Faenza, i 20 anni del Consorzio Astra, il presidente Pesci: "Più coraggio per migliorare l'ambiente"

Romagna | 09 Novembre 2019 Economia
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«Ci vuole più coraggio nel fare economia circolare. Abbiamo bisogno di almeno una discarica per inerti e non solo». Boris Pesci, presidente del Consorzio Astra di Faenza, arrivato a 20 anni d’attività, aggrega 32 realtà,  analizza l’andamento del settore. Il consorzio è composto da aziende che operano con esperienza e professionalità dal 1999 in ambito ambientale offrendo servizi specifici e integrati per ogni esigenza. Specializzata nelle attività di caratterizzazione, trasporto e smaltimento di rifiuti, nella gestione d'impianti di recupero, ripristini ambientali e discariche, bonifiche e messa in sicurezza di siti contaminati, nei servizi di igiene ambientale, nei servizi ambientali integrati in ambito industriale, nelle pulizie di fiere e grandi manifestazioni. Il consorzio Astra si avvale di personale esperto e altamente qualificato e costantemente aggiornato sul management ambientale, dal punto di vista tecnico, operativo, e legale, in grado di affrontare ogni problematica con proposte efficienti ed efficaci. «All’interno del gruppo d’imprese ci sono 24 impianti di recupero, lavorano circa 500mila tonnellate di materiale di recupero e trattamenti inerti, e con un recipero del 90%. Come dico sempre questi impianti vivono se c’è qualcuno che prende il 10% degli scarti. Per questo servono impianti di destino finale - sottolinea il presidente Pesci -. Nel 2018 la Cina ha smesso di prendere la plastica, quindi oggi ci troviamo con molta plastica eterogena che va in discarica, ma questa dovrebbe andare al termovalorizzatore. Poi è andata in crisi la filiera della carta, infine quest’anno quella del vetro. Gli impianti di recupero sono un alto valore sociale, che servono da fare da calmiere fra quello che è il rifiuto prodotto delle aziende, il recupero da mettere nel mercato e la frazione di destino finale». Astra, grazie alla flessibilità e alla completezza della propria attività, alla gestione di diversi impianti di trattamento e recupero rifiuti, è leader in Emilia Romagna per la globalità dei servizi di smaltimento offerti alle imprese. «Poi ci vuole più coraggio nel fare economia circolare. Le Regioni devono essere autosufficienti. In Emilia Romagna, noi che facciamo tanti inerti abbiamo bisogno di avere una discarica per questi materiali, oggi purtroppo non ne esistono. Su questo punto bisogna avere il coraggio di fare una scelta chiara nella direzione di completare la filiera» conclude Pesci.
 
 
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