Faenza, una cena tra amici per ricordare Valter… a tavola 

Romagna | 04 Ottobre 2019 Gusto
Riccardo Isola - La figura di Valter Dal Pane ricordato come a lui sarebbe stato molto gradito: a tavola e in compagnia di amici e del buon vino, ricogorosamente di stile romagnolo. Gli amici, primi tra tutti Stella Palermo, Gian Maria Manuzzi, Andrea Spada, Carlo Catani e Fabrizio «Bicio» Bagnara, i famigliari, i vignaioli, molti dei quali oggi sono punta di diamante dell’enologia romagnola, mercoledì scorso si sono incontrati per ricordare la figura e mantenere vivo il ricordo di uno dei più strabilianti e istrionici animatori cultural-enogastronomici della città. Mancato ormai sette anni fa, Dal Pane è stato un punto di riferimento per la promozione, la rinascita e la riconoscibilità del mangiare e bere bene in quel di Faenza. Per questo l’esigenza, condivisa e trasversale, di omaggiare un grande personaggio è stata messa in piedi con grande facilità di partecipazione. E lo si è fatto come piaceva a lui, con la convivialità dello stare assieme mangiando e bevendo bene.
L’idea ha preso vita a «casa» di un amico e collega, lo chef Stefano dal Pozzo del Controvento. Una trentina di persone, che durante la cena hanno brindato, con vini che Valter ha amato e aiutato a promuovere nella sua vulcanica attività, e riportato all’attualità il grande patrimonio d’idee e d’iniziative targate Valter. Da Cinemadivino all’Osteria la Sghisa, dai vari locali, notturni e non solo, che ha aperto, gestito e portato alla ribalta della movida faentina, fino all’idea di «Io bevo Romagnolo» o alle scorribande in giro per l’Italia e l’Europa alla scoperta di input sempre nuovi e adattabili al territorio di cui era innamoratissimo.
Una serata a suo modo allegramente toccante ma assolutamente vitale e frizzante che ha permesso a chi lo ha conosciuto, frequentato e amato, c’erano infatti anche la moglie, il figlio e i genitori,  di riportare anedotti, disavventure e caratteristiche umane di una delle figure più rappresentative della fertilità culturale e sociale che Faenza abbia, in questi anni, ospitato.
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