Faenza, intitolata ad Arianna Marchi la nuova sala formazione di Zerocento, inaugurazione con Pierluigi Bersani

Romagna | 14 Maggio 2026 Economia
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“Fai per bene, eh!”. La frase scolpisce vivida nella memoria la figura di Arianna Marchi, scomparsa nel 2021 a soli 51 anni. Anzi, la proietta in avanti, in un’audace luce rosa, e siamo certi che a lei sarebbe piaciuto. Sulla parete della nuova sala formazione della sede di Faenza di Zerocerchio intitolata a suo nome, campeggia proprio quella sentenza, iridescente e autentica, come l’installazione artistica che ne ritrae la personalità quanto e più di una fotografia.
L’opera, firmata dalla giovanissima socia della cooperativa Giulia Cottignoli, è stata svelata giovedì 13 maggio 2026, alla presenza di una folla di persone le cui vite, ognuna in modo diverso, sono state toccate dal pragmatismo ideale di Arianna. 
Tra loro anche Pier Luigi Bersani, amico e punto di riferimento di una comune passione per la politica e la giustizia sociale. 

«Quelle parole riassumono benissimo Arianna Marchi. Fare per bene: non è solo fare con efficacia, vuol dire anche fare con dentro un senso, un valore, un’etica, un’idea. Se no, fare e basta non serve a niente», ha ricordato Bersani, sottolineando l’impegno della compianta presidente di Zerocento (oggi Zerocerchio) per la solidarietà e l’inclusione dei più deboli . «Non per carità o compassione, ma per equità. Questo è “fare per bene”».

A ricordare Arianna anche l’assessore Luca Ortolani, introdotto dal direttore di Zerocerchio, Michele Babini. Tra gli amici e colleghi di Arianna hanno preso la parola Linda Errani e Max Muccinelli, in un crescendo di ricordi ed emozioni. 

Tantissimi i cooperatori in sala. Per Legacoop Romagna erano presenti la responsabile delle cooperative sociali, Elisabetta Cavalazzi, e la coordinatrice dell’attività sindacale, Simona Benedetti

Arianna Marchi, nel 2013 era stata una delle anime fondatrici del nuovo sodalizio. In sua memoria, Legacoop Romagna ha istituito 10 borse di studio femminili in ambito scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico, le cosiddette lauree “Stem”. E anche questo, crediamo, avrebbe detto che è stato fatto come piaceva a lei. Per bene.

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