Cesena, 6 milioni di metri cubi di acque reflue depurate disponibili per irrigare i campi

Romagna | 26 Luglio 2022 Economia
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Da acque reflue a nuova risorsa idrica, che porterà beneficio all’agricoltura e all’ambiente. Ammonta a 6 milioni di metri cubi circa il volume di acque reflue depurate che, per ciascuna stagione irrigua, potrà essere messo a disposizione del Consorzio di Bonifica della Romagna attraverso l’impianto di depurazione di Cesena (FC). È quanto prevede un accordo da sottoscrivere con Hera Spa, Consorzio di Bonifica della Romagna e Atersir, approvato dalla Giunta.

La Regione, dal canto proprio, ha accelerato l’iter dell’accordo, ha spiegato l’assessore all’Ambiente, anche per offrire uno strumento stabile in più per contrastare la siccità che sta affliggendo il territorio in questo periodo e che consenta, quindi, di diminuire il prelievo dalle acque superficiali o da falda.

Si tratta -sottolinea la Regione Emilia-Romagna, unica a non avere procedure di infrazione sulla depurazione delle acque reflue urbane- di un esempio virtuoso, anche di economia circolare, che prende il via dopo quelli di Mancasale, nel reggiano, ma anche di Idar, nel bolognese, o Sassuolo-Fiorano e Savignano sul Panaro, nel modenese.

I dettagli dell’accordo

Obiettivo dell’accordo è migliorare la gestione della risorsa idrica disponibile e contribuire al raggiungimento degli obiettivi di tutela delle acque e di qualità dei corpi idrici. È prevista una sperimentazione volta ad individuare le condizioni ottimali di funzionamento del sistema, in modo da rendere stabilmente operativo il riuso delle acque reflue depurate, così come è già stato fatto con l’esperienza di Mancasale.

Nello specifico, l’impianto di depurazione di Cesena è dotato di una paratoia di regolazione in grado di deviare parte delle acque reflue depurate - che normalmente vanno nel rio Granarolo - verso il sistema di distribuzione delle acque irrigue gestito dal Consorzio di Bonifica. Consorzio che opera su un territorio di oltre 352mila ettari nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, la cui principale fonte di approvvigionamento idrico è rappresentata dal Canale Emiliano Romagnolo (CER). In questo modo l’acqua depurata andrà a servire direttamente le coltivazioni, aumentando la disponibilità di risorsa a disposizione degli agricoltori.

Gli effetti dell’attività di recupero delle acque reflue depurate sulle principali colture arboree presenti nell’area servita dal Consorzio di Bonifica sono stati già studiati grazie a VALUE CE-IN, un progetto di ricerca che il Gruppo Hera ha portato avanti in collaborazione con Enea e l’Università di Bologna.

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