Calcio, aspettando Ronaldinho: la storia di Romeu e Paquito, le due meteore brasiliane che segnarono 3 gol con la maglia del Ravenna

Luca Alberto Montanari
«Ronaldinho ha un sogno: segnare l’ultimo gol della carriera con la maglia del Ravenna». Ecco una delle frasi rimbalzate da Miami, nel giorno della presentazione ufficiale del fuoriclasse brasiliano, che continua a far sognare i tifosi giallorossi da ormai un paio di settimane. Dinho, alla veneranda età di 46 anni, non si accontenterebbe solo di giocare almeno una partita ufficiale in Serie C, ma vorrebbe addirittura mettere il punto esclamativo, regalando ai tifosi bizantini anche una rete e di conseguenza un’esultanza speciale al Benelli. Un gol in campionato di un giocatore brasiliano con la maglia del Ravenna non sarebbe però una novità. Spulciando negli impolveratisismi libri di storia giallorossi, infatti, si trovano due marcatori verdeoro che probabilmente nessuno ricorda: al secolo Romeu Mendes Rodrigues e Anderson Luis Pinheiro. Due autentiche meteore, nemmeno lontanamente paragonabili a Ronaldinho (e ci mancherebbe...), ma che sono riuscite a debuttare e soprattutto a segnare almeno un gol ufficiale con la maglia del Ravenna ai tempi della Serie B.
ROMEU
Romeu Mendes Rodrigues, o più semplicemente Romeu, arrivò in Romagna durante la stagione 1999-2000, prelevato dal Corinthians. Era il Ravenna di Attilio Perotti e dell’indimenticato Ciccio Dell’Anno, che avrebbe chiuso il campionato all’11° posto, al termine di una stagione non certo banale, impreziosita dalla qualificazione agli ottavi di Coppa Italia (dove i giallorossi sfidarono la Lazio di Sven Goran Eriksson e di Sinisa Mihajlovic) ma anche funestata dalla morte del presidente spagnolo Torcal Cabadas, stroncato da un infarto mentre si trovava in un hotel di Cesena. Poco prima del drammatico episodio di cronaca, alla corte di Perotti arrivò proprio Romeu, un centrocampista centrale geometrico ma dal passo compassato, classe 1974 con un discreto passato in patria. Il tecnico giallorosso lo schierò 10 volte e venne addirittura ripagato con una rete: Romeu sbloccò il risultato nella sfida casalinga contro il Pescara del 7 maggio 2000, poi risolta da una rete nel finale dell’intramontabile Dell’Anno, che regalò i 3 punti alla squadra giallorossa. A fine stagione il mediano brasiliano salutò senza alcun rimpianto da entrambe le parti: al netto del gol, arrivarono pochi squilli e nessuno si accorse della sua partenza.
PAQUITO
Un anno dopo, nel peggior Ravenna della storia in Serie B, fu ingaggiato tale Anderson Luis Pinheiro, per tutti Paquito. Classe 1981, nato a Curitiba, salì in Romagna durante il mercato invernale, girato in prestito (e probabilmente dalla disperazione) dal Napoli. Il club partenopeo, infatti, lo aveva tesserato nell’estate del 2000, mettendolo a disposizione di Zdenek Zeman, un vero e proprio mago dei giovani. Ma con il boemo non scese mai in campo. Anzi, non venne neppure mai convocato. Di lui, a Napoli, si ricorda solo un simpatico soprannome: «damerinho». Paquito era chiamato così per via del suo fisico esile e delle sue movenze da ballerino, più che da calciatore. Il Ravenna se lo assicurò in prestito all’interno di una stagione maledetta, che fu l’anticamera del fallimento e che portò in città 4 allenatori diversi (Santarini, Angeloni, Rumignani e Di Chiara), diverse vecchie glorie ormai a fine carriera (Bodart, Gelsi, Scapolo e Silenzi) e alcune incredibili e impronunciabili meteore (tipo i greci Kaklamanos e Vakouftsis), senza dimenticare gente del calibro di Paradiso e Casanova. A Paquito venne assegnata la maglia numero 3, mentre le presenze complessive furono appena 4. Eppure il «damerinho» riuscì addirittura a segnare 2 gol, a stagione ormai morta e sepolta: il 27 maggio 2001, in un incredibile 5-2 in rimonta ad Ancona (con i marchigiani avanti di due gol a inizio gara), Paquito firmò la rete decisiva del provvisorio 3-2, mentre all’ultima giornata realizzò il gol della bandiera a Cosenza, dove poi si sarebbe trasferito nella stagione successiva. Per qualche settimana, a Glorie, a condividere lo spogliatoio con Paquito c’era anche Davide Mandorlini, che ora troverà un altro brasiliano, decisamente più famoso e soprattutto più forte.