Basket B Nazionale, a grandi passi verso la nuova stagione: «La mia OraSì Ravenna riparte con più certezze»

Agostino Galegati
A grandi passi verso la prima palla a due sia pure non ufficiale, sabato alle 18.30 al Costa contro Forlimpopoli, ma soprattutto verso il quarto campionato consecutivo di B Nazionale. Dopo la salvezza raggiunta in anticipo nel 2023-’24, i play-in l’anno successivo e la complicatissima permanenza in categoria centrata quasi tre mesi fa, è suonata il 18 agosto la campanella del primo giorno di scuola dell’OraSì guidata dal nuovo allenatore Daniele Aniello (affiancato dai confermati Ravaioli e Salvadori). La definizione della rosa è stata decisamente veloce, tanto che il mosaico ha visto inserita l’ultima tessera il 22 luglio, in anticipo rispetto a molti altri anni. L’impatto della filosofia offensiva di Aniello ha inciso indubbiamente con gli arrivi di bocche da fuoco come Baldini e Masciadri, ma da non sottovalutare le mani dei più giovani di belle speranze che sono arrivati come Forconi, Mecenaro ed Eruke. Sfogliando i petali della rosa si può segnalare l’assenza di un play e di un pivot di ruolo esperti (Feliciangeli ed Eruke sono ventenni), ma elementi come Dron e Jakstas saranno imprescindibili, così come Brigato il cui rendimento nel finale di stagione è sembrato essere condizionato da problemi fisici. Abbiamo intervistato il confermato direttore generale, Lorenzo Nicoletti, che fornisce una propria visione a 360 gradi, partendo da quanto è accaduto fuori dal campo.
Nicoletti, da poche settimane è stato firmato davanti al notaio la tanto attesa costituzione della Fondazione. Cosa porterà al Basket Ravenna?
«E’ vero, sono passate poche settimane e per vederne i frutti occorrerà aspettare, visto che il presidente Giorgio Bottaro è all’opera. Nasce con l’intento di far crescere il prodotto pallacanestro qui a Ravenna e provincia. Esiste un pool di aziende e privati (anche non ravennati, ndr) che sono i soci di fondatori con l’obiettivo di allargare la base con l’arrivo di nuove realtà e quindi anche bacino di utenza».
Avete creato un roster con tanti punti nelle mani a immagine e somiglianza del nuovo tecnico.
«Sono contentissimo per la rosa che abbiamo allestito. Come da nostra tradizione è un mix di giocatori di esperienza, che conoscono la categoria, e di giovani in rampa di lancio di cui abbiamo avuto ottimi riscontri con cinque senior e cinque under. Ovviamente questo si ripercuoterà anche sul quintetto di partenza perché non potremo avere contemporaneamente i cinque titolari tutti i più e i più giovani in panchina per un minutaggio che possa essere distribuito nel migliore modo possibile. E’ una squadra che può garantire più dimensioni e più opportunità, fisica ma che allo stesso tempo possa correre il campo, tiratori ma anche che possano saltare l’uomo dal palleggio ma anche un solido gioco con i nostri lunghi. La cosa che mi preme sottolineare sono le quattro conferme rispetto alla scorsa stagione, cosa che negli ultimi anni non si è mai fatto se non nella stagione in cui arrivammo alla semifinale play-off di A2 per salire in A. Questo permetterà al gruppo di rodare nel minor tempo possibile perché stiamo parlando di persone che in campo si conoscono umanamente e tecnicamente, che tipo di movimento predilige o che non predilige e questo favorirà l’inserimento dei nuovi più esperti Masciadri e Baldini».
Daniele Aniello è sbarcato a Ravenna: una sua analisi?
«La cosa che mi preme sottolineare è la sua competenza e la sua professionalità. Ha vinto campionato e può vantare esperienza in tante categorie all’interno delle quali, oltre all’aspetto tecnico abbiamo quello della durezza mentale. E’ attento ai dettagli non solo per quanto riguarda le sue scelte ma anche quelle extracampo come il tipo di preparazione atletica, con il preparatore oltre che essere umanamente una persona super con cui ci confrontiamo quotidianamente».
Come si dice: «anno nuovo, vita nuova» in un girone parzialmente nuovo con ben sette toscane tra cui spicca la nobile decaduta Siena.
«Entrambi i gironi si preannunciano complicati perché il livello della B nazionale si sta ulteriormente alzando perché si è ulteriormente ridotto il numero di squadre al via (18 Nord e 18 Sud, ndr), con tanti giocatori che scendono dalla A2 per giocare questo campionato. Logisticamente a noi cambia poco ma da quello emozionale oltre che economico sono venuti a mancare i due derby con Imola e Ferrara, molto sentiti e anche due trasferte comode per noi. A parte 4-5 corazzate le altre le vedo sul piano dell’equilibrio ed è impossibile fare pronostici perché lo si è visto anche anno scorso squadre a priori condannate ai piani bassi della classifica si sono salvate direttamente. Occorrerà la giusta cattiveria agonistica, costanza e coesione oltre che l’aspetto tecnico».
Il vostro avvicinamento al campionato?
«Abbiamo finito da poco la prima settimana di lavoro ed è un momento in cui si punta a mettere fieno in cascina puntando sulla quantità che sulla qualità in sé. Piano piano il coach sta inserendo l’aspetto tecnico-tattico su come settare il tutto. Dopo l’esordio con Forlimpopoli ci saranno altri cinque test dove si faranno tanti esperimenti e non si giocherà quindi nel modo in cui si giocherà poi in campionato anche ovviamente per non dare troppe linee guida alle avversarie che ti studiano».