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Faenza, ai candidati le richieste del mondo della cultura, del palio e dell'ambientalismo (parte terza)

Romagna | 31 Luglio 2020 Politica
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Riccardo Isola – Damiano Ventura - Continua la nostra inchiesta sulle richieste, suggerimenti, necessità che la città, nelle sue diverse ed eterogenee sfaccettature, pone all’attenzione dei candidati a sindaco nelle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre. 

GIORDANO SANGIORGI (MEI): CITTA’ CAPITALE DELLA MUSICA
«Partendo dall’esperienza del Meeting delle Etichette Indipendenti, che da 25 anni per una settimana richiama a Faenza artisti, tecnici, giornalisti e opinionisti, discografici, esperti e appassionati, si può elaborare un progetto di grandi prospettive. Alla luce di questo scenario per sviluppare concretamente un progetto che metta al centro la musica emergente a Faenza di respiro nazionale, ora più che mai, è necessario unire le forze e mettere in rete risorse e competenze.  Lo strumento più idoneo potrebbe essere quello di costituire una fondazione che, attraverso un atto di delega delle singole entità partecipanti al progetto, sia messa in condizione di coordinare le attività, gestire risorse comuni, presentare progetti ed erogare servizi». Questo il pensiero di Giordano Sangiorgi, ideatore del Mei, che nel concreto, ai candidati alla carica di Sindaco di faenza chiede uo sforzo operativo concreto per «rafforzare il settore musicale con una razionalizzazione dei costi di gestione, l’utilizzo del personale e delle sedi, fare investimenti comuni in software, impianti e attrezzature. A questo crediamo si debba aggiungere una valorizzazione delle competenze e delle esperienze presenti nel territorio guardando alla inevitabile ricerca di risorse attraverso una partecipazione a bandi regionali, nazionali ed europei». Sempre per Sangiorgi «importante sarebbe creare un calendario unico organico e coordinato e un luogo, una sorta di biblioteca indie, con tutto il materiale Mei che sia riferimento da tutta Italia. Infine crediamo sia necessario mettere in rete, potenziare e promuovere gli studi di registrazione e le sale prove con offerte e proposte tutto l’anno magari interpellando e collaborando con il polo Torricelli Ballardini inserendo, tra le attività corsi innovativi come, ad esempio, quello per Cantautori e altri. Senza dimenticarsi che la promozione di awards internazionali, riconoscimenti, premi settoriali, intitolazione di edifici e strade in modo specifico per il settore musicale potrebbe essere un ulteriore stimolo affinché Faenza venga riconosciuta, in modo definitivo, come capitale della musica indie italiana». 

RUGGERO SINTONI (TEATRO MASINI): SERVE COLLABORAZIONE FATTIVA
«Alla nuova amministrazione parlo di ciò che conosco, rilevando come il settore della cultura possa dare beneficio a tanti altri aspetti della vita cittadina. Anzitutto chiunque governerà nei prossimi anni erediterà un patrimonio fatto di collaborazione fra i direttori degli enti culturali più importanti di Faenza, dal teatro alla biblioteca, dai musei alla scuola di musica. Queste relazioni frequenti e proficue, la cui armonia è stata incoraggiata da chi ha governato fin qui, permette di elaborare efficacemente progetti comuni per tutta la città. La macchina delle istituzioni cultuali funziona tanto meglio quanto più ci si parla e si ragiona insieme, quindi questa armonia sarà importante mantenerla, avercela a cuore. In secondo luogo Faenza è una città d’arte e di cultura come non ce ne sono molte. Per questo, la candidatura al titolo di “Città Creativa” dell’Unesco è qualcosa che andrebbe perseguito seriamente. Se anche non vincessimo, sarebbe l’occasione per lavorare insieme su progetti importanti per tutta la città. Insomma, questo percorso farebbe bene a Faenza, al di là dell’esito finale. In ultimo sottolineo il valore della cultura anche in termini economici e non soltanto. Le risorse spese in cultura ricadono sulla città a livello di attrattività, che non significa solo turismo ma anche investimenti, perché i gruppi industriali sono naturalmente attratti dalle città vitali. Dell’indotto delle attività culturali beneficiano come detto turismo e ristorazione, ma le ricadute positive riguardano anche la valorizzazione del centro storico. Una compagnia teatrale che fa quattro repliche spende molto in città, e quindi anche il commercio se ne avvantaggia. La nuova amministrazione dovrà poi considerare che le attività commerciali del centro di Faenza sono di particolare qualità, e vanno salvaguardate; chiudere questi negozi per aprire dei franchising farebbe perdere identità al territorio. Di una città viva, magari con ristoranti aperti dopo il teatro, beneficia l’intera comunità». 

