Inizia la scuola, il pedagogista: "Non caricate i figli di ansia"

Romagna | 15 Settembre 2019 Mamma Mia!
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Inizia la scuola dopo un lunghissimo periodo di vacanza. Troppo lungo? Non per il pedagogista Ernesto Sarracino che lavora come coordinatore pedagogico nei servizi per l’infanzia dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna e che è convinto che, per staccare davvero la spina e riposare la mente, i bambini necessitino eccome di quei tre mesi di relax. Una presa di distanza dalle incombenze scolastiche che deve essere tenuta in considerazione anche adesso che si ricomincia.
Sarracino, ci sono cose pratiche da fare per riabituare i figli a banchi, compiti, lezioni?
«No, sono contrario a preparazioni particolari. Bambini e ragazzi sono in grado di recuperare il ritmo perduto una volta che tornano a scuola. Di quella vacanza hanno avuto bisogno eccome. Quando saranno di nuovo in classe, poco a poco si riabitueranno».
Gli adulti sono consapevoli che non si possa ripartire a spron battuto?
«Non sempre. Oggi vedo genitori caricare i figli di ansie e stress e vivere la scuola con aspettative troppo alte. Dall’altro lato c’è una situazione scolastica che, non certo per colpa degli insegnanti, fatica a far vivere agli alunni il piacere di imparare. Se la scuola funzionasse meglio, per esempio, dei compiti per le vacanze ma anche di quelli assegnati durante la settimana si potrebbe senza dubbio fare a meno. Vedo, invece, una continua ricerca della verifica. Quando si consiglia un libro da leggere, lo si dovrebbe fare per avvicinare i bambini alla lettura, senza pretendere una restituzione scritta di ciò che hanno letto. Quando si carica l’apprendimento di imposizioni, non sempre si fa il bene dei più piccoli».
Cosa manca, dunque, alla scuola?
«L’idea del divertimento, l’idea che si impara se si ama ciò che si fa. Il punto è che senza una formazione e un sostegno in tal senso, per gli insegnanti è difficile portare avanti una scuola del genere».
Chi ha figli che stanno per fare il passaggio dalla scuola dell’infanzia alle elementari, dalle elementari alle medie o dalle medie alle superiori, dovrebbe avere accorgimenti particolari?
«Anche in questo caso, i genitori dovrebbero far vivere ai figli questi momenti con maggiore naturalezza. Sicuramente si tratta di cambiamenti di un certo rilievo nella vita dei bambini e dei ragazzi ma non serve a nulla creare ansie inutili. Sì, è vero, nostro figlio non sarà più in quinta elementare ma in prima media, dovrà fare il grande, come pensano alcuni. Ma è altrettanto vero che, in questa scuola dei grandi, sarà tra i più piccoli. Insomma, smettiamo di aspettarci sempre qualcosa, lasciamo che i figli crescano anche un po’ da sé».
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