Faenza, sabato 12 e domenica 13 appuntamento autunnale a Oriolo dei Fichi è il tempo di «Grani e melograni»

Romagna | 12 Novembre 2022 Gusto
Sabato 12 e domenica 13 novembre si tiene l’ottava edizione della manifestazione dedicata ai prodotti e ai riti della Romagna contadina tra passeggiate, incontri e tante attività per grandi e bambini 
E’ ricco come non mai il programma di Grani e melograni, la due giorni dedicata alla riscoperta di grani antichi, melograni e tradizioni contadine romagnole in programma alla Torre di Oriolo di Faenza sabato 12 e domenica 13 novembre. Obiettivo degli organizzatori e delle numerose realtà del territorio coinvolte è la valorizzazione dei sapori locali, dei riti della campagna e dell’agricoltura come cura della terra e dei suoi abitanti. 
Nella giornata di sabato 12 novembre, alle ore 10 e alle ore 14, in collaborazione con Deka Sport Passion, sono in programma due pedalate guidate in bici elettrica alla scoperta delle prime colline faentine, adatte a tutti, con pranzo o merenda finale. Dalle ore 14.30 alle 16 si potrà passeggiare lungo il Sentiero dell’Amore riconoscendo e raccogliendo le erbe spontanee di stagione con Luciana Mazzotti, occasione che si ripeterà anche nella giornata di domenica alle 11 in compagnia di Gigliola Bandini. Dalle ore 16 alle 17 si terrà la degustazione d’olio «L’oro verde a Oriolo, le caratteristiche di un olio di qualità» a cura del tecnico Mipaaf Francesco Baldassarri, mentre sempre dalle ore 16 spazio a musiche e danze folk con i Kissene Folk. Alle 17 scoccherà l’ora dell’aperitivo in musica, mentre dalle 18.30 spazio alle pizze gourmet preparate con farine di grani antichi. 
La giornata di domenica 13 novembre inizierà alle 8.30 con una colazione a base dei prodotti del territorio accompagnata dal suono delle chitarre di Arianna De Leo vicino al fuoco. Alle ore 9 ci si ritroverà nel parco della Torre per la passeggiata tra natura, storia e sapori «Grani e melograni Walk» a cura dell’associazione Leopodistica, mentre alle ore 9.30 nella Sala del Castellano inizierà il convegno «Oriolo, borgo rurale: dove agricoltura e turismo si incontrano», incontro divulgativo sulla vocazione del territorio di Oriolo all’ospitalità e alla cura del buon vivere nel rapporto unico tra agricoltura e turismo, borghi rurali e città. Relatori saranno Fausto Faggioli (territorial marketing manager e titolare di Fattorie Faggioli) e Daniele Bucci (titolare dell’Azienda agricola La Roncona). A fine convegno, alle ore 12, aperitivo a base di melograni del territorio per tutti i presenti. Sempre il prelibato frutto rosso, la cui varietà locale “Grossa di Faenza” è iscritta nel Repertorio della Biodiversità della Regione Emilia Romagna, sarà protagonista alle ore 14.30, quando si terrà la premiazione del concorso nazionale «Io ce l’ho più grossa” aperto a tutti coloro che possiedono un melograno (regolamento sul sito www.torredioriolo.it). Alla stessa ora partiranno i balli staccati romagnoli a cura della Carampana per scoprire cosa si ballava in Romagna prima del liscio, mentre alle ore 16.30 si terrò l’incontro «Libri romagnoli per bambini» con Mario Gurioli alla scoperta dei giochi di una volta e del Signor Marafone.
 In entrambe le giornate sarà possibile visitare la Torre di Oriolo e la mostra fotografica a cura di Paolo Forconi e Marco Gallerani. A pranzo e a cena sarà attivo un punto ristoro con creazioni culinarie a base di grani antichi e melograni. Nel parco della torre sarà allestito un mercato con melograni, frutta di stagione, succhi, vino, miele, olio, e marmellate a cura dei produttori locali e di aziende ospiti. Ospite della due giorni sarà poi la Biblioteca Somara con passeggiate guidate su un asinello curioso di storie, mentre non mancheranno mai i giochi di legno e della tradizione.
L’evento, organizzato dall’Associazione per la Torre di Oriolo con il contributo della Banca di credito cooperativo ravennate forlivese & imolese, si terrà anche in caso di maltempo.  

LA VARIETA' GROSSA DI FAENZA
La melagrana Grossa di Faenza appartiene alla famiglia delle Punicaceae, genere Punica, specie P. granatum (per la produzione di frutti). E’ una specie originaria dell’Asia Occidentale. La sua fioritura arriva verso la fine di aprile mentre la sua maturazione è di solito tra metà ottobre e inizio novembre ma la raccolta può arrivare anche fino a dicembre. L’apparato fogliare vede le singole foglie essere composte da dimensioni che vanno da una dai 5-6 cm ai 9 cm. I frutti si conservano a lungo se non vengono danneggiati dal clima umido, mentre la corona chiusa garantisce una maggiore conservabilità e difesa da muffe e infestanti. La sua caratteristica principale è la dimensione: il peso medio è di 800 gr a frutto, ma ci sono esemplari che raggiungono anche i 2 kg. Il succo è acidulo, fresco e aromatico ma si addolcisce durante la conservazione. La pianta non necessita di trattamenti tranne dagli afidi in primavera. Predilige i terreni fertili ma riesce a vivere anche vicino ai muri delle case coloniche, dove in passato era quasi sempre presente perché era un simbolo di fertilità. Esistono testimonianze orali che confermano la coltivazione della Grossa di Faenza sin da prima dell’ultimo conflitto mondiale. Non a caso uno dei decori tipici della ceramica di Faenza è proprio il melograno, che non si può escludere sia legato alla diffusione della pianta nel faentino. In passato era probabilmente usata al posto del limone nelle insalate e nei piatti a base di carni, vedi la ricetta di Artusi «cefali in gratella al melograno», oppure era utilizzata per guarnire insalate, produrre succhi e per il consumo fresco.

IL RISOTTO IN ROSA
Si parta da una preparazione di un risotto classico: tostare il riso, sfumarlo con il vino (un bianco della Torre di oriolo, ndr), si prosegua nella cottura con l’aggiunta del brodo vegetale bollente. Dopo aver fatto appassire in padella, con una noce di burro, i porri tagliati sottilmente li si passa nel frullatore per ottenere una crema. Questa verrà aggiunta a fine cottura insieme al succo di melograno. A fuoco spento mantecare con burro e parmigiano reggiano grattugiato, decorando alla fine il piatto con chicchi di melograno. Buon autunnal appetito!
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