Motociclismo, il ravennate Tardozzi: Tardozzi: "Ducati, nel 2020 vogliamo giocarci il titolo Mondiale fino all’ultimo Gran premio"

Romagna | 29 Novembre 2019 Sport
Gabriele Cocchi
Il Mondiale MotoGp ha parlato molto chiaramente: in 19 gare disputate, ben 12 volte ha vinto Marquez, seguito a quota due da Dovizioso, Rins e Vinales e a quota uno da Petrucci. Lo strapotere del fenomeno iberico ha consentito alla Honda di conquistare anche il titolo costruttori sorpassando in classifica la Ducati proprio nell’ultima corsa a Valencia. Per la rossa di Borgo Panigale, che la stagione scorsa chiuse con sette successi, il bottino è quindi di solo tre vittorie (Dovizioso in Qatar ed Austria, Petrucci al Mugello) ed il platonico titolo di vicecampione per Andrea Dovizioso. Il team manager della Ducati, il ravennate Davide Tardozzi, riavvolge il film della stagione: «Il bilancio è positivo. Pur avendo vinto nel complesso meno corse rispetto alla passata stagione, siamo riusciti a chiudere secondi in classifica con Dovizioso, anche se il distacco dei punti rispetto a Marquez è molto consistente. Di avversari ne abbiamo messi dietro comunque tanti».
Cosa è mancato per competere con maggiore continuità?
«Premesso che Marquez è riuscito a tirare fuori il meglio dalla sua Honda ed è evidente che è lui a fare la differenza, dico che Andrea ha fatto una buona stagione dove è stato anche sfortunato visto che in due gare è stato centrato e messo fuori dagli avversari senza che lui avesse la minima colpa».
Petrucci aveva iniziato molto bene arrivando a vincere al Mugello per poi eclissarsi e chiudere sempre nelle retrovie senza più competere con i primi della classe.
«Il suo trend fino al Mugello è stato ottimo, poi è chiaramente successo qualcosa a livello psicologico e non è riuscito a gestire la troppa pressione. Non guidava più con la mente libera e sgombra che aveva prima».
Come lo si recupera?
«Ha dimostrato che il talento c’è e siamo molto fiduciosi di recuperarlo in pieno perché possa esprimere al massimo le sue potenzialità».
Obiettivi della prossima annata?
«L’obiettivo principale è quello di essere competitivi su tutti i tipi di circuiti e non solo su qualcuno, poi è ovvio che ogni pista ha delle caratteristiche particolari, ma non possiamo avere delle corse in cui non riusciamo a stare con i primi. Perché, come abbiamo visto, Marquez quando va male arriva secondo e questo alla lunga fa una grande differenza. L’altro obiettivo è quello di essere in lotta per il titolo fino all’ultima corsa: per riuscirci lavoreremo di più e meglio con nuove soluzioni su tutti e tre i fronti, ciclistica, motore ed elettronica, per sperare di raggiungere quel vantaggio tecnico che ci può fare eccellere. Siamo forti in frenata ed accelerazione mentre è sicuramente da migliorare la percorrenza in curva».
Quali saranno gli avversari per il titolo?
«Marquez su tutti, Quartararo con il suo grande talento, Vinales ed anche le Suzuki».  
Come giudica il ritiro di Lorenzo?
«Mi dispiace che non sia riuscito a concludere la carriera con una stagione all’altezza del campione che è stato».
Michele Pirro, oltre ad essere il vostro collaudatore ed avere disputato alcune gare della stagione in MotoGp, ha ancora una volta centrato il titolo nel Civ.
«Michele è molto bravo, veloce e dà ottime indicazioni, è il migliore collaudatore al mondo». 
Marquez e Honda sembra un connubio indissolubile ed ora è arrivato anche il fratello come compagno nella classe regina.
«Come si è visto nelle ultime gare stagionali, dove Marquez pure avendo già vinto il titolo mi è sembrato molto concentrato a dettare legge ed a battere record, ora si vede che punta decisamente a raggiungere Valentino nel numero di titoli iridati, poi insegue quello delle vittorie totali. Ha sempre nuovi stimoli ed obiettivi, è un vincente ed Honda se lo tiene ben stretto e quindi ritengo che il loro connubio continuerà ancora per diversi anni».
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