Faenza, l'8 aprile l'anteprima di «Musica nelle Aie»: un reading tra poesia, musica e teatro per riscoprire il dialetto romagnolo

Una serata per ascoltare, riscoprire e lasciarsi sorprendere dalla vitalità del dialetto romagnolo. Torna mercoledì 8 aprile alle 21, al Circolo I Fiori di Faenza (via Di Sopra 34, Borgo Durbecco, ingresso libero), «Scor cum ut à insigné tu mé! Balì Burdèl!», il reading organizzato da La Musica nelle Aie in collaborazione con il nostro settimanale Setteserequi, una serata per assaporare tutte le possibili declinazioni del dialetto, da quelle artistiche, alla prosa e alla poesia, dalla canzone al teatro. Nata nel 2014 e interrotta per tre edizioni a causa della pandemia, si tratta ormai di una piccola tradizione per annunciare la grande festa delle aie di Castel Raniero, appuntamento che sul territorio battezza l’arrivo della primavera. Anche quest’anno la serata ribadirà la sua natura indefinibile: non un convegno né uno spettacolo convenzionale, ma un vero e proprio reading performativo dedicato alla lingua dei nostri padri e dei nostri nonni. «Scor cum ut à insigné tu mé! Balì Burdèl!» costituisce l’anteprima del festival «La Musica nelle Aie», che si terrà a Castel Raniero dall’8 al 10 maggio. L’evento, nato in collaborazione col nostro settimanale Setteserequi e il Circolo I Fiori, coinvolgerà poeti, scrittori, musicisti, cantanti, attori, studiosi e amanti del nostro dialetto, tutti chiamati a prendere posto davanti a un microfono per far riscoprire la semplice bellezza comunicativa e l’eclettismo espressivo del nostro dialetto in un contesto comunitario, proprio di una lingua letteralmente nata, cresciuta ed evoluta fra la gente, nelle aie, nelle piazze, nei bar. Il cast del partecipanti di quest’anno parte dai giovanissimi: torneranno infatti i bambini degli Amici del Teatro di Cassanigo, ultime leve del teatro dialettale romagnolo, accompagnati in scena dall’attrice faentina Cristina Vespignani, che condurrà anche la serata. Sarà poi la prima ‘volta a metà’ per i Selt ad Semia, nuovo progetto cantautoral-dialettale nato in seno ai russiani Jean Fabry, che il vernacolo lo utilizzano solo occasionalmente nel loro ‘punk mentale’, il genere musicale che suonano ormai da trent’anni. Anche più insolito l’approccio alla canzone in dialetto del fusignanese Hans Polgrossi, alle prese con loop station e digressioni veramente aliene sulla lingua dei nostri padri. Sul versante poetico si esibiranno la versatrice riminese Lidiana Fabbri, con il suo candore meravigliato, e l’imprevedibile poetessa di Modigliana Alberta Tedioli, tra approfondimento filologico dei dialetti collinari e morsa narrativa della post-modernità. Tornando alla musica, sarà di nuovo alla sala Kiss del Circolo I Fiori il castellano Valentino Bettini, artista totale, cineasta sperimentale e soprattutto leader carismatico dei Koppertoni, insieme alla sua musa Valeria Cavina, e per la prima volta i ravennati Blëch De Sabat, con il loro rock verace all’americana cantato in romagnolo. A completare il cast tre attori eccezionali, nonché custodi della nostra poesia vernacolare. Si tratta di Gianni e Paolo Parmiani, una certezza di «Scor cum ut à insigné tu mé!» e più in generale per chi vuole ridere imparando sempre qualcosa, e Denis Campitelli, attore di Bertinoro che frequenta ormai anche il cinema italiano ‘di serie A’, ma che non ha mai dimenticato il dialetto. Anzi, nei mesi scorsi ha riportato sui palchi lo straordinario monologo «Zitti tutti» di Raffaello Baldini, quello che grazie a Ivano Marescotti trent’anni fa fece scoprire ai romagnoli la loro poesia più alta e indimenticabile.