Cotignola: concerti, spettacoli e land art nell’Arena delle Balle di Paglia dall'8 al 14 luglio

Romagna | 03 Luglio 2026 Cronaca
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Niccolò Gavagna - Da mercoledì 8 luglio a martedì 14 luglio, per il diciottesimo anno, a Cotignola tornerà l’Arena delle Balle di paglia. Non un evento e neanche un festival, «ma un qualcosa di più. Un’esperienza che permette sia a mondi molto diversi di incontrarsi, sia a sensi scomparsi di riaffiorare», spiega Mario Baldini, inventore dell’Arena e presidente di Primola, associazione culturale che organizza l’iniziativa.

UN MESSAGGIO DI SPERANZA
«Esperanza, che ci salvi la paglia nella valle degli orsi di fiume». È questo lo slogan dell’edizione del 2026. «Un titolo che all’apparenza non significa nulla - aggiunge Baldini -. Se però usiamo la lingua dell’immaginazione, ci permette di creare un mondo finto in cui convivono tutte le anime del territorio. Un fiume, un canale e una campagna, elementi semplici che possono sembrare insignificanti. E invece sono loro che danno un senso all’Arena». Così facendo «si permette alla mente e al pensiero di spaziare, finendo per convincersi che questo mondo irreale alla fine esiste per davvero. E lo slogan riesce a dialogare anche con la situazione geopolitica attuale, dando una speranza di rinascita» spiega Baldini. Il simbolo dell’Arena è la paglia, «un materiale di scarto che invece ricopre un ruolo fondamentale. Disegna il tessuto della società, diventa lo scopo dell’esistenza e acquista forza e concretezza, fino a creare un vero e proprio legame con le persone» afferma l’inventore dell’Arena.

SPAZIO AI PIÙ PICCOLI
Capitolo visitatori. «L’Arena ha molta risonanza perché possiede un clima narrativo poetico unico. È un evento importante della Romagna, e non c’è da stupirsi se le persone vengono a trovarci da lontano. L’iniziativa viene programmata nel tempo e da tante persone, si incrociano pensieri e idee diverse con lo scopo di generare un ragionamento collettivo», spiega Baldino. Molto varia è anche l’età del pubblico, con tanti bambini: «La presenza dei più piccoli è fenomenale. Edizione dopo edizione abbiamo ampliato l’area a loro dedicata, permettendo loro di giocare a contatto con la natura, col materiale di raccolta presente nell’Arena. Abbiamo anche creato una piscina di paglia in cui possono tuffarsi. Molto spesso, per alcuni di loro è difficile il primo contatto con un luogo incontaminato, perché abituati all’artificiale, ma una volta vinte le paure tutto diventa più facile. Si creano situazioni di gioco spontanee molto apprezzate» continua Baldini.

DAI CONCERTI AL TEATRO
Per quanto riguarda gli appuntamenti in programma, sono davvero tanti e per tutti i gusti. Si va dai concerti con Theo Teardo (9 luglio) o Luisa Cottifogli (12 luglio), agli spettacoli teatrali, come «Ombrelloni» (12 luglio), passando per gli incontri con gli scrittori, come Ermanno Cavazzoni (10 luglio). «Lo spazio più importante e caratteristico dell’Arena è la land art, una zona che quest’anno ospita una casa sull’albero, strumenti musicali alternativi, una nave sull’argine, una scultura di un orso, un’opera realizzata con la pece degli alberi e un giardino segreto» afferma Baldini. Infine, una riflessione sui volontari che partecipano all’iniziativa: «Sono tanti ma mai abbastanza. Il lavoro è impegnativo, l’Arena necessita di varie risorse. Abbiamo volontari di tutte le età e mescolarli è fondamentale per la riuscita dell’evento. Soprattutto in cucina, dove le persone sono più anziane, servirebbe un rinnovamento. Secondo me è un’esperienza utile che forma le persone sotto tanti punti di vista. La socialità e lo scambio di opinioni aiutano a creare una comunità, rendendo il volontariato una terapia anti-depressiva».
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