave. Il secondo disco, «Si ballerà finché entra la luce dell’alba», coinvolge anche Moreno il Biondo e il cantante lughese Mauro Ferrara, tra felici intuizioni strumentali (su tutte la resa pianistica, da musica classica, di Dolore di Secondo Casadei) e i brani cantati da Ferrara, come l’esplosivo Rosamunda Medley visto anche all’Ariston e l’elegante lento paolocontiano Non partir, già usato da Pupi Avati per il film Lei mi parla ancora.
Ma a Sanremo c’erano altri romagnoli, a cominciare dal rapper riccionese Random, che ha portato in gara il brano melodico Torno a te, molto «sanremese», uscito come singolo e all’interno della raccolta «Montagne russe». È poi uscita di scena quasi subito, eliminata nella prima serata fra le nuove proposte, la forlivese Elena Faggi, in gara con il divertente brano Che ne so, dove pare l’Arisa dei primordi in versione elettronica e più attuale. Ad arrangiarle il brano il fratello Francesco (in un connubio che fa pensare all’americana Billie Eilish) e considerando il grande successo di Elena qualche anno fa a Italia’s Got Talent, nonché la smaliziata capacità di promuoversi sui social, forse sentiremo ancora parlare di lei.

I «LOCALI NAZIONALI»
Qualche settimana fa raccontavamo dell’uscita di «Re-Flexio», primo disco solista del percussionista di Russi Marco Zanotti, attivo da anni negli ambiti dell’etno-jazz più sofisticato nonché leader della Classica Orchestra Afrobeat. Come prevedibile, l’album - che è accompagnato dalla grafica che Gaia Carboni ha elaborato a partire da lastre d’alluminio parzialmente deteriorate - ha fatto molto parlare di sé in rete e nelle riviste specializzate, grazie all’ipnotica miscela di mbira e altre percussioni tradizionali africane usate in modo assolutamente «narrativo».
Si apre con un duetto niente meno che con Roberto Vecchioni «Anima», il nuovo album di Paolo Simoni, cantautore di Porto Garibaldi che ha abitato a lungo a Ravenna e non ha ancora ottenuto il successo che meriterebbe, visto il talento plateale sul terreno della canzone d’autore italiana (ha aperto per Ligabue e De Gregori, scritto per Morandi e la Bertè). Il modello di Lucio Dalla è evidente, ma Simoni è uno che può permettersi di viaggiare sui binari di cotanto ispiratore. Oltre alla conferma di un talento maiuscolo, di particolare questo nuovo album ha il fatto di essere essenzialmente composto da canzoni eseguite nella nudità piano-voce, pochissimo di più, ma l’interpretazione di Simon «riempie lo spazio» così tanto che si arriva a fine ascolto senza accorgersene.
Il compositore globetrotter di origine ravennate Alessandro Taddei ha invece pubblicato (su etichetta Time Handlers Company) l’album «Out of the blue», realizzato insieme alla cantante e paroliera Veronica Totaro, con alcuni valenti strumentisti a impreziosire le raffinate tracce di un disco che suona felicemente «ramingo», visto anche che è stato realizzato fra Ravenna, Londa e la Spagna. Cantato in diverse lingue e composto da canzoni che, pur senza essere proprio pop, sono certamente tali, nasce dalle ricerche di Taddei sul sintetizzatore e le sue combinazioni con gli altri strumenti.

LE ANTEPRIME
È uscito da pochi giorni su etichetta Garrincha Comincia adesso, nuovo singolo dei Bachi da Pietra che anticipa l’album «Reset», negli store dal 7 maggio. Il duo, seguitissimo nella scena underground italiana e fermo da qualche tempo, è composto dal cantante Giovanni Succi con il batterista Bruno Dorella, ravennate d’adozione, ma oggi si allargano a trio con l’ingresso di Marcello Batelli.
«La bella stagione» è invece il ritorno (previsto per il 16 aprile) di Don Antonio Gramentieri, chitarrista di Modigliana dal curriculum internazionale, ideatore del festival Strade Blu a suo tempo leader dei validissimi Sacri Cuori, che in questo disco per la prima volta si misura «ufficialmente» al microfono come cantante, mostrando un garbo che riesce a valorizzare la prevedibile qualità strumentale di canzoni che sono quanto di più «pop» l’uomo possa partorire, muovendosi con una certa classe sui consolidati binari del rock americano più tradizionale e longevo, ma oscillando anche fra il blues più ruvido e un synth-pop che scodinzola divertito.
Uscirà il 9 aprile «Festivalbar», nuovo album di Roda, alias di Roberto Rodondi, chitarrista e paroliere delle Fecce Tricolore dell’indimenticato Titta, che da anni cura un progetto solista. A giudicare dal singolo omonimo che anticipa il disco, Roda si muoverà su traiettorie paolocontiane molto stuzzicanti e testimoni di una sorniona maturità.
Uscirà, infine, il 10 aprile sull’etichetta Brutture Moderne la raccolta «Canzoni sul Senio», esito discografico del progetto di canzoni originali dedicate alla Resistenza sulla Linea Gotica che l’associazione Primola di Cotignola ha commissionato negli anni a diversi artisti, chiamati ad esibirsi nelle camminate sul Senio organizzate dall’associazione intorno alla giornata del 10 aprile. Dieci canzoni che faranno rivivere Renato, saltato su una mina mentre giocava, Francesco, che sotto tortura non fece nomi, Terzo Lori, caduto con la mitragliatrice in mano, Don Stefano e Leno, un prete e un partigiano che salirono sull’argine del fiume con un lenzuolo bianco per dire agli alleati che i tedeschi erano scappati. Il progetto è partito nel 2017 e i musicisti coinvolti sono Enrico Farnedi, Francesca Amati (Comaneci), Giacomo Scudellari, Mara Luzietti, Vittorio Bonetti, Eloisa Atti, Riccardo Lolli, Lanfranco «Moder» Vicari, Francesco Giampaoli, Giacomo Toni, Gianni Parmiani e Nicola Nieddu; la grafica è di Lisa Gelli.

I GIOVANI
I più giovani pubblicano direttamente su YouTube. E così il rapper ravennate Disputa, al secolo Enea Pignatta, ha da poco pubblicato Tempio, confermando l’ottima impressione del precedente singolo Exit, con un fraseggio convincente, capacità narrative già personali (nello specifico il pezzo fa molti riferimenti alla storia antica) e una produzione assolutamente all’altezza dei professionisti. Da monitorare.
Ha invece 27 anni il bagnacavallese Alberto Moni, membro dei Daylies, gruppo che con il video del singolo di debutto Promises ha superato le 60mila visualizzazioni, facendo capolino in classifica nella sezione «alternative» di iTunes. Le radici nel metal si sentono in un sound molto compatto ma la direzione è quella del rock alternativo più melodico. E il videoclip è girato a Los Angeles!
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