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Faenza, tra boschi, fiumi e tanta storia vivendo l’estate in Appennino

Romagna | 10 Agosto 2020 Cronaca
Riccardo Isola - Per chi proprio non ci tiene ad avere la sabbia sotto i piedi, rimanere a «cuocere» sotto il sole d’agosto sdraiato sotto l’ombrellone, rischiare lunghe code nel rientro verso casa, allora mete alternative agli stabilimenti balneari della riviera ci permettiamo di suggerire possano essere gite in Appennino. Nel territorio di confine tra Romagna e Toscana tra boschi, fiumi, dove è possibile anche fare un tuffo rinfrescante, emergenze archeologiche e storiche c’è solo che l’imbarazzo della scelta. 

TRA LE VALLI DEL SENIO E LAMONE
Da Palazzuolo a Casola Valsenio, il Senio si fa strada tra marne e arenacee e una fitta vegetazione. Posto ideale quindi per un pic nic fuori porta sicuramente rinfrescante. Diverse le piccole pozze o le «spiaggette» naturali dove potersi fermare soprattutto partendo dalla Badia di Susinana, subito poco oltre il confine regionale, in su, fino a Piedimonte. Molto rilassante e adatto anche alle famiglie con bambini piccoli è poi il lungo fiume disegnato lungo il Senio al di sotto del centro abitato di Casola. Diversi i chilometri che si possono percorrere, a piedi o in mountain bike, dove si può avere la fortuna anche di incontrare una fauna acquatica molto varia. Nel tragitto sono presenti alcune aree attrezzate per il barbecue. Per chi ama la storia e la cultura una visita a Monte Battaglia, lungo la strada che porta a Fontanelice, luogo di aspri combattimenti durante la Seconda Guerra Mondiale, oggi con il suo torrione non mancherà di stupire per i suggestivi scorci paesaggistici. Poco prima sulla destra fioriture particolarissime vi aspettano al Giardino delle Erbe dove è possibile anche portarsi a casa qualche souvenir botanico-aromatico. Alle porte di Casola Valsenio, in direzione di Riolo Terme, una visita alla casa dello scrittore Alfredo Oriani, (il Cardello) e alla vicina Abbazia di Valsenio con la sua cripta non mancherà di soddisfare gli appetiti culturali dei visitatori. 
Nella vicina città d’acque di Riolo Terme per gli amanti della storia e della natura una visita alla Rocca con il suo museo del paesaggio è vivamente consigliata permettendo di conoscere peculiarità ambientali e gesta eroiche di un tempo passato. Una passeggiata al parco museo cittadino, dove sono esposte sculture in bronzo di Giovanni Bertozzi, permetterà, con tutta tranquillità, di raggiungere lo stabilimento termale, complesso in stile Liberty, che offre servizi curativi d’avanguardia, rimedi naturali, trattamenti estetici e riabilitativi.
In attesa che il grande progetto di realizzazione della pista ciclabile lungo l’argine del Senio a Castel Bolognese è comunque possibile camminare seguendo la corrente dalla diga steccaia (Tebano) fino ad arrivare al centro del paese. 
Nella vicina valle del Lamone arrampicandosi tra Brisighella e Marradi ci si potrà rilassare nelle spiaggette situate fra San Martino in Gattara e Popolano, mentre pozze più grandi si trovano nell’affluente Campigno, in località Biforco di Marradi, per arrivare poi al Molino di Fantino e alle suggestive cascate di Valbura, poco prima di Crespino. Nel borgo medievale, una delle porte del Parco regionale della Vena del Gesso, le possibilità escursionistiche sono innumerevoli. Oltre alla strada dell’olio, una scappata alla via degli Asini e alla pieve di Thò sono a dir poco imprescindibili. Altrettanto immancabili sono le visite alla Rocca, alla Torre dell’Orologio e al santuario del Monticino.

NELLA VERDE VALLE DEL MARZENO
Modigliana e Tredozio sono altre due località che riservano scorci urbani e naturalistici di grande fascino. Una valle verde e lussureggiante che vanta la possibilità di poter essere vissuta con escursioni a piedi e in mountain bike. Una visita ai caratteristici centri storici di queste piccole comunità abbarbicate sull’Appennino sono vivamente consigliate. A Modigliana, poi, una scappata al simbolo stesso del paese non è rimandabile. Si tratta della rocca dei conti Guidi risalente al XII/XIII secolo, meglio conosciuta come la «Roccaccia». Salendo a Tredozio, una passeggiata fino al più piccolo vulcano dell’Appennino è un’esperienza unica. Grazie all’emissione di gas naturale una fiamma perenne arde sul cucuzzolo di monte Busca, rendendo la visita molto particolare e mistica. Altro suggerimento è quello di raggiungere, nel cuore del paese, Palazzo Fantini, storico palazzo che al proprio interno protegge affreschi e uno dei più belli giardini d’Italia.
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