Lugo, il 19 ottobre riapre il teatro Rossini con l’Orchestra di Santa Cecilia, poi iniziano la nuova stagione di concerti e prosa: tra gli artisti in cartellone Favino, Alessio Boni, Pannofino

Dopo tre anni di chiusura a seguito della devastante alluvione del maggio 2023, il teatro Rossini di Lugo, il più antico dell'Emilia-Romagna, viene finalmente restituito alla sua cittadinanza, grazie al lavoro del Raggruppamento temporaneo di professionisti incaricato del restauro, capitanato dall’architetto Sanzio Castagnoli. Sono passati 40 anni dal primo, ‘storico’, restauro filologico del teatro a cura dell’architetto Pier Luigi Cervellati, che fece scuola in materia di recupero di teatri all’italiana. Il teatro Rossini di Lugo, dopo essere stato invaso da oltre un metro e mezzo d'acqua e fango durante l'alluvione del maggio 2023, è stato al centro di un complesso intervento di restauro. I lavori sono stati finanziati in gran parte grazie a donazioni giunte in primis attraverso la campagna «Un aiuto subito» promossa da La7 e il Corriere della sera, unitamente alla donazione Cari Forlì, di Reale Mutua, oltre alla raccolta fondi Gofundme, promossa dal teatro e grazie al contributo di numerosissime altre fondazioni bancarie, associazioni culturali, persone private, per un totale di quasi 1,2 milioni di euro.
I LAVORI
I lavori di ripristino, coordinati dall’architetto Sanzio Castagnoli, con l’apporto di diverse ditte specializzate, e in particolare attraverso la perizia del conservatore di beni culturali Michele Pagani, hanno riguardato le strutture e superfici, con il recupero degli intonaci danneggiati dall'umidità, il rifacimento dei pavimenti della platea, del palcoscenico e della buca d'orchestra, degli stucchi presenti nella platea e delle porte interne in legno e decorate poste al piano terra e nella platea; le pavimentazioni, con il restauro del pavimento della platea e del pavimento delle zone del vestibolo e del foyer; gli arredi, con il restauro delle 161 sedute della platea, un elemento simbolico del precedente restauro degli anni '80 curato dall'architetto Pier Luigi Cervellati, totalmente sommerse dall’acqua e con la sostituzione del bancone biglietteria; oltre agli infissi esterni, gli impianti elettrici, idraulici e di e sicurezza, il rifacimento degli impianti e l'implementazione di nuove misure di prevenzione contro l'umidità di risalita, il totale risanamento degli spazi comuni. Per poter completare i lavori necessari alla messa in sicurezza futura dell’edificio - in particolare l’installazione di porte stagne al piano terreno - e per finalizzare il recupero della buca dell’orchestra, in linea con i moderni requisiti di sicurezza e operatività, quindi con la meccanizzazione elettrica della buca d’orchestra, si rende utile il reperimento di ulteriori risorse, ai fini del quale la raccolta fondi su Go Fund Me resta aperta.
LA RIAPERTURA A OTTOBRE
Cuore delle celebrazioni inaugurali è il doppio concerto del 19 e 20 ottobre (ore 20.30) con gli Archi dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, tra le istituzioni musicali italiane più antiche e blasonate al mondo, guidato dal formidabile virtuosismo di Luigi Piovano, nella duplice veste di Solista, al violoncello, e Direttore, su musiche di Haydn, Porpora e, con pagine strettamente legate alla sua permanenza in loco, di un giovanissimo Rossini.
LA STAGIONE CONCERTISTICA
La Stagione concertistica in abbonamento prende il via il giorno del solstizio d’inverno, lunedì 21 dicembre (ore 20.30), con «Luce d’inverno. Musica italiana per il tempo di Natale», una serata del tono solenne e intimo, affidata ai Cameristi della Scala, ensemble composto da musicisti del Teatro alla Scala di Milano, fondato nel 1982. In programma, brani dedicati al Natale da parte di compositori più o meno noti del Sei e Settecento italiano, quali Arcangelo Corelli, Antonio Vivaldi, Francesco Onofrio Manfredini, Giuseppe Antonio Antonacci, Francesco Geminiani. Il primo appuntamento musicale del nuovo anno è il Concerto lirico Rossiniano di giovedì 21 gennaio, di cui saranno protagonisti i giovani musicisti della Toscanini Academy, nuova realtà di formazione promossa dalla Fondazione Toscanini di Parma, e in particolare della sua divisione dedicata all’eccellenza performativa nell’ambito del Canto Rossiniano. Sabato 27 febbraio (ore 20.30) è la volta di un’altra prestigiosa compagine nazionale, l’Orchestra Cherubini diretta dall’autorevole bacchetta di James Conlon, per lunghi anni alla testa della Los Angeles Opera e molto amato in Italia dove, dopo anni alla testa dell’Orchestra Rai di Torino, è nuovamente presente nei cartelloni delle stagioni entranti del Festival Verdi di Parma e del Teatro del Maggio musicale fiorentino (programma di prossimo annuncio). La stagione prosegue giovedì 18 marzo (ore 20.30) con il programma «Stravaganze e follie», appuntamento che scommette sull’inventiva del barocco e sul gusto per l’imprevisto vivaldiano: sul palcoscenico I Virtuosi Italiani con Alberto Martini, maestro di concerto al violino, propongono un percorso monografico interamente dedicato al genio di Antonio Vivaldi, dai concerti da La Stravaganza, opera IV, alle celebri Quattro stagioni, da Il Cimento dell'Armonia e dell'Invenzione op.8. A chiudere il ciclo, venerdì 16 aprile (ore 20.30), è un omaggio a Miles Davis e Frank Sinatra, «My Way», un titolo che racconta con chiarezza l’idea del concerto: tenere insieme l’energia e la profondità del jazz di Miles Davis e l’eleganza pop e senza tempo dello swing di Frank Sinatra, per arrivare al groove di Quincy Jones. Sul palco, la Toscanini Academy Big Band diretta da Beppe Di Benedetto, con due solisti d’eccezione, la voce di Alan Scaffardi e la tromba di Andrea Tofanelli.
