Bassa Romagna, per l’edilizia popolare più bisogni e meno risorse

Romagna | 19 Novembre 2023 Cronaca
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Federico Savini
«Fragilità economico-sociale in aumento e un calo marcato delle risorse pubbliche a disposizione». In estrema sintesi è questo il quadro che emerge da una ricognizione della situazione degli alloggi Erp (Edilizia Residenziale Pubblica) della provincia, con un occhio particolare alla Bassa Romagna che abbiamo fatto insieme a Luca Piovaccari, sindaco di Cotignola e delegato per le Politiche Abitative nel territorio dell’Unione. L’approfondimento su un tema sensibile come quello dell’edilizia popolare, legato a doppio filo a quello della povertà e tanto più urgente da che ci si è messa pure l’alluvione ad aggravare la situazione, arriva in concomitanza con la pubblicazione del 2023 per l’assegnazione degli alloggi Erp nei Comuni della Bassa Romagna. Domande che i cittadini interessati e in possesso dei requisiti Isee (vedi oltre) possono presentare fino al 6 dicembre 2023, compilando l’apposito modulo online disponibile all’indirizzo www.acerravenna.it.
Quest’anno peraltro il bando farà un «punto zero» rispetto alle graduatorie precedenti. «È in effetti un bando generale - conferma Luca Piovaccari -, quindi ci sarà una nuova graduatoria. Sicuramente il turnover sarà maggiore rispetto ai bandi integrativi che escono annualmente. Inoltre, le tante emergenze degli ultimi tempi hanno modificato e ampliato la platea delle persone che presentano domanda rispetto al passato, quando questa platea era più consolidata».
Gli alloggi Erp in Bassa Romagna l’anno scorso erano 1113. Sono stabili? E gli alloggi Ers?
«Il numero degli alloggi Erp è stabile. Bisogna però tener presente che alcuni di questi alloggi, sfitti e non utilizzabili a causa di metrature fuori dagli attuali standard abitativi, sono stati destinati a lavori di ristrutturazione/accorpamento per progetti finanziati dal Pnrr (2 appartamenti per autonomia disabili e 2 appartamenti da destinare ad housing temporaneo).  Gli alloggi Ers, cioè a canone calmierato per situazioni meno gravi, sono 26, tra Bagnacavallo, Cotignola e Lugo».
Un anno fa la stagnazione dell’edilizia pubblica era il problema di fondo della fragilità sociale, che si regge su accomodamenti temporanei. Con un’emergenza come quella alluvionale il problema non potrà che essere peggiorato, anche in termini di alloggi Erp danneggiati...
«In Bassa Romagna sono stati interessati dall’alluvione 193 alloggi Erp, considerando anche quelli che hanno avuto danneggiate le sole pertinenze. Alcuni hanno subito gravi danni e non sono ancora utilizzabili. Inoltre, il tornado del 22 luglio ha danneggiato i coperti di due palazzine a Voltana e di una ad Alfonsine. Di conseguenza, tanto del lavoro fatto dai servizi sociali in collaborazione con Acer nei mesi successivi ha riguardato la necessità di garantire alternative abitative ai nuclei familiari assegnatari degli alloggi Erp coinvolti; un lavoro che prosegue, in parallelo alle attività di ripristino degli appartamenti danneggiati».
Il numero delle persone che faranno domanda è destinato ad aumentare anche per via dell’alluvione? O si tratterà per lo più di situazioni temporanee?
«Il Servizio Sociale ha dato sistemazione temporanea a 16 nuclei familiari alluvionati e colpiti da fortunale di luglio utilizzando gli alloggi Erp ripristinati velocemente con le risorse della Regione, oltre ad ampliare l’affidamento a ditta esterna per il servizio di Social Housing. Con ogni probabilità, ci saranno nuove domande di Erp legate a nuclei familiari che erano in locazione in case private alluvionate non facilmente ripristinabili o sulle quali non esiste più la volontà dei proprietari di continuare a renderle disponibili per l’affitto».
Il limite Isee per fare domanda cambia?
«Il limite di reddito per l’accesso è calcolato in base al valore Isee, nonché alla consistenza del patrimonio mobiliare. L’Isee non deve superare i 17.428,46 euro. Il patrimonio mobiliare del nucleo non deve essere superiore a 35.560 euro».
C’è stato quest’anno un bando per i contributi all’affitto? L’anno scorso le richieste aumentarono di una volta e mezzo rispetto al passato.
«Il fondo a sostegno della locazione, alimentato per la maggior parte da risorse statali, purtroppo non è stato rifinanziato dal Governo, così come quello per la morosità incolpevole, misure che ormai erano consolidate da anni. Ci troviamo quindi a dover gestire una situazione di fragilità in aumento con a fronte un calo significativo delle risorse di cui possiamo disporre. Nell’ultimo incontro avuto con la Regione su questi temi, l’assessora Barbara Lori ci ha informato che stanno facendo il possibile per rifinanziare almeno il fondo affitto per la loro quota (9 milioni di euro circa). Se questo impegno sarà confermato, potremmo intervenire nei prossimi mesi aprendo nuovi bandi specifici».
Nel Pnrr c’erano 5 milioni di euro per la ristrutturazione dell’edilizia pubblica. Sono stati usati? Quanto servirebbe?
«Per l’ambito provinciale di Ravenna il fondo complementare Pnrr ha stanziato 4.952.538,86 euro. I quattro Comuni interessati dal programma “Sicuro verde e sociale - riqualificazione dell’Edilizia Residenziale Pubblica” sono stati Lugo, Russi, Ravenna e Faenza. L’intervento di Lugo è in corso ed è stato finanziato per 1.560mila euro. Sicuramente servirebbero molte più risorse per ristrutturare e qualificare un patrimonio come quello Erp, che è estremamente datato. Tuttavia, accanto alle risorse, non bisogna dimenticare che per poterle utilizzare serve sempre personale qualificato per fare progetti e gestire procedure, attività aggiuntive che ad oggi sono caricate sempre sulle stesse strutture tecnico-amministrative di Comuni e Acer».
L’anno scorso gli alloggi sfitti dell’Acer in provincia ammontavano a 462. Sono sempre così tanti?
«Il numero degli alloggi sfitti a livello provinciale è composto da immobili che necessitano di interventi strutturali importanti (mancanza di risorse) o alloggi di metrature non più adeguate agli standard abitativi (ce ne sono al di sotto dei 28 metri quadri). Con le risorse straordinarie stanziate dalla Regione per ripristini veloci a favore delle famiglie alluvionate sfollate dagli alloggi Erp, si stanno rimettendo a disposizione circa 80 alloggi in provincia, tra quelli sfitti. Per la Bassa Romagna, oltre a questi lavori, l’intervento più importante per allargare il patrimonio Erp disponibile è quello relativo al Pnrr, di cui si parlava prima».
La percentuale di occupazione degli stranieri degli alloggi Erp si mantiene sempre sul 20-25%?
«Sì, la percentuale dei nuclei stranieri assegnatari è in linea con il trend degli ultimi anni».
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