Elezioni a Faenza, parla Padovani (candidato sindaco di Area Liberale e Fratelli d'Italia): «Si può fare meglio su rifiuti, lavori, viabilità e sicurezza»

Riccardo Isola - Elezioni a Faenza del 24 e 25 maggio: non è solo uno slogan elettorale, ma una postura quotidiana che chiama in causa responsabilità individuale e azione amministrativa. Gabriele Padovani, sostenuto da Area Liberale, Fratelli d’Italia e altre liste civiche del centrodestra, mette al centro sicurezza, programmazione e visione di lungo periodo.
Padovani, «si può fare meglio» cosa significa davvero?
«Significa partire da sé stessi. Io ogni giorno mi metto in discussione, perché credo che si possa sempre migliorare. Ma è anche un messaggio per la città. Al di là delle difficoltà come Covid, alluvione, caro energia, sono emersi problemi strutturali che per anni sono stati nascosti. Oggi non possiamo più permetterci di mettere la polvere sotto il tappeto».
Qual è la visione per Faenza?
«Serve una direzione chiara e condivisa. Penso, per esempio, alla viabilità e alla circolazione centro-nord: non è un’utopia, ma un progetto da costruire nel tempo. Se non inizi oggi a investire e progettare, non lo realizzerai mai. Altri territori lo hanno fatto anche cambiando colore politico. La visione deve superare le contingenze e guardare oltre i cinque anni».
Perché un elettore dovrebbe scegliere lei?
«Ci sono quattro macro-temi su cui si può fare meglio: raccolta differenziata, lavori pubblici, sicurezza urbana e gestione dell’alluvione. Non li metto in ordine, ma sono tutti centrali. Sui rifiuti serve rivedere il metodo, perché quello attuale mostra limiti evidenti. Sui lavori pubblici il problema non è solo economico: è la mancanza di programmazione. Le strade dissestate sono il segnale di una pianificazione che non ha funzionato».
Sicurezza urbana, quale margine ha il Comune?
«È chiaro che il tema è anche nazionale, con organici ridotti nella Polizia di Stato. Ma il Comune deve fare la sua parte. La Polizia Locale è sotto organico e con un’età media elevata. Servono nuove assunzioni e investimenti. La sicurezza è anche decoro urbano come pulizia, manutenzione, qualità degli spazi pubblici».
E sull’alluvione, cosa non ha funzionato?
«Dobbiamo cambiare approccio. L’acqua va gestita a monte, rallentata in collina e fatta defluire velocemente in pianura. Serve una regia pubblica forte sulla ricostruzione e un affiancamento concreto ai cittadini per velocizzare le pratiche. Non possiamo limitarci a rincorrere le emergenze. Serve prevenzione e una visione idraulica complessiva».
Sul piano politico, che messaggio vuole dare agli elettori delusi o indecisi?
«Capisco chi oggi è sfiduciato, ma il non voto non è una soluzione. L’ho detto anche a chi si definiva non votante. Il cambiamento parte da ciascuno di noi. Io non mi tiro indietro e chiedo lo stesso ai cittadini. Se vogliamo davvero migliorare Faenza, serve partecipazione e la volontà di scegliere».