LA STAGIONE DI PROSA
La nuova Stagione di prosa si apre giovedì 12 novembre (ore 20.30) con Francesco Pannofino e Francesco Acquaroli, in scena con un classico del teatro contemporaneo, «Rosencrantz e Guildenstern Sono Morti» di Tom Stoppard, con la regia di Alberto Rizzi., in cui l’umorismo inglese di Stoppard si fonde con la Commedia dell’Arte per dare vita a una commedia esistenziale e filosofica che ne esalta comicità e potenza emotiva (in replica anche il 13 e 14 ore 20.30 e domenica 15 ore 16). Teatro contemporaneo - questa volta statunitense - anche con Elio De Capitani, regista e interprete, di «Erano tutti miei figli» di Arthur Miller. Per lo storico co-direttore del Teatro dell’Elfo, che sul palco è insieme, tra gli altri, a Cristina Crippa, è l’occasione per indagare il rapporto conflittuale tra genitori e figli in un’opera in cui il dramma sociale e quello psicologico coincidono (11 e 12 dicembre ore 20.30 e domenica 13 ore 16 e 20.30). Attinge alla drammaturgia britannica Pierfrancesco Favino, regista dell'adattamento italiano di «People, Places & Things», il pluripremiato testo teatrale di Duncan Macmillan. Lo spettacolo, che vede in scena come protagonista Anna Ferzetti, racconta la necessità di ammettere le proprie ferite per trovare il coraggio di prendersene cura (dal 7 al 9 gennaio ore 20.30 e domenica 10 ore 16). Dal testo della scrittrice francese Yasmina Reza, «Tre Variazioni della Vita», con la regia di Luigi Saravo brillante gioco teatrale sulla percezione, la verità e le relazioni umane, tra ironia, tensione e colpi di scena, che vede protagonisti l’attore e comico Ugo Dighero e Mariangeles Torres (5 e 6 febbraio ore 20.30. e domenica 7 ore 16 e 20.30). In «Molière - l’arte della beffa» Alessio Boni, interprete e, insieme a Roberto Aldorasi e Marcello Prayer, anche regista, propone viaggio nella Parigi del Seicento, per scoprire la vita straordinaria, comica e spietata di un uomo che ha cambiato per sempre la storia dello spettacolo: Jean-Baptiste Poquelin, universalmente noto come Molière (dal 18 al 20 febbraio ore 20.30 e domenica 21 ore 16) Il mondo teatrale è al centro anche della irresistibile e pluripremiata commedia di Michael Frayn, «Rumori Fuori Scena», portata in scena dal regista Massimo Chiesa. Lo spettacolo, con ironia e un pizzico di sana follia, mette a nudo il caotico e imprevedibile ‘dietro le quinte’ del teatro e le sue infinite, sorprendenti, e rocambolesche dinamiche interne (9 e 10 aprile ore 20.30, e domenica 11 ore 16 e 20.30). In occasione del giorno della memoria, fuori abbonamento, il pluripremiato «Se Questo è Levi», performance sull’opera di Primo Levi dei Fanny & Alexander, che vede in scena Andrea Argentieri, diretto da Luigi De Angelis. Argentieri veste i panni dello scrittore Primo Levi, assumendone la voce, le gestualità, le posture, i discorsi in prima persona (mercoledì 27 gennaio ore 20.30, e ore 11 per le scuole). Completa il cartellone, la sezione «Gli incontri del Rossini», momenti di conversazioni e confronto con gli interpreti e registi ospiti della rassegna, in collaborazione con l'Associazione Amici del Teatro Rossini. Gli incontri sono previsti al teatro Rossini nel pomeriggio del sabato (ore 17.30) di spettacolo con la compagnia in scena.