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Faenza, la primavera degli eventi è «rimandata» o «digitale»

Romagna | 02 Aprile 2021 Cultura
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Federico Savini
«La prima iniziativa concreta, anche se completamente on-line, è legata ai corsi di dialetto “A voj scorar in dialet”, che quest’anno saranno soprattutto un “percorso” di scoperta della nostra lingua vernacolare e delle storie di chi la mantiene viva. E poi dedichiamo il ciclo a Dante, chiamandolo “Daj’nte Fat”, in modo da spronare un po’ tutti, scherzosamente, sapendo bene che c’è grande voglia di re-incontrarsi, quando sarà possibile. Anche per questo la Cena Itinerante in qualche modo ci sarà, con le accortezze del caso, e sarà addirittura di quattro weekend». Gian Maria Manuzzi della Sghisa e della Rotonda a Lido Adriano, tra i soci storici del Distretto A di Faenza, fa capire al volo che l’associazione che lui rappresenta non ne vuol sapere di starsene con le mani in mano. Il che, naturalmente, non significa che le iniziative non si faranno con criterio e con tutte le cautele del caso, visto che la pandemia per il secondo anno è destinata a falcidiare lo scenario degli eventi faentini che, ormai per tradizione, riempivano strade, campagne e colline aspettando la bella stagione.
Tornando quindi al Distretto A - che continua anche di questi tempi a distinguersi per creatività - segnaliamo appunto le serate dialettali on-line (sui social dell’associazione), che dopo gli appuntamenti con Denis Campitelli e Rudy Gatta prevede le «lezioni» di Pietro «Quinzàn» Bandini (l’8 aprile) e Gilberto Casadio (il 15), mentre la Cena Itinerante «come l’anno scorso sarà in una speciale formula on-line - spiega Gian Maria Manuzzi -, nel senso che sarà nuovamente “su ordinazione”, attraverso l’home-delivery e l’asporto. Sarà possibile acquistare non semplicemente un piatto ma in un pacchetto, comprendente anche una bottiglia di vino di un produttore locale e una ceramica. In questo modo rispetteremo le nostre direttive storiche, che sono quelle di promuovere insieme l’arte, la ristorazione e l’enologia. Parliamo anzitutto di categorie professionali che stanno scontando molto le ristrettezze del distanziamento sociale, e allargare la cena itinerante a quattro weekend serve proprio per dare respiro e promozione a tutti. Quasi certamente l’iniziativa partirà dopo il fine settimana del 1° Maggio e nel weekend centrale del mese, cioè quello in cui tipicamente facevamo la cena itinerante, sono previste alcune iniziative anche in quartiere, sempre prendendo spunto dalle celebrazioni dantesche. L’idea è quella di raccontare storie in giro per il quartiere.
Per quanto attiene invece al sempre atteso festival Musica nelle Aie a Castel Raniero, il tradizionale appuntamento collinare dei primi di maggio è già stato ufficialmente spostato all’ultimo fine settimana di agosto. «Stringeremo i nodi nel corso dell’estate, quando capiremo meglio come evolve l’emergenza - ha spiegato Pietro Bandini, presidente dell’associazione di promozione sociale Castel Raniero -. La festa si farà se lo si potrà fare, nessuno si sogna di forzare i regolamenti. Ci piacerebbe che l’impostazione della domenica fosse quella classica, mentre al sabato è probabile che rinunceremo ai concerti e ai conseguenti assembramenti»
Sul versante ceramistico, è già stato comunicato dall’Ente Ceramica che Argillà salterà anche nel 2021, ma l’opzione di organizzare una seconda edizione di «Made in Italy» - la mostra-mercato italiana che nacque con buoni riscontri l’anno scorso, proprio al posto di Argillà - è in campo. «Buongiorno Ceramica» è invece ufficialmente in programma il 15 e 16 maggio. L’anno scorso l’evento fu pionieristico nel riconvertirsi per lo streaming e anche quest’anno l’idea è quella di «connettere» in contemporanea in 45 città della ceramica in Italia. Per quanto possibile, l’evento cercherà di svolgersi anche «in presenza» e viene scritto a chiare lettere dagli organizzatori che «Le iniziative in programma in questo anno sono state ripensate alla luce delle attuali normative Covid e in base al colore delle città, pertanto saranno assicurate tutte quelle iniziative ammesse e che non provocano assembramento alle quali si affiancherà in ogni caso anche un evento digitale nell’arco delle 48 ore».
