Ciclismo, la famiglia Dapporto viaggia sempre su due ruote: "Sulle orme di papà e dei nostri fratelli"

Romagna | 06 Ottobre 2019 Sport
Andrea Bocchini
A Cassanigo, tra Cotignola e Faenza c’è una famiglia che vive nel segno del ciclismo. Il cognome che fa rima con bicicletta è Dapporto: quattro fratelli che hanno tutti deciso di seguire le orme di papà Diego, dilettante a cavallo degli anni ‘80 e ‘90, correndo in bicicletta a livello agonistico. Gli ultimi arrivati, Davide e Pietro, sono tuttora in attività con il primo che passerà Under23 in un team Continental nel 2020 e il secondo che è reduce da due anni e 24 vittorie nella categoria Esordienti. L’epopea dei Dapporto da Cassanigo inizia da lontano: «Il primo a correre in bicicletta fu mio nonno Giovanni - spiega lo Juniores Davide - ed in seguito la passione è passata a mio padre Diego, che è stato dilettante per ben 5 stagioni. Noi fratelli abbiamo corso tutti: Giona ha corso fino alla categoria Juniores e mia sorella Noemi l’ha emulato a livello femminile. Poi ci siamo io e Pietro che siamo ancora in attività, speriamo per tanti altri anni». 
Il più giovane, Pietro, è stato il dominatore assoluto della categoria Esordienti: per lui ben 24 vittorie con la maglia della Cotignolese, 10 nella stagione appena conclusa. «La stagione appena conclusa è stata ricca di soddisfazioni - commenta il più giovane dei Dapporto - specialmente considerando che la prima vittoria è arrivata solamente a giugno. Nei primi mesi ho preferito dedicarmi alla scuola e non rinunciare a tutte le attività extra scolastiche e i risultati ne hanno in parte risentito. Non mi sono mai abbattuto e, una volta terminata la scuola, ho iniziato a vincere e in pratica non mi sono mai fermato, con 10 vittorie in appena 4 mesi». La stagione di Davide, Juniores con l’Italia Nuova, è stata più avara di risultati ma comunque sempre corsa a livello altissimo. «Anche io avevo vinto tantissimo tra gli Esordienti (21 vittorie, ndr) - spiega Davide - poi ovviamente con il crescere delle categorie aumentano le difficoltà. Non posso dire di avere fatto una stagione negativa, ma purtroppo sono mancato di continuità e alla fine non sono arrivati i risultati che mi sarei aspettato alla vigilia. Sono arrivato al campionato Italiano in grandissima forma, poi mi sono dovuto fermare una settimana per un problemino fisico e in pratica non sono più riuscito a raggiungere quel livello di condizione». Croce e delizia della stagione è stato il Giro del Friuli per Juniores, con Dapporto in maglia di leader prima di essere scalzato del primato nell’ultima tappa. «La maglia di leader al Friuli è stato il punto più alto della stagione perché ero in testa in una corsa che vedeva al via tutti i migliori del panorama nazionale e non solo. Il rammarico tuttavia c’è: nell’ultima tappa mi hanno strappato il primato attaccandomi a ripetizione e resto convinto che avrei potuto difendere quella maglia se la corsa avesse avuto dinamiche diverse». Il prossimo anno si cambierà per tutti: Pietro passerà Allievo sempre con la maglia della Cotignolese, mentre per Davide è pronto il salto tra gli Under23 in un team Continental. «Sono molto curioso - spiega il prossimo Allievo, Pietro - perché il salto tra le categorie è notevole e soprattutto cambieranno distanze e profili altimetrici. Sono ansioso di vedere come mi adatterò tra gli Allievi e come sarà il mio impatto in una categoria che non conosco e con rivali di un anno più grandi». 
Ben più grande sarà il balzo di Davide, che passerà in un team Continental e quindi con la speranza non velata di disputare gare tra i professionisti: «Ancora due gare con gli Juniores, un po’ di riposo - attacca il futuro Under23 - e poi inizierà il sogno. Passerò con il Team Monti voluto da Riccardo Magrini (voce tecnica di Eurosport, ndr) e già tremo quando penso che potrò esordire in gara con i professionisti. È stata una scelta difficile, che mi ha esposto a diverse critiche, ma di cui sono completamente convinto. Il mio sogno è diventare professionista e se voglio riuscirci devo subito misurarmi con atleti di livello superiore e in gare di livello assoluto. Gli stimoli sono davvero altissimi e non vedo l’ora di mettermi in gioco l’anno prossimo».
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