Faenza, Aids, l'associazione Nps regionale in città: "Siamo fra le zone più colpite d'Italia"

Romagna | 01 Dicembre 2018 Cronaca
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Margherita Calzoni - L’associazione di volontariato Nps Emilia Romagna onlus con sede a Faenza, opera con il network nazionale Nps Italia onlus, presente in oltre 6 regioni. La nascita ufficiale risale al 2004: primo gruppo in Italia fondato esclusivamente da persone sieropositive al virus Hiv, attive nel campo della prevenzione, sensibilizzazione, informazione e supporto psico-sociale, non solo in ambito regionale. Ad oggi conta più di 23 volontari, di cui una parte operatori socio-sanitari.
L’Emilia Romagna è stata per 30 anni la terza regione più colpita dalla malattia e Ravenna la seconda città in Italia per maggior numero di casi di Aids. L’Hiv è in calo, ma un malato su due arriva alla diagnosi solo in fase avanzata (285 nuovi casi in regione nel 2016 contro i 418 del 2009).
I volontari di Nps di Faenza si occupano della gestione di un vasto territorio, da Ferrara a Rimini. Offrono un servizio di Help Line (un numero di telefono a cui sono reperibili dalle 10 alle 18): ricevuta una richiesta di aiuto, si muovono per conoscere personalmente l’interessato percorrendo anche molti chilometri. Incontriamo Alessandro Cavassi, presidente di Nps a Faenza: «L’Hiv è il virus dell’immunodeficienza umana che causa l’Aids, cioè la sindrome dell’immunodeficienza acquisita. Se non viene curato l’Hiv provoca un indebolimento del sistema immunitario tale da esporlo a malattie comuni che provocano gravi conseguenze perché il corpo non è in grado di combatterle. Per questo motivo la diagnosi precoce di sieropositività all’Hiv è molto importante: il decorso è soggettivo. Molte persone vengono diagnosticate tardivamente, in stadio di debilitazione avanzato e sistema immunitario compromesso. Oggi esistono farmaci che consentono una buona qualità di vita e controllano la virulenza/aggressività del virus all’interno del proprio corpo e di conseguenza limitano la trasmissione del virus nei rapporti sessuali. Prima si inizia la terapia meno si va incontro ad infezioni opportunistiche, maggiori sono le possibilità di conservare un buon sistema immunitario, quindi una qualità della vita soddisnte. La paura, l’ignoranza e la discriminazione «Stigma» sono la prima barriera alla prevenzione – sottolinea il presidente -. Il fatto che non si parli più di Aids non significa che il problema sia superato, anzi, lascia nell’ombra della solitudine i volontari, i malati, le associazioni che quotidianamente si occupano di fornire servizi preziosi alla comunità, soprattutto ai giovani, i più esposti a tutte le infezioni sessualmente trasmissibili a causa dell'inesperienza nei primi rapporti affettivo/sessuali, scarsa propensione ad utilizzare precauzioni (ad esempio il condom). Incide anche la mancanza di una legislazione che regoli all’interno delle scuole italiane una basilare educazione ai sentimenti, all’affettività, alla sessualità ed al rispetto di genere, che purtroppo viene svolta in modo disomogeneo e in base alle decisioni dei presidi, referenti dell’educazione e genitori».
Nps in collaborazione con Avis provinciale di Ravenna parteciperanno alla settimana europea rivolta alla cittadinanza per usufruire ed incentivare gratuitamente il test Hiv mettendo a disposizione l’autoematica. Saranno il 24 novembre in piazza del Popolo a Ravenna (16/19.30); il 28  in piazza Baracca a Lugo (8/12) e il 29 a Faenza in piazza Libertà (8/12); 1 dicembre (giornata mondiale contro l’Aids) all’Esp di Ravenna (16/ 19.30). Per qualsiasi informazione potete contattare il 333/4820914 e il 392/00921688.
 
 
 
 
 
 
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