Basket B Nazionale, Santiangeli è la guida della Tema Sinergie Faenza: «Non era scontato vincere le prime 2 gare»

Valerio Roila
L’arrivo di Marco Santiangeli alla Tema Sinergie non è stato un semplice cambio di maglia, ma un punto di contatto tra un passato recente e il rapido, incandescente qui e ora. Per lui, veterano prima solista o comprimario, ora elemento esperto di un gruppo molto giovane, non si tratta solo di segnare canestri, ma anche di tracciare una rotta, rimettendosi in discussione, come un rookie, ma con molti più chilometri nelle gambe. E la cosa, a conti fatti, è spaventosamente divertente.
Santiangeli, in una carriera così lunga lei ha vissuto situazioni molto diverse tra loro, ma questo ruolo di «mentore» del gruppo non l’aveva mai sperimentato. Quali diversità sta trovando, rispetto a quanto sperimentato in passato?
«All’inizio è stata una strana sensazione, essere il più vecchio nello spogliatoio. Pian piano mi sono calato nel ruolo, cercando di portare la mia esperienza nelle partite e negli allenamenti, e provando a dare tutto me stesso per cementare il gruppo. Sono strafelice che i ragazzi seguano i miei consigli».
Dopo due giornate Faenza è a punteggio pieno con le favorite, se l’attendeva?
«Non mi aspettavo nulla di particolare, ma di certo non era scontato. Siamo stati bravi a vincere due partite delicate, la seconda su un campo caldo e difficile. Ce la godiamo, ma siamo appena ai primi gradini di una lunga salita».
Le due gare hanno avuto andamenti diversi, ma l’epilogo è stato similare, con finali pieni di suspense, qualche spreco, e alla fine due successi di misura. Si può asserire siano già segnali di una certa compattezza del gruppo?
«Certamente sono indicazioni importanti sulla consistenza della squadra, anche se dobbiamo crescere ancora tantissimo, soprattutto in attacco, dove ogni tanto andiamo incontro a momenti di blackout. Nulla di anormale, d’altronde, siamo un gruppo giovane e ad inizio stagione».
Domenica c’è la seconda trasferta consecutiva della Tema Sinergie, in quel di Fabriano, dove lei hai vissuto una stagione di A2 con poca fortuna, passata per l’esonero di coach Pansa, che ha ritrovato qui a Faenza, e terminata con un’amara retrocessione. Cosa ci può raccontare dell’ambiente e della società marchigiana?
«E’ una città appassionata da tempo immemore, con una società molto seria, costretta però a giocare fuori dal proprio Comune e dal proprio impianto, in ristrutturazione da anni, di cui attendono il completamento con ansia. Per questo stanno investendo meno rispetto al solito, ma vogliono restare nella categoria in attesa di tempi migliori, e comunque, anche se giocano a Cerreto d’Esi, in un palazzetto piccolo, l’impianto è sempre pieno, qualsiasi sia la loro classifica. Dobbiamo andare lì con la testa giusta, altrimenti diventa più dura che a Piombino».
E dalla squadra attuale di Fabriano, la Ristopro, cosa dobbiamo aspettarci?
«Sono una squadra simile alla nostra, molto giovane con qualche elemento di maggior esperienza. Conosco bene Centanni e Dri, giocatori avvezzi alla categoria e reduci da grandi stagioni: le maggiori cure saranno verso le loro abilità, per cercare di limitarli».
Rispetto a quel campionato, come ha ritrovato Pansa?
«La parte di stagione che abbiamo vissuto a Fabriano è stata ingiudicabile, l’ambiente era diventato tossico a causa di infortuni e sconfitte. La prima cosa che ci siamo detti al telefono quest’estate era di cancellare tutto e ripartire da zero. Per il resto l’ho trovato identico ad allora, con la stessa carica, l’entusiasmo, l’energia e la super-motivazione di allora».