MASSIMO SANGIORGI (LEGAMBIENTE): BASTA CONSUMO DEL SUOLO
Per il mondo ambientalista faentino le priorità per il prossimo futuro sono delineabili all’interno della filosofia del consumo zero di suolo e maggiore attenzione alle politiche ambientali. Per il referente Massimo Sangiorgi «servono approcci diversi dal passato, occorre perseguire una progressiva riconversione del modello di sviluppo, che non abbia unicamente a riferimento i parametri economici, per questo chiediamo che il nuovo Piano urbanistico, si ponga l’obiettivo di azzerare il consumo di suolo e nuove urbanizzazioni, promuovendo invece una rigenerazione della città costruita. Servono poi misure urgenti per una migliore vivibilità della città, con corsie ciclabili, anche temporanee, ricongiungendo percorsi già parzialmente esistenti, recuperare spazio, anche togliendo alcuni posti auto, rallentare la velocità con effettive zone 30, per favorire una mobilità dolce» In aggiunta sulla questione rifiuti per Legambiente «servono politiche sulla riduzione della produzione, sul riuso dei beni a fine vita, sulla raccolta differenziata». Infine una richiesta arriva sul versante del coinvolgimento della società civile. «La partecipazione, intesa come coinvolgimento reale di tutti i portatori di interesse, è una chiave importante, sapendo che gli interessi in campo sono diversi, e che occorre contemperarli, non seguendo quelli più forti ma per realizzare una strategia di cambiamento che punti, in ogni settore, al massimo di sostenibilità e qualità sociale e ambientale. Nei prossimi anni – conclude Sangiorgi - vorremmo vedere una nuova stagione di partecipazione, di cui spesso si parla, ma non sempre si è praticata correttamente». 

I 5 RIONI: CONTINUITA’ DI PRESENZA
In vista delle prossime elezioni amministrative i rioni faentini redigeranno un documento da presentare ai candidati tra i quali verrà individuato il nuovo sindaco della città. E’ quanto fa sapere Luciano Dal Borgo, presidente della cooperativa Dei Manfredi che gestisce lo stadio Bruno Neri e il centro civico rioni. Il sindaco, per ruolo è anche il magistrato dei rioni e per questo motivo gli stessi rioni, che stanno cambiando o confermando i propri vertici proprio in questo periodo, intendono chiedere al nuovo primo cittadino lo stesso impegno e la stessa attenzione che Giovanni Malpezzi ha dimostrato durante i suoi anni di mandato. Lo conferma Peter Caroli che da poco è stato rieletto a capo del rione Nero «Chiederemo al futuro sindaco di rimanere come Magistrato dei rioni e di essere presente come il suo predecessore ai comitati palio - spiega il rappresentante di Porta Ravegnana -. Vogliamo far capire che i rioni sono un bene prezioso, e che le ore spese dai volontari all’interno dei circoli se dovessero essere quantificate economicamente hanno un valore di oltre 1 milione di euro. Oltre a ciò i rioni sono una palestra di vita per i ragazzi che li frequentano, e un luogo di socialità per i tanti adulti e anziani. Questo ha un valore inestimabile». In effetti il cordone ombelicale tra il Palio del Niballo e l’amministrazione comunale è sempre stato difficile da tagliare. Basti pensare alla partita riguardante l’esternalizzazione che si concluse con un nulla di fatto. Nel periodo post covid, con un Palio non disputato, con una Nott de Bisò da organizzare secondo le nuove normative e con una nuova amministrazione appena eletta, è verosimile che i rioni cercheranno quindi di affidarsi a una guida autorevole. (3 - continua)
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