La comunicazione dal punto di vista del cane. Parla l'educatrice cinofila, Carlotta Nucci

Proseguiamo la collaborazione con l’educatrice cinofila Carlotta Nucci del centro Wild dog training asd Faenza che sulle pagine di Setteserequi da suggerimenti utili sulla gestione dei nostri pet.
Sono sicura che i nostri cani pensino che parliamo troppo e diciamo troppo poco. Il mio consiglio ai proprietari di cani è: quando non potete migliorare il silenzio, state zitti. La funzione della comunicazione è quella di raggiungere o mantenere un qualsiasi risultato desiderato. La comunicazione – informazione, istruzione, persuasione, controllo, motivazione, liberazione emotiva – è tutta una questione di cambiamento. Se non desideriamo nulla in particolare, la cosa migliore che possiamo fare è tacere. La comunicazione avviene attraverso segnali di diverse forme, ad esempio suoni (verbali e non verbali), linguaggio del corpo, espressioni facciali, contatto visivo, olfatto e tatto. Tutti gli organismi comunicano: animali, piante, funghi e persino batteri. Parlare è il nostro principale mezzo di comunicazione perché abbiamo sviluppato sistemi linguistici complessi, una caratteristica unica del cervello della nostra specie. Anche altri animali comunicano, sebbene i loro metodi siano presumibilmente meno sofisticati dei nostri. Oltre a parlare per influenzare o mantenere il comportamento degli altri, ci impegniamo anche in conversazioni informali, chiacchiere sociali e pettegolezzi. Tuttavia, le chiacchiere informali non sono sempre così piacevoli come sembrano, e le conversazioni sociali spesso sconfinano in territori antisociali più di quanto vorremmo ammettere. Il linguaggio è uno strumento prezioso per favorire la comprensione, ma allo stesso tempo è anche lo strumento ideale per creare incomprensioni. Molto spesso, infatti, faremmo meglio a rimanere in silenzio, soprattutto interfacciandoci ad animali di specie diverse dalla nostra che non hanno adottato il linguaggio verbale come mezzo prevalente di comunicazione. I cani non amano le chiacchiere inutili o le formalità sociali. Non sono in alcun modo interessati ai pettegolezzi o agli sfoghi emotivi. I cani sono pragmatici: è più una questione di: «se non mi disturbi e io non disturbo te, va tutto bene». Possiamo dire che sono veri amanti ed intenditori del silenzio. Invece di parlare troppo, soprattutto quando siamo adirati con loro e tendiamo ad umanizzare l’accaduto rimproverandoli come bambini sperando che possano comprenderci (quando in realtà le loro facce meste sono unicamente il risultato della percezione di un nostro stato d’animo negativo, e non certo l’effettiva comprensione del «cos’hai combinato?»), credo che tutti i cani apprezzerebbero molto di più uno sguardo affettuoso o un semplice gesto rassicurante. Quindi, ricordate: se non avete niente di importante da dire al vostro cane, restate in silenzio!.