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IL CASTORO | L’industria dell’insicurezza, difficile per i giovani accettarsi nel confronto coi modelli medatici

Romagna | 13 Giugno 2021 Blog Settesere
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Caterina Penazzi

Sei grassa, sei scarna, sei brutta, sei smilzo, sei obeso, sei magro: il corpo è l’ossessione dei tempi moderni. Lo specchio incute paura, ma ancora di più la nostra immagine riflessa.
Al giorno d’oggi la non accettazione del proprio corpo da parte degli adolescenti, sfocia sempre di più in un angoscioso desiderio di cambiare ed essere perfetti. Il mondo pieno di diete, modelli di bellezza e foto sui social non agevola certamente l’elevatissimo numero di giovani, che fanno a pugni quotidianamente con la propria immagine.
Un sondaggio condotto dal «Il Castoro» tra 575 ragazzi fra i 16 e i 19 anni, frequentanti diverse scuole italiane, ha rilevato che il 92,3% di essi pensa di avere difetti fisici. Cosce grosse, fianchi larghi, orribile cellulite, naso storto o lungo, pancia gonfia, fastidiose smagliature, strana forma del viso, braccia grosse, labbra troppo sottili o troppo formose e denti imperfetti. Con questi aggettivi gli adolescenti hanno descritto il loro corpo nel questionario, infatti al 52,2% di essi il proprio corpo piace solo in parte e al 20% non piace proprio. L’ansia di vedersi brutti, imperfetti, diversi da ciò che si vorrebbe essere è una delle più grandi preoccupazioni dei giovani di oggi. Guardando se stessi ritratti nello specchio, il 28,9% dei ragazzi si sente male o malissimo.
Il 18,3% non sa identificare le proprie emozioni, mentre fissa lo sguardo sulla sua immagine. Il 47% invece, nonostante pensi di avere imperfezioni, si vede bene e il 5,9% si vede benissimo.
«Se gli adulti di oggi da giovani erano influenzati dai programmi televisivi, i ragazzi di oggi - afferma il sociologo Piergiorgio degli Esposti, professore dell’Università di Bologna - sono condizionati dai canoni di bellezza che vengono imposti dai social. Attualmente Instagram e Tik Tok propongono stereotipi di bellezza che associano ad esempio il magro al bello, escludendo tutte le diversità dei corpi. Come dice il sociologo Kevin Kelly, internet è come una grande fotocopiatrice globale: appena avviene la pubblicazione sui social, i messaggi diventano fruibili a tutti e così, in pochi secondi, si diffondono modelli di riferimento dannosi per l’accettazione del proprio corpo, che è bello proprio perché unico». Dal questionario infatti è emerso che il 60% dei giovani che hanno risposto desumono i propri canoni estetici dai social.
«Molti sono stati gli studi volti a indagare l’impatto dei media sulla percezione corporea - dice Alessia Zaccarini, psicologa dell’Ausl Romagna - anche ad esempio nell’ambito dei disturbi alimentari, dove il corpo nella sua magrezza è espressione di sofferenza. Da questi studi è emerso tuttavia che non vi è una diretta relazione di causa-effetto tra l’esposizione ai mass media e il livello di soddisfazione dell’immagine corporea, ma sembra che tale esposizione possa attivare modelli di magrezza in adolescenti già predisposti a valutare se stessi in termini di forma del corpo, peso e bellezza. Inoltre è stato osservato quanto tale predisposizione possa portare questi adolescenti a essere maggiormente attratti dai quei social che puntano sulle immagini e che mostrano stereotipi di corpi canonici». «Anche la fisicità di amici e parenti esercita un’influenza enorme sulla percezione di sé» aggiunge la psicologa. E a tal proposito il sondaggio da noi condotto parla chiaro: il 23,1% dei ragazzi assume come corpo modello quello di amici o parenti e il 38% pensa che, rispetto alle persone intorno a sé, il proprio corpo sia più brutto e più imperfetto. «In letteratura inoltre - continua Zaccarini - si trova evidenza di quanto gli scherni e le derisioni sul corpo siano impattanti sulla soddisfazione corporea. Il corpo è stato comunque da sempre parte integrante dello sviluppo identitario, la differenza che emerge con maggior forza è la presenza di un profondo senso di disistima. La bassa autostima compromette la percezione di sé e il confronto con l’esterno diviene così un processo più complesso e doloroso».
«Gli adolescenti - continua Piergiorgio degli Esposti - dovrebbero apprezzare il loro corpo, ribellarsi ai modelli che li fanno sentire sbagliati e sarebbe importante che non si fermassero all’apparenza, perché anche i corpi che in una pubblicità o in una foto risultano perfetti, potrebbero essere stati ritoccati con molteplici applicazioni». Questa affermazione potrebbe essere un consiglio anche per quell’11,5% che deduce i propri canoni di bellezza dall’ambito televisivo o dalla moda.
Nell’epoca dell’industria dell’insicurezza, raggiungere la consapevolezza di sé e discriminare i condizionamenti per potersi accettare è una grande sfida per quel 67,5% che vorrebbe modificare alcune parti del proprio corpo. Tra tutti i ragazzi il 24% sarebbe disposto anche a intervenire chirurgicamente.
«Tutti i giovani dovrebbero piacersi - conclude il sociologo - tutti gli adulti li invidiano per la giovane età e moltissimi di loro, guardando le foto di quando erano nel fiore dell’adolescenza, rimpiangono il proprio corpo nel pieno delle forze, che un tempo vedevano brutto».

 

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