La Trilogia d’Autunno a Ravenna su Norma, Aida e Carmen

Romagna | 01 Novembre 2019 Cultura
Elena Nencini
Arriveranno da 20 paesi di tutto il mondo gli oltre 1500 stranieri che coglieranno l’occasione di partecipare alla Trilogia d’Autunno  - ultima parte della XXX edizione del Ravenna Festival - al Teatro Alighieri di Ravenna, dall’1 al 10 novembre.
Il focus sarà su tre donne dell’opera lirica: Norma di Bellini (1, 5, 8 novembre), Aida di Verdi (2, 6, 9 novembre) e Carmen di Bizet (3, 7, 10 novembre).
Cina, Giappone, Australia, Russia, sono solo alcuni dei paesi da cui provengono gli appassionati melomani che avranno la possibilità di vedere le tre opere alternarsi sul palco dell’Alighieri.
Sono oltre i 200 ruoli da cantante che sono stati assegnati e interpretati da quando la Trilogia è iniziata, puntando sempre più ad essere una vera e propria fabbrica di creatività e di formazione.
La formula vincente è un cast di giovani cantanti e un team creativo che si avvale delle più moderne tecnologie, ispirati e guidati da Cristina Mazzavillani Muti, ideatrice del progetto e alla regia per Norma e Aida. Carmen è invece affidata a Luca Micheletti, al debutto nella regia di un’opera. Sul podio dell’Orchestra Giovanile Cherubini, Alessandro Benigni per Norma, Nicola Paszkowski per Aida e Vladimir Ovodok  - cresciuto nell’Accademia di Riccardo Muti - per Carmen.
«La parola d’ordine è seminare» dice Muti, che da tempo cerca di promuovere i giovani del territorio, ma non solo. Spiega infatti: «I teatri spesso pretendono i grandi nomi, ma dovrebbero anche allevare arte e artisti. Siccome non sono eterna voglio dare un futuro alla Trilogia».
Dopo i giovani spazio anche alla sperimentazione. La Trilogia propone infatti un’acustica tutta nuova. Un approccio totalmente nuovo portato dalla tecnologia Soundscape di BH Audio che porterà l’opera lirica a sfondare le barriere della modernità con una sonorità avvolgente.
Insomma l’elettronica abbraccia la musica dell’opera e, in tandem con le proiezioni e il light design, porta al Teatro Aligheri un impalcatura tecnologica all’avanguardia che offrirà alla musica nuove possibilità d’espressione.
Per quanto riguyarda le singole regie Norma sarà immersa nella natura, dove simboli e mito si confonderanno. Norma, figlia del capo dei druidi e sacerdotessa che ha violato i voti per amore di un romano, è il soprano coreano Vittoria Yeo, che il pubblico ravennate ha già apprezzato come Lady Macbeth e che in questo caso veste per la prima volta i panni della protagonista belliniana. Al debutto nel ruolo anche il resto del giovane cast: l’amato Pollione, proconsole romano, è il tenore Giuseppe Tommaso, mentre il basso Antonio Di Matteo è Oroveso, padre di Norma, e il soprano turco Asude Karayavuz sperimenta i panni di Adalgisa, rivale in amore di Norma.
Un’Aida non di solo trionfo è quella che verrà rappresentata sul palco del Teatro Alighieri: Muti infatti ci tiene a sottolineare i momenti intimi, riservati, malinconici.
Infine è una Carmen (3, 7, 10 novembre) «intima e oscura» quella che porta in scena Luca Micheletti, un mondo - ora di sapore noir, ora vibrante di realismo magico - sul quale la protagonista domina come un’ossessione di cui tutti sono vittime, là dove il sogno d’amore si confonde con quello della rivoluzione e dell’eversione.
Da quest’anno è nata una nuova collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Ravenna che firma le due opere in scena (il libro in Norma e la carcassa in Aida) e quelle di Corpo a corpo, la mostra allestita negli spazi del Teatro in occasione della Trilogia e curata da Maria Rita Bentini e Nicola Cucchiaro. La mostra osserverà due aperture straordinarie lunedì 4 (14.30-19.30) e domenica 10 novembre (10-13). L’artista egiziano Hossam Dirar è invece l’autore dei dipinti che hanno caratterizzato la campagna promozionale dell’intera Trilogia e che ne illustrano il programma di sala.
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