Giochi Europei, l'oro della faentina Carlotta Ragazzini nel tennistavolo: "Ora sogno le Para Olimpiadi"

Andrea Voria - C’è una gemma faentina tinta d’oro luccicante agli Europei Giovanili terminati domenica scorsa a Pajulahti, in Finlandia: è quella di Carlotta Ragazzini, 17enne manfreda fresca di titolo continentale junior nel tennistavolo nella categoria L1-5. Carlotta, arrivata con l’obiettivo di migliorare l’argento di due anni fa a Genova, ha sbaragliato la concorrenza, concedendo un solo set alle avversarie. In semifinale ha battuto per 3-0 (11-2, 11-2, 11-3) la finlandese Tapola Aino e in finale ha ceduto il primo set (8-11) alla francese Flora Vautier, aggiudicandosi i tre successivi (11-8, 11-8, 11-6), facendo così suonare l’inno di Mameli.
«Agli Europei Giovanili di Genova ero arrivata seconda e uno degli obiettivi di quest’anno era migliorarmi, cioè provare a vincerli. Era una vittoria in cui speravo ma non assolutamente scontata - commenta la giovane faentina, che ringrazia la per la propria vittoria la Federazione, la famiglia e il suo allenatore Gianmaria Colombi, faentino classe 1993 con cui si allena nella palestra delle elementari di Reda. Il titolo europeo giovanile è la ciliegina sulla torta di un 2019 in cui aveva già vinto il titolo nazionale a Verona -. È una vittoria che mi dà tanto incoraggiamento per il futuro. Sono contenta e soddisfatta, ma non voglio accontentarmi perché ho ancora tanti obiettivi da raggiungere».
Il più importante è la partecipazione alle Paralimpiadi. «Al momento è un sogno, ma voglio realizzarlo. Per Tokyo sarà molto difficile, perché ci sono pochi posti, ma farò tutti i tornei necessari alla qualificazione. Vedremo come andrà, al limite punterò a quelle di Parigi 2024».
Fra poco, infatti, comincerà l’iter della faentina per provare a conquistare il pass paralimpico. Gli atleti che si qualificheranno saranno scelti tramite i tornei internazionali, quelli continentali (come gli Europei senior) o le wild card. «Parteciperò ai quattro tornei più importanti e agli Europei di settembre. La prossima tappa sarà il torneo di Ostrava, in Repubblica Ceca, poi andremo un passo alla volta» illustra la faentina, che nella vita di tutti i giorni studia al liceo classico di Faenza, dove ha appena concluso il quarto anno e si appresta a vivere l’anno della maturità. I compagni sono esplosi di gioia nella chat di gruppo della classe, facendole i complimenti per il titolo europeo. «Sono stati i primi a essere contenti e a fare il tifo per me. Ora aspetto le mie amiche a casa per festeggiare tutte insieme la medaglia».
Una passione, quella per il tennistavolo, esplosa pochi anni fa quasi per caso. La faentina, infatti, racconta così l’episodio che l’ha avvicinata al suo sport, avvenuto durante la degenza a Montecatone, ospedale in cui Carlotta era ricoverata per la terapia riabilitativa in seguito a un intervento alla schiena, dopo il quale ha iniziato a utilizzare la carrozzina. «Una sera sentii un rumore al terzo piano che veniva dalla sala di attività ricreative. Andai a dare un’occhiata e vidi il presidente della mia attuale società, la Sport è Vita di Montecatone, che faceva attività con i ragazzi ricoverati. Ho provato a giocare a tennistavolo e mi è piaciuto: dal quel momento ho iniziato ad allenarmi e tutto è arrivato successivamente. Un contributo fondamentale è arrivato da Alessandro Arcigli, il direttore tecnico della Nazionale. Mi ha aiutato a conoscere l’ambiente e il tennistavolo in generale, portandomi in Nazionale. Dal 2017 ho iniziato a partecipare a tornei internazionali e devo dire che è stupendo. Ci sono bellissime persone, che ti incoraggiano in ogni momento, mettendoti sempre il sorriso. Davvero non potrei desiderare un’esperienza migliore».