Confindustria: ripresa più forte nel 2018, bocciata la Camera di commercio fra Ravenna e Ferrara

Romagna | 28 Marzo 2018 Economia
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La ripresa economica in provincia di Ravenna ha due traini: il risveglio del mercato domestico, con un andamento del fatturato più dinamico di quello estero, e la riscossa delle imprese con meno di 50 dipendenti. E’ quanto emerge dall’analisi, tra i propri associati, di Confindustria Romagna sul secondo semestre del 2017, che boccia anche la fuzione fra Camera di commercio di Ravenna e Ferrara.
In area Vasta (il campione analizzato comprende imprese associate di Rimini e Ravenna) il consuntivo del secondo semestre 2017 evidenzia + 9,8% nel fatturato (+10,1% estero + 9,4% interno); +10% nella produzione e +5,1% nell’occupazione. Gli ordini sono in crescita per il 50,4% delle imprese campione. Nelle previsioni del primo semestre 2018 per la produzione si registra stazionarietà e aumento per il 47,1% delle imprese campione; l’occupazione è stazionaria per il 68,2% delle aziende e gli ordini sono in aumento per il 48,8% del campione.
La situazione del territorio di Ravenna nel medesimo periodo vede un +9,1% dovuto soprattutto a una buona performance del mercato interno, +10,4% mentre quello estero è cresciuto in modo più contenuto del 5%; +7,5% per la produzione; +1,3% per l’occupazione; gli ordini crescono per il 42,2% delle imprese campione. Nelle previsioni la produzione è in aumento per il 35,9% delle aziende campione, gli ordini sono previsti in crescita per il 36,2% delle imprese. L’occupazione è prevista stazionaria per il 71,6% e in crescita per il 21,6%. Il grado di internazionalizzazione (fatturato estero sul totale) è pari al 55,1% in area vasta e al 50,5% a Ravenna. Il dato sugli investimenti effettuati nel 2017 è positivo sia in area vasta (+5%) sia a Ravenna (+5,4%).
«I dati ci portano ad essere ottimisti – spiega Paolo Maggioli, presidente Confindustria Romagna – ma non per questo possiamo fermarci, soprattutto a causa della fragilità degli scenari del contesto generale. Come è emerso dalle Assise di Confindustria, alle nostre aziende occorre un’Europa che rappresenti una casa comune dove si possa fare impresa con chiare politiche economiche di libero mercato. E occorre un'Italia con un governo stabile e competente in grado di garantire più lavoro per i giovani, crescita costante e riduzione del debito pubblico. I risultati delle elezioni aprono un quadro molto complesso: serve una grande assunzione di responsabilità per non disperdere i risultati ottenuti con le riforme di questi anni. In questi anni di crisi l’industria manifatturiera ha affrontato la lunga traversata del deserto: abbiamo agito, investendo in ricerca e internazionalizzazione. E chi lo ha fatto è sopravvissuto ed è cresciuto. Non vogliamo imporre lezioni, la nostra non è presunzione, ma semplice praticità dettata dall’esperienza. A nostro parere è questa la strada da percorrere, e da qui prendiamo spunto per alcune considerazioni che ci auguriamo possano essere utili allo sviluppo di un piano che veda cooperare tutti gli attori coinvolti».
«A livello locale stiamo vivendo un promettente momento di dinamismo – aggiunge il vicepresidente Paolo Baldrati, presidente della delegazione ravennate - su Ravenna la prospettiva di avviare finalmente i lavori di escavo del porto è una boccata d’ossigeno che impatterà positivamente su tutto l’indotto. Nel frattempo sollecitiamo l’Autorità di Sistema Portuale per l’esecuzione delle attività di manutenzione: occorre che vengano riprese e ne venga garantita al continua esecuzione. Le imprese devono lavorare tutti i giorni e trovare nuove opportunità anche prima della realizzazione del progetto».
 
 
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