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Motociclismo, Melandri non vede l'ora di ricominciare: "Il destino ha scelto per me, guiderò una moto vincente"

Romagna | 23 Luglio 2020 Sport
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Massimiliano Regazzi
Oggettivamente, il ritorno in gara di Marco Melandri - perché di questo parleremo - non stupisce. La scelta dello scorso anno fu un atto di scoramento davanti al fatto di non riuscire a sistemare la moto e forse la voglia momentanea di evadere da un mondo un po’ indigesto. Altrettanto onestamente, era ipotizzabile un ritorno di Marco (o almeno un coinvolgimento) nella MotoE (le moto elettriche inserite nel circuito MotoGp), ma avvicinare un ritorno dello stesso Melandri in Ducati era veramente una previsione azzardata. Ed invece il buonsenso sembra aver avuto la meglio alla lunga. La moto che Marco aveva bramato ma per la quale era stato brutalmente estromesso dal team ufficiale, ovvero la Ducati Panigale V4, è tornata sotto le sue mani tramite il Team Barni, team quasi factory Ducati che ricorda un po’ - per chi è appassionato della casa bolognese - quello che va la Ncr negli anni ‘70-’80. «E’ stato tutto abbastanza surreale, in condizioni normali non avrei mai pensato di rientrare, poi è come se il destino abbia scelto per me. Questo lungo periodo di stop - ha spiegato Melandri - mi ha rigenerato e ha fatto scivolare via tutte le cose negative su cui mi focalizzavo prima, è bastato tornare in pista una volta per riscoprire tutte le sensazioni positive che solo una moto può darti. Infine, si sono allineate una dopo l’altra situazioni quasi incredibili: non aver avuto la possibilità di guidare la Ducati Panigale V4R era un rimpianto e ora si presenta l’opportunità, sulla moto del Barni Racing Team.  Sarà un campionato con appena sei round, tutti in Europa su piste che mi piacciono, quindi un impegno limitato e concentrato nel tempo. E poi se c’era uno che poteva convincermi a tornare, questo era Marco Barnabò: in passato ci siamo sempre sfiorati e ora voglio ripagare la sua fiducia, regalando a me stesso un finale di carriera diverso da quello che ho avuto. Credo che il Barni Racing Team sia la squadra giusta per me, un ambiente familiare dove c’è voglia di crescere, ma anche di divertirsi lavorando con passione. So che avrò a disposizione una moto vincente e il miglior materiale in circolazione, di questa opportunità ringrazio anche Claudio Domenicali, Gigi Dall’Igna, Paolo Ciabatti e tutta la Ducati». Melandri ha già provato la moto sul circuito di Cremona, ma la vera prova del fuoco sarà a Jerez la prossima settimana, quando il campionato Superbike ricomincerà.

DOVI, PODIO INSPERATO
Chi avrebbe scommesso su un terzo posto di Dovizioso a Jerez con la spalla messa come era messa? Nessuno. Ok, ci sono state cadute, vedi il grande favorito Marquez, ma quelle sono state sfide all’impossibile e non motociclismo. Il pilota Ducati ha ribadito la sua leadership di marca ed una grande determinazione (vedi il sorpasso a Miller) tenendo di fatto il campionato aperto davanti ad un Fabio Quartararo che sembra già impossibile da raggiungere: «Questo podio per me è quasi come una vittoria. È stata una gara davvero difficile e non pensavo di poter ottenere questo risultato, ma fortunatamente non ho mai mollato fino alla fine e sono riuscito a non commettere errori. Sicuramente, grazie al feedback di questa gara, riusciremo ad essere più competitivi nel prossimo Gp, che si correrà nuovamente qui a Jerez domenica prossima». In casa Aprila-Gresini, invece, da segnalare la caduta di Espargarò, mentre il collaudatore Bradley Smith ha fatto una bella gara chiudendo quindicesimo.  In Moto3 Gabriel Rodrigo ha chiuso settimo, con molta sfortuna, mentre il rookie Alcoba ha chiuso quindicesimo. In Moto2 da segnalare il 14° posto di Nicolò Bulega. Tra le MotoE, Matteo Ferrari conferma di voler rinnovare il suo titolo iridato 2019 grazie a un brillante secondo posto. Nel prossimo week-end ancora MotoGp sempre a Jerez, ed anche un occhio al Campionato Italiano che si sposta Misano Adriatico, dove lo spettacolo non sarà da meno.
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