Faenza, entro il 2026 la Casa della Comunità e i cantieri dell'ospedale saranno conclusi

Riccardo Isola - I lavori avanzano e secondo i tempi stabiliti, entro marzo 2026 Faenza inaugurerà la nuova Casa della Comunità all’interno dell’ex fiera di via Risorgimento. A confermarlo è la direttrice del distretto sanitario faentino, Donatina Cilla, che parla di un cantiere «in linea con il cronoprogramma» e pronto a cambiare volto e prospettiva all’assistenza sanitaria territoriale. Il progetto, finanziato dai fondi del Pnrr, vale 2,18 milioni di euro e rientra nel piano degli investimenti dell’Ausl Romagna. Nel 2024 è stata completata la demolizione del vecchio padiglione A, mentre oggi si lavora al nuovo edificio. In origine si era pensato a una struttura di circa 800 metri quadrati su due livelli, ma il rincaro dei materiali ha imposto un ridimensionamento: priorità dunque al piano terra (400 mq) e alla consegna al grezzo del primo piano, che verrà completato solo in un secondo momento con risorse aggiuntive. L’obiettivo resta chiaro: aprire entro il primo trimestre 2026. Sul fronte gestionale, l’approvazione del Piano funzionale e tecnologico con gli equipaggiamenti, è stato passaggio necessario per dotare la struttura delle tecnologie e degli arredi indispensabili al funzionamento. Al piano terra troveranno posto il Centro prelievi, il Punto Unico d’Accesso con équipe di assistenti sociali e infermieri, il Cup e diversi ambulatori. Garantita la presenza fissa di tre medici di medicina generale, affiancati da uno psicologo di comunità e da uno specialista. «La nuova Casa della Comunità - spiega meglio Cilla - dovrà diventare un vero punto di riferimento per i cittadini. Come sta succedendo grazie all’operatività delle Case della salute oggi notiamo segnali positivi: i codici bianchi e verdi al pronto soccorso sono diminuiti, segno che la riorganizzazione territoriale sta iniziando a dare i suoi frutti, anche se i numeri restano ancora piccoli». Il percorso non si esaurirà con il taglio del nastro. L’auspicio è che la struttura diventi sempre di più un luogo di prossimità e collaborazione, capace di mettere in rete professionisti sanitari, servizi sociali e operatori del territorio in funzione del benesseree salute della cittadinanza. «Serve tempo e costanza - sottolinea la direttrice - ma i primi riscontri ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta». Un investimento importante che proietta Faenza nel futuro della sanità di prossimità e che segnerà un passaggio decisivo per il benessere della comunità.
Il punto sui lavori dell’ospedale
Lavori in corso, ma in fase conclusiva, anche nella struttura dell’ospedale di Faenza. Questa seconda parte dell’anno e soprattutto i primi mesi del prossimo saranno «quelli che porteranno alla chiusura e alla consegna di tutti i cantieri iniziati diversi anni fa». Questo è quanto afferma il direttore del nosocomio manfredo, Davide Tellarini ricordando come «ci sono ancora piccole questioni gestionali e di costi da sistemare ma di fatto ormai ci siamo». Stiamo parlando soprattutto della riqualificazione e messa in sicurezza degli spazi e della struttura architettonica del padiglione 9. «Qui si stanno concludendo - spiega il direttore - gli interventi per il consolidamento sismico dell’ala che arriverà a essere disponibile entro la fine del 2025. Al piano terra verrà realizzato un nuovo ingresso e soprattutto la portineria che lascerà lo storico punto esterno. Inoltre si stanno ricavando diversi ambulatori medici. Al primo piano - prosegue Tellarini – ritornerà la geriatria, completamente rinnovata, con un assetto di posti letto originario. Stiamo parlando di circa 220 tra day hospital e degenza. Questi intervento è costato e costerà circa 5 milioni di euro». Altro capitolo è quello dei due collegamenti verticali. «In questo caso parliamo di quello della cosiddetta Magnolia che- rimarca il dottore - dovrebbe essere concluso nel 2026. Meno tempo, invece, servirà per la definitiva messa in funzione del secondo, quello del padiglione S. Giuliano, che crediamo entro breve, possiamo dire anche entro l’anno, sarà utilizzabile». Per quanto riguarda il futuro «l’ospedale, nel senso della sua ridefinizione,ristrutturazione o ammodernamento non si ferma. Stiamo redigendo - conclude - un progetto su quelle che sono le analisi e gli studi per il potenziamento, miglioramento ed efficientamento tecnologico e strutturale, del complesso ospedaliero. Questo sarà validato a breve e da lì partirà poi la ricerca dei finanziamenti e delle risorse per poterlo attuare».