Per quanto riguarda il Mic, non ci sono nuove mostre temporanee in arrivo, data l’impronosticabilità delle aperture e chiusure «a singhiozzo», ma per fine maggio è prevista in ogni caso l’inaugurazione di una nuova sezione permanente del museo dedicata al design. Sarà quindi un evento di una certa importanza per il patrimonio di tutta la città.
Un’altra manifestazione ormai entrata nelle abitudini degli abitanti del territorio faentino è il weekend brisighellese Borgoindie, che si è sempre svolto in maggio, puntando sull’incontro fra artisti e produttori viti-vinicoli locali. Pronunciamenti ufficiali per il momento non ce ne sono, ma è del tutto probabile che si cercherà di spostare l’evento verso l’autunno, nella speranza di sviluppi positivi sul fronte pandemico.
L’incertezza regna sovrana anche per quel che riguarda il Pavone d’oro, che non solo ha saltato l’edizione 2021 - a questo punto è ufficiale che non ci sarà -, ma dovrebbe ancora terminare l’edizione dell’anno scorso, interrotta a un passo dalla serata finale dal primo lockdown. L’organizzazione aveva opzionato l’idea di organizzare una finale on-line, ma il progetto è stato abbandonato non per le difficoltà tecniche (che sarebbero superabili), ma «perché vorremmo comunque far vivere ai ragazzi l’esperienza del palco - spiega l’organizzatore Enrico Palli -, nel limite di tutte quelle che saranno le norme di sicurezza. Guardiamo all’estate e alle possibilità che ci concederà la bella stagione, ma adesso è troppo presto per avere certezze».
Qualcosa bolle in pentola anche per un evento tecnicamente sportivo ma certamente spettacolare per tutti i faentini come la 100 km del passatore, che quest’anno non si farà, rimandando l’appuntamento collinare al maggio 2022. In pentola bolle però, in sostituzione, un’edizione speciale del campionato italiano 100 km su strada, in merito alla quale la Fidal fornirà maggiori indicazioni nelle prossime settimane.
Il capitolo delle feste e delle sagre è poi quello più dolente, dato l’annullamento già avvenuto del Carnevale di San Lazzaro in Borgo, dell’Imburneda ad Sata Lusa e prima di loro del doppio evento mascherato di Granarolo. Fuori dal Carnevale, ha avuto una peculiare edizione on-line la Sagra del Pellegrino del Rione Rosso, che sabato 20 marzo ha organizzato una diretta streaming dedicata a un approfondimento dantesco manfredo intitolato «Da San Nevolone a Dante Alighieri - Otto secoli di Storia e di Cammini», tuttora reperibile sui canali social del rione e alla quale hanno preso parte Martina Fabbri Nuccitelli, Claudio Ossani e Mattia Randi, con interventi di Niccolò Bosi, Claudio Casadio e Oliviero Resta.
L’attesissima Festa di Primavera di Casola Valsenio, con la sfilata dei Carri in Gesso di Festa e di Pensiero è annullata in quanto tale, ma l’amministrazione e l’associazione Carri hanno in programma un’iniziativa alternativa di stampo artistico attualmente allo studio. Fra le ipotesi una mostra statica all’esterno, dedicata alla storia della festa, alcuni murales celebrativi o eventi on-line a tema. E mentre a Casola salterà la festa del Tartufo e si incrociano le dita per quella della Lavanda, anche Brisighella certifica l’annullamento delle sue tradizionali sagre di primavera (tartufo, carciofo Moretto, spoja lorda e salumi), nella speranza di poter almeno proporre le alle 4 sagre per 3 colli dell’autunno. Quanto a Riolo Terme, la ProLoco è al lavoro su una app virtuale a indirizzo turistico e uno spazio fisico, in centro, in cui promuovere gadget sulle terme e la collina. Le prime feste che si possano al momento considerare opzionabili - evoluzione dell’emergenza permettendo - sono quelle estive, dallo Scalogno in avanti.
Nei territori più piccoli, è del tutto improbabile lo svolgimento di sagre storiche come quella di Primavera a Pieve Corleto o quella di Campagna di Pieve Cesato, tra l’altro di grandissimo richiamo, come del resto lo è quella tipica dei primi di maggio del Cinghiale a Zattaglia (l’anno scorso la si recuperò in piena estate ma al momento gli organizzatori non sembra interessati a bissare) e quella della Fameja a Prada, di fine maggio. Destino identico per Raduno d’estate e sagra del castrato di Fossolo (che normalmente si tiene a metà maggio), e anche per la festa dell’Ascensione a Solarolo e quella della Mugnega a Santa Lucia di Faenza.
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