Faenza, il nostro vademecum per un Ferragosto al fresco, le mete alternative al mare 

Romagna | 14 Agosto 2019 Cronaca
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Sandro Bassi - Ed eccoci al consueto repertorio di «posti freschi per l’estate»: bagni al fiume in alternativa al carnaio delle spiagge, laghi, boschi ombrosi e sorgenti cristalline.
Per i primi, i bagni al fiume, c’è da dire che l’Appennino faentino in senso stretto è forse più povero e «assediato» da due confinanti, il Santerno sull’imolese e il Montone nel forlivese, che per portata d’acqua, morfologia e stato di conservazione non temono rivali. Tuttavia, anche Lamone, Marzeno e Senio non sono certo da buttar via, a partire dal fiume faentino dove sono da segnalare le pozze di tutto il tratto a monte di Marradi: a titolo esemplificativo si possono citare quelle del mulino di Fantino e quelle delle cascate di Valbura, queste ultime ormai alle porte di Crespino e rese accessibili dalla strada di fondovalle tramite un bel sentiero che parte da una recente presa d’acqua a scopo idroelettrico per poi discendere sulla destra idrografica. A latere, perché no, anche le pozze del principale affluente del Lamone, cioè il pulitissimo torrente Campigno, facilmente risalibile con l’apposita stradina che parte da Biforco.
SULLE RIVE DEL MARZENO
Per il Marzeno - o meglio, per i tre torrenti che ne formano la parte alta e cioè Ibola, Tramazzo e Acerreta - ci limiteremo a segnalare il Lago di Ponte, sul Tramazzo circa 8 km a monte di Tredozio, non balneabile e però ben godibile per pic nic e soste rigeneranti sulle sue rive (un sentierino ne percorre piacevolmente il periplo) e il tratto a monte di Lutirano per l’Acerreta, con pozze, cascatelle e lastroni in arenaria che fanno da spiaggia.
SUL SENIO E NELL’IMOLESE
Per il Senio si tenga presente che c’è la pozza-cascata della Breta, presso il santuario di Acquadalto, sopra Palazzuolo e, poco oltre, la chiesa di Piedimonte, preceduta e seguita da piccole ma pittoresche vasche naturali.
Ma saltiamo all’Appennino imolese dove i bagni al fiume sono anche «istituzionalizzati», si fa per dire, con il Lido di Valsalva o con le più selvagge (ma sempre un po’ affollate) pozze di Moraduccio e di Camaggiore. Chi non teme di allungare il tragitto e vuole intanto vedere bei posti può voltare a sinistra poco dopo San Pellegrino per risalire la boscosa valle del Rio Rovigo (cartelli per Casetta di Tiara). Le pozze sono accessibili lasciando l’auto nei pressi del Molinaccio e avviandosi a piedi verso la cascata del Rovigo oppure in quel meraviglioso affluente che è il torrente Veccione, il quale forma la selvaggia val d’Inferno. Chi ami i percorsi escursionistici sa che con il ben noto sentiero che risale quest’ultima si raggiunge l’incantevole Badia di Moscheta (1 ora e 30 circa dal Molinaccio), non a caso fondata (XI sec.) tra due torrenti; la copiosa, celebre sorgente che si trovava nel cortile interno si è seccata, probabilmente a causa dei vicini scavi per l’alta velocità Bologna-Firenze, ma non si è seccato il fosso di Isolina che corre proprio davanti alla Badia e che, con il suo corredo di ontani e querce contribuisce a mantenerla in un microclima fresco e ventilato.
NEL VICINO FORLIVESE
Infine, il forlivese. Anche se non balneabile va naturalmente citato il lago di Ridracoli e le sue gite con il battello elettrico che parte dalla diga tutti i sabati e le domeniche ad orari cadenzati (possibilità di farsi sbarcare sotto il rifugio di Pian di Sopra oppure, condizioni idriche permettendo, nella punta più a monte del lago; da quest’ultima località, Comignolo, si arriva in appena 45 minuti a La Lama, cuore dell’omonima foresta. Infine c’è il Giardino Botanico Valbonella (da Corniolo 3 km verso Fiumicello e Premilcuore) con un laghetto e diversi piccoli torrenti: nulla di balneabile, ma grazie alla quota (700 m) e al bosco sovrastante, c’è frescura a volontà, bellissime piante e visite guidate gratuite tutte le domeniche dalle 15.30 alle 17. E’ superfluo (ma facciamolo lo stesso) ribadire che per i posti balneabili va comunque usata prudenza, saggiando la temperatura dell’acqua prima di bagnarsi, evitando di tuffarsi e a maggior ragione se si è molto accaldati; infine raccomandiamo di non lasciare alcun tipo di rifiuti sparsi per terra.
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