Guardia medica turistica, sui lidi ravennati "difficile trovare personale"

Fino a cento accessi, nei fine settimana, nelle località di mare dove il flusso di visitatori è più forte. Sono i numeri della guardia medica turistica, una figura fondamentale per gestire le richieste dei pazienti in vacanza sui lidi. La novità di questa stagione è che, a Marina di Ravenna, ha dato la propria disponibilità a gestire il servizio il dottor Giorgio Calzati, che ha già il suo ambulatorio di medico di famiglia: «Tutti gli anni – spiega Mauro Marabini, direttore del Dipartimento di Cure Primarie – chiediamo ai medici di base la disponibilità ad ampliare il loro servizio in questo senso ma è raro che la troviamo. A Marina, questa volta, ci è andata bene».
«POCA DISPONIBILITÀ»
L’altro problema riguarda, invece, più genericamente, la difficoltà a trovare dottori disposti a lavorare su turni, d’estate, nelle località di mare, anche quelle meno appetibili: «C’è un problema di fondo – precisa Marabini – ovvero la mancanza di medici in assoluto, alla quale si sommano altri fatti: un medico può essere in un momento della carriera che non gli consente di prendersi un impegno del genere oppure ha già altri incarichi che non si conciliano con i tempi della guardia medica turistica. Fatto sta che ogni estate riusciamo in extremis a coprire tutto il periodo e tutti i turni fino alla fine della stagione. Anche quest’anno, alla fine, dovremmo farcela». Sono circa cinquanta i medici che sulla provincia di Ravenna, da Porto Corsini a Pinarella, saranno impegnati nel servizio. In Romagna, in totale, ci sono state circa 250 domande. Per non scontentare nessuna delle persone disponibili, la linea adottata dall’Asl è quella di far ruotare i medici il più possibile sulle diverse località: «Le sedi hanno un’appetibilità diversa, dunque evitiamo di confinare un medico in un lido piuttosto che in un altro».
«ACCESSI APPROPRIATI»
L’altra caratteristica del servizio – che è a pagamento – è la possibilità che il medico svolga le visite domiciliari: «Questa opzione non è percorribile in città, dove la guardia medica turistica non è tenuta ad andare. Ci sono però eccezioni, come quando un turista che viaggiava su una nave da crociera si è sentito male in città. In quel caso, il medico si è spostato». Ovviamente, si tratta di un servizio ben diverso da quello offerto dal pronto soccorso: «Oltre a una penna e a un ricettario, i medici hanno poco altro. In ospedale è tutta un’altra storia: per ogni accesso, vengono fatti un esame di laboratorio e due esami radiologici. Sappiamo bene che la mancanza di educazione e cultura sanitaria fa sì che gli accessi non siano sempre appropriati. Ma non mi sentirei di dire lo stesso né per la guardia medica che è dentro l’ospedale di Ravenna, né per la guardia medica turistica. Chiaro, tutto può essere migliorato. Ma davvero, non registriamo un eccesso nei comportamenti dell’utenza».