Nave con 73 migranti in arrivo a Ravenna, il sindaco Barattoni: 'viaggio inumano'

Romagna | 13 Agosto 2026 Cronaca
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Sono 73 i migranti recuperati nel Mediterraneo fra Malta e Lampedusa dalla nave Humanity I della Ong tedesca Sos Humanity che il 18 agosto arriverà a Ravenna, indicata dal ministero dell'Interno come porto sicuro. "Ravenna non è certo il porto più vicino, ma cercheremo di costruire tutto il percorso perché tutto funzioni al meglio dopo un viaggio disagevole e mi permetto di dire disumano" ha detto all'ANSA il sindaco Alessandro Barattoni, che questo pomeriggio parteciperà a una riunione del tavolo di coordinamento convocata in prefettura sui nuovi arrivi. "Non credo che sia umano far navigare fino al Nord Italia" con il caldo di questi giorni persone recuperata in mare al sud del Mediterraneo fino ai porti del Nord Italia. "Abbiamo una procedura concordata con Croce Rossa e Asl sulla gestione dei nuovi approdi" che dopo l'introduzione delle nuove regole lo scorso 12 giugno causano "rallentamenti perché le procedure di screening sono diverse e più approfondite e richiedono più tempo" ha aggiunto. In passato ci sarebbero volute "poche ore, questa volta probabilmente prenderanno due giorni" durante i quali i naufragi non resteranno sulla nave. "L'anno scorso Ravenna aveva chiesto un riequilibrio degli arrivi fra le città italiane - ha ricordato il sindaco - cosa che in parte c'è stata" ma con ancora problematiche aperte. "Il numero di arrivi ormai è superiore all'intera passata legislatura" e la "propaganda elettorale" è "molto diversa dalla gestione quotidiana".

LA NOTA DELLA LISTA CIVICA 'LA PIGNA'
"L'arrivo della nave ONG Humanity 1, previsto per il prossimo 18 agosto con 73 persone a bordo, rappresenterà il ventottesimo approdo nel porto di Ravenna dal 31 dicembre 2022 e il quarto soltanto nel 2026. Prima di questo nuovo arrivo erano già 2.465 le persone sbarcate a Ravenna in poco più di tre anni e mezzo. Con questo nuovo approdo il totale supererà quindi quota 2.500. Il Sindaco Barattoni ha evidenziato come il viaggio fino a Ravenna, per persone soccorse tra Malta e Lampedusa, sia particolarmente lungo e gravoso, soprattutto con le temperature di questi giorni. Su questo punto non possiamo che ricordare che La Pigna solleva da anni la necessità di una distribuzione più equilibrata degli sbarchi tra i porti italiani, evitando che Ravenna venga utilizzata con una frequenza così elevata. Proprio per questo, il 14 ottobre 2025, abbiamo presentato in Consiglio comunale un ordine del giorno che chiedeva di impegnare il Sindaco a intervenire presso il Governo affinché fosse garantita una più equa distribuzione degli arrivi delle navi ONG. Quella proposta venne bocciata con i voti di PD e Fratelli d'Italia. Ed è questo il dato politico che oggi non può essere ignorato. Perché non è credibile respingere in Consiglio comunale una proposta che chiede di ridurre e riequilibrare gli sbarchi destinati a Ravenna e poi, ad ogni nuovo arrivo, lamentarsi pubblicamente del fatto che la nostra città continui ad essere scelta. Ravenna ha dimostrato negli anni di saper gestire con efficienza gli approdi, grazie al lavoro delle istituzioni, delle forze dell'ordine, del personale sanitario e delle strutture coinvolte. Ma questa capacità organizzativa non può diventare il motivo per cui Ravenna viene scelta sistematicamente come porto di destinazione. La nostra posizione è sempre stata chiara: chi viene soccorso in mare deve essere condotto in sicurezza in un porto adeguato, possibilmente evitando navigazioni inutilmente lunghe, e successivamente deve essere garantita una distribuzione equilibrata sul territorio nazionale. Negli anni il Comune di Ravenna ha inoltre mantenuto una posizione di forte apertura nei confronti delle ONG, dal coinvolgimento nel Festival delle Culture alla Carta di Ravenna, mentre contemporaneamente il Sindaco ha più volte chiesto un riequilibrio degli sbarchi. Se tutti riconoscono oggi che esiste un problema, allora occorre essere conseguenti. La Pigna lo aveva già portato formalmente in Consiglio comunale. PD e FdI hanno scelto di bocciare la nostra proposta. Ora chiediamo semplicemente che si passi dalle dichiarazioni sui giornali agli atti concreti. Ravenna non può continuare ad essere considerata un porto preferenziale solo perché ha dimostrato di essere organizzata ed efficiente. Serve un criterio nazionale realmente equilibrato, che tenga conto del numero degli arrivi già sostenuti da ciascun territorio e della distanza tra il luogo del soccorso e il porto assegnato. È ciò che La Pigna chiede da anni e che continueremo a chiedere nell'interesse di Ravenna e dei Ravennati".
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