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La maggioranza sui primi 6 mesi di governo a Ravenna, parlano Francesconi e Cameliani: «In consiglio siamo sempre pronti al dialogo»

Romagna | 13 Maggio 2022 Cronaca
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A sei mesi dall’elezione del consiglio comunale insediatosi il 26 ottobre 2021 i capogruppo fanno un bilancio dei primi mesi di lavoro. La settimana scorsa i pareri dell’opposizione con Veronica Verlicchi, Alvaro Ancisi, Alberto Ferrero, Filippo Donati. Questa settimana invece abbiamo sentito i commenti della maggioranza.

«SINTESI NON SCONTATA»
Massimo Cameliani, ex assessore nella passata giunta, oggi ricopre il ruolo di capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Ravenna. Soddisfatto dei primi sei mesi di lavoro: «Sono contento perché guardo all’interno del nuovo gruppo del Pd, e vedo un gruppo solido dove sono arrivati nuovi uomini e donne. Per quanto riguarda la coalizione più larga di maggioranza, dai 5 Stelle ai Repubblicani, nonostante le diversità di vedute riusciamo a trovare una sintesi non scontata». 
Per Cameliani sono stati affrontati in consiglio temi importanti come quello del ponte sulla Baiona: «nonostante le polemiche fatte dall’opposizione siamo riusciti a riaprire il ponte in tempi comunque brevi. Abbiamo visto come le opposizioni hanno fatto speculazioni più che proposte». Rispetto alle opinioni espresse nel numero precedente dall’opposizione - che lamentava la mancanza di accordo con la maggioranza e di come le proposte fossero bocciate a priori - Cameliani ribadisce: «Per quello che riguarda l’esenzione del pagamento della Tari per i pubblici esercizi Verlicchi aveva presentato una mozione dove scopriva l’acqua calda: proponeva una cosa che la giunta aveva già fatto, l’avevo proposta proprio io insieme al sindaco l’anno prima. Quando Verlicchi ha presentato la mozione i tempi non erano maturi, non era stato approvato il bilancio, non sapevamo cosa avrebbe fatto il Governo, era prematuro approvare un provvedimento di questo genere. Quando è stato possibile abbiamo deciso di approvarlo. Non è vero che manca il dialogo: abbiamo fatto una mozione unitaria sulla guerra per esempio; siamo sempre disponibili a ragionare, se non c’è polemica o un atteggiamento pregiudiziale». 
Per quanto riguarda le priorità, Cameliani sottolinea: «ci rifacciamo ai piani di investimento triennali delle opere pubbliche: sono importanti gli stradelli retrodunali e il Parco marittimo che sta andando avanti. Così come i vari lavori pubblici procedono. I lavori di manutenzione non fanno notizia, ma sono importanti, soprattutto nel forese: ci aiutano in questo i consigli territoriali e ascoltiamo le istanze dei vari territori. Per quanto riguarda il Pnrr abbiamo una buona macchina amministrativa e sono fiducioso di recuperare molte risorse».

«PRIORITA’ E’ LA TRANSIZIONE»
Chiara Francesconi, capogruppo del Partito repubblicano italiano, che alle elezioni ravennati ha preso il 5,19% dei voti, fa un bilancio di questi sei mesi: «Sta andando decisamente bene, ovviamente abbiamo finito il primo mandato con una pandemia, lo abbiamo ricominciato con una guerra. Ragioniamo sempre su situazioni da affrontare in emergenza, ma nonostante questo credo si stiano perseguendo al massimo gli impegni che c’eravamo detti in campagna elettorale sul Pnrr. Abbiamo fatto un investimento enorme sul Pnrr per quello che riguarda la riqualificazione e la messa a sistema turistico del Parco del Delta. Cerchiamo prepotentemente di investire su questo tema perché è la forza del futuro. E’ uno dei temi che coniuga al meglio ambiente e cultura: è il tassello fondamentale che manca a un circuito turistico-culturale di promozione a Ravenna. A Ravenna è assolutamente necessaria l’industria e l’impresa, ma in chiave imprenditoriale e manageriale dobbiamo pensare ai nostri tesori, dobbiamo cominciare a pensare che si può mangiare di cultura e di ambiente. Questo è un impegno che con De Pascale ci eravamo presi e mi sembra che la nuova giunta - anche alla luce di questa nuova delega che è stata espressamente data al Parco del Delta - lo stia facendo. Io spero che insieme a questo vada a strutturarsi in maniera armoniosa tutto il sistema culturale di Ravenna che è in grande cambiamento e in grande subbuglio. Il problema è che – tra pandemia e guerra – è cambiato il mondo: e quindi deve cambiare anche il nostro modo di investire sui temi della città». 
Per Francesconi il primo tema da mettere in calendario è quello della transizione energetica: «è un tema che non dipende soltanto da noi, bisogna si sblocchi il sistema delle politiche energetiche, ma è la priorità delle priorità. Ravenna conta migliaia di lavoratori e e di cittadini in questo settore: lo stop alle estrazioni non è solo un problema di riscaldamento delle case, ma per noi è anche un problema di lavoro. Sono la prima a pensare a una transizione energetica di un certo tipo, però è anche vero che ha dei tempi che non sono i nostri e bisogna dare alle imprese ravennati il tempo di convertirsi. In quel lasso di tempo noi dobbiamo tutelare i nostri cittadini e la nostra città, riproponendo in maniera ferma alla Regione e al Governo la riapertura delle estrazioni, i rigassificatori mobili, l’eolico a Ravenna. Ravenna deve tornare ad essere la capitale dell’energia sull’Adriatico».
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