Motociclismo, l'esperto Nico Cereghini e il Mondiale 2026: «Quattro nomi per il titolo e tra questi ci sarà anche Alex Marquez»

«Sono sicuro che quest’anno sarà più vivace del 2025». Nico Cereghini non ha dubbi, a maggior ragione dopo i test che ci hanno accompagnato alla prima gara della stagione con idee, pensieri e ipotesi di griglie pronte a essere confermate o smentite. «A mio parere i nomi sono quattro - prosegue l’ex pilota e oggi giornalista di Moto.it - e tutti quanti, almeno inizialmente, possono giocarsela».
Cereghini, ripartiamo e negli occhi abbiamo i test di Buriram, lì dove si correrà nel weekend per il Gp della Thailandia. Sorprese e delusioni di questo avvicinamento?
«La sorpresa, fino a un certo punto, è stata Marco Bezzecchi. Lui, ma in generale Aprilia con un ritmo confermato anche da Ogura, secondo. Poi Ducati che, senza aver tirato fuori tutto, ha ribadito la superiorità dell’anno scorso. Queste due, con dietro Ktm e Honda vicine. Infine, purtroppo, una Yamaha in grande difficoltà. L’ingegner Bernardelle mi dice quanto sia evidente che qualcosa sia stato sbagliato: dopo mesi di V4, ci si aspettavano forse problemi di affidabilità, ma non prestazioni di questo livello».
Marc Marquez resta l’uomo da battere?
«Marc parte avanti, ma non avrà vita facile. Come detto, c’è Bezzecchi, ma mi ha fatto piacere rivedere Bagnaia in palla. Poi c’è Alex, sempre da mettere tra i primi tre. Insomma, a mio parere i nomi sono quattro e tutti quanti, almeno inizialmente, possono giocarsela. Dietro, mi ha un po’ deluso Toprak, anche se ha un’attenuante: già la MotoGp è complicata, in più deve fare i conti con questa Yamaha. A proposito, mi è tanto dispiaciuto vedere Quartararo così platealmente nervoso».
Lato Gresini: Alex è una certezza, mentre l’infortunato Aldeguer avrà una partenza in salita.
«Ad Alex fa tanto bene questa continuità di lavoro con promozioni continue: prima all’ombra del fratello, poi prima guida e ora la moto ufficiale. Mette insieme continuità, esperienza ed entusiasmo. Vedo molto bene lui e la squadra, con la quale il feeling è ottimo. Ma oramai non è più una sorpresa. Fermin ha un grandissimo talento ed è un peccato che parta saltando la prima gara (al suo posto il collaudatore Pirro, ndr). Dalla sua, però, il fatto di conoscere già la moto ed essere in una squadra come la Gresini che a livello tecnico e umano è una garanzia».
Parliamo di questo mercato piloti anticipato: tra annunci già fatti o imminenti, sarà una stagione particolare. Che influenza potrà avere?
«Non credo che i piloti saranno influenzati, alla fine devono sempre dimostrare qualcosa. Inoltre, tra pilota e tecnici si crea un rapporto che va oltre il lavorare insieme, resta anche quando si cambia team. Magari influenzerà l’opinione pubblica perché alcune cose, all’esterno, verranno lette in maniera diversa e, quando si arriva alla fine, qualcuno forse avrà bisogno di un appoggio. Non è mai davvero successo, ma le voci potranno girare».
In chiusura, doveroso chiedere un parere a Nico Cereghini sul tema legato ai circuiti cittadini visto che MotoGp ha annunciato Adelaide, e non più a Phillip Island, nel 2027.
«Voglio sperare che non sia vero. Ora è a calendario, ma vedremo da qui al 2027. I circuiti cittadini, per il sottoscritto che li ha fatti e che ha portato avanti la battaglia della sicurezza, mi mettono subito l’orticaria addosso. Non posso accettare l’idea di tornare indietro sugli standard di sicurezza che abbiamo raggiunto. E la città, per definizione, non sarà mai allo stesso livello di un circuito. Aspettiamo con molta perplessità e preoccupazione»