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Canicross, il faentino Vito Fiore ha vinto il titolo iridato: «Sul tetto del mondo insieme a Uma: la nostra intesa è nata in pochi mesi»

Romagna | 08 Maggio 2022 Sport
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Tomaso Palli
Da Faenza. Alla conquista del mondo. Lui pedala in sella ad una mountain bike mentre lei, collegata con un’apposita imbragatura, corre come se dovesse trainarlo. Lui è il faentino Vito Fiore, lei è il suo giovane cane Uma: entrambi si sono laureati campioni del mondo di categoria nella specialità bikejoring - branca del canicross - nella prova iridata tenutasi in Francia (Plédran, Bretagna) il 1° maggio scorso. Uno sport ancora poco conosciuto che può essere raccontato solamente da chi lo pratica. E chi meglio dei nuovi campioni del mondo per farlo? Il portavoce del binomio mondiale, per questa volta, è Vito Fiore.
Fiore, è campione del mondo con Uma. Si aspettava questa vittoria?
«La speranza di fare un bel risultato c’era perché Uma, pur avendo solo 21 mesi ed avendo disputato pochissime gare, ha grandissime potenzialità fisiche e mentali. Ma non pensavo ad un risultato del genere perché era la prima esperienza internazionale per lei. Mi sono reso conto presto di aver vinto: dopo aver accumulato un vantaggio di 50” nella prima manche, sono partito per primo anche il secondo giorno e, non vedendo arrivare il secondo, ho realizzato. Onestamente mi sono anche commosso».
Com’è nata la passione per questa disciplina?
«Mia moglie ed io abbiamo sempre avuto cani. Dopo la morte naturale di un setter diventato parte della famiglia, abbiamo preso un weimaraner, Frida, con una grande voglia di correre. Praticavo, e pratico tuttora, il triathlon e perciò, unendo l’esigenza di allenarmi con l’attitudine del cane, è nata questa passione di correre insieme visto che, fino a 18 mesi, loro non possono praticare il canicross con mezzi meccanici. Con il tempo ho conosciuto altre persone in Romagna, dove siamo davvero in pochi, per fare allenamenti insiemi. E così è nata la mia voglia di acquistare un cane che avesse delle caratteristiche genetiche specifiche per praticare sport con la bici». 
E quindi è arrivata Uma? 
«L’abbiamo acquistata da un allevatore italiano in Valle d’Aosta che ha fatto una cucciolata di questa razza che non è catalogata: si tratta di un incrocio tra un bracco tedesco, per la struttura fisica, e in minima parte un levriero, per la velocità, e un husky, per la resistenza. Sono cani con una grandissima attitudine al traino e una grande voglia di correre». 
Torniamo a Mondiale: come funziona la gara?
«Ci sono due manche. Io sono stato sorteggiato come primo partente nella mia categoria (vet 3, ndr) e poi tutti gli altri a distanza di 15 secondi l’uno dall’altro. Una sorta di cronometro nel ciclismo. Alla fine della prima giornata, la classifica determina l’ordine di partenza nel secondo giorno e la vittoria si ottiene sommando i due tempi. Uma ed io siamo riusciti a vincere entrambe le manche». 
Quanto è lunga una singola prova?
«Dai 4 ai 6 km. Ma può variare in base a temperatura e umidità per tutelare la salute del cane. Infatti, a Plédran, la gara è stata accorciata a 3.8 km a manche per non creare disagio ai cani».
Nella sua disciplina conta più il cane o l’essere umano? 
«È uno sport dove vince il binomio. Non vince né l’atleta forte, né il cane forte. Perché l’alchimia che si crea tra il cane e il padrone è unica e particolare. Se prendiamo il cane più forte al mondo e il ciclista più forte al mondo, è possibile che il cane non parta nemmeno al via. Quindi: vince il binomio ma è chiaro che la componente cane è molto più importante della componente essere umano». 
In cosa consiste la preparazione?
«Ci sono tre tipi di allenamenti. Il primo è specifico per il cane. Poi c’è ovviamente quello per l’uomo. E infine la fase in cui si devono unire le due componenti per cercare la migliore prestazione. Io, per entrare in forma, ho bisogno di circa cinque mesi mentre il cane, tra forza, resistenza e velocità, circa tre mesi e mezzo. In più, accanto a questi allenamenti, servono anche le simulazioni con amici che praticano questa attività perché il cane deve imparare le varie situazioni di gara». 
Cosa c’è sul calendario di Uma e Vito?
«I cani possono allenarsi fino ad un massimo di 18/20°C perché ad una temperatura superiore non hanno capacità di smaltire il surriscaldamento corporeo che genera questo tipo di sforzo. Così, in estate, facciamo potenziamento al mare al mattino presto e alla sera tardi, quando possiamo entrare in spiaggia. Le prime gare dovrebbero esserci tra settembre e ottobre per la qualificazione al Mondiale organizzato in Germania da una seconda federazione (Ifss, ndr). L’obiettivo potrebbe essere proprio quello di provarci per poi iniziare le gare in Italia tra settembre e febbraio/marzo».
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