Faenza, è uscito un omaggio editoriale-sentimentale alla città di Patrizia Capitanio

Romagna | 14 Agosto 2019 Cronaca
Sandro Bassi - Anche a Faenza il turismo è aumentato: lo dicono i dati di afflusso e peraltro si vedono sempre più visitatori attirati dal centro tranquillo, dalla possibilità di passeggiare in un contesto ambientale di grande interesse e dai ben 17 (!) musei presenti in città. Li ha contati e li descrive, ovviamente assieme a tante altre cose, Patrizia Capitanio in questo «Faenza, la città dei Manfredi: quattro passi nel centro storico» (72 pagg., con foto a colori, Pro Loco Faenza e Carta Bianca ed., 10 euro). 
Che Faenza fosse bella lo sapevamo, si dirà, ma questa agile guida lo ribadisce con forza ndo presente che abbiamo una cattedrale unica in tutta la regione per il Rinascimento, un fonte monumentale che è semplicemente una meraviglia, un teatro fra i meglio conservati d’Italia (e il riconoscimento che ha recentemente ottenuto è, di fatto, europeo), una Biblioteca con oltre due secoli di vita e un patrimonio di quasi mezzo milione di «pezzi», dieci chiese di antica origine, ricche di opere d’arte e normalmente visitabili e, appunto, ben 17 musei. Non tutti di pari importanza, d’accordo, e non tutti con la stessa accessibilità, perché si va dai sempre aperti Mic, Milzetti e Pinacoteca Comunale fino a raccolte visibili solo su richiesta oppure un giorno alla settimana con personale del tutto volontario e che però organizzano eventi, visite speciali, iniziative di valorizzazione. Il tessuto, umano e di opere, materiale e immateriale, che sta dietro a tutto questo è una delle risorse più preziose della città. 
Infine, per il tempo libero: Patrizia Capitanio ci ricorda l’esistenza di ben sette principali parchi cittadini (dal frequentatissimo «Bucci», ricco d’acqua e di ombra, al botanico-scientifico «Malmerendi», oggi con intensa attività didattica e addirittura con concerti serali, fino al recentissimo «Veniero Lombardi» che occupa l’antica e pittoresca «punta degli orti») e di una quantità di siti collinari negli immediati dintorni. Questi ultimi costituiscono le mete tradizionali per le scampagnate, le evasioni, le ricreazioni dei faentini e Capitanio, in un unico itinerario, descrive i più belli: Castel Raniero, Olmatello e Oriolo dei Fichi.
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