Basket A2, vittorie, rotazioni, Usa e "Canc": l’OraSì ha tanti numeri da record

Romagna | 10 Gennaio 2020 Sport
Stefano Pece
È una stagione d’oro quella dell’OraSì 2019-2020. D’oro e da record. Il primo posto in classifica, i 6 punti sulla seconda e il vantaggio negli scontri diretti su tutte le dirette concorrenti sono solo alcuni dei traguardi tagliati dai ragazzi di Cancellieri. Soprattutto se si confronta l’andamento della squadra con le stagioni precedenti.

MAI COSI’ BENE
È vero che i campionati precedenti erano composti da 16 squadre, ma a gennaio l’OraSì non si era mai trovata così in alto in classifica: primo posto con 26 punti, 13 vinte e 3 perse. Quella di Mazzon, ad esempio, in questo periodo gravitava al settimo posto con 16 punti, 8 vittorie e altrettante sconfitte. La migliore, prima di quella attuale, era stata l’OraSì 2017-18 con Martino in panchina: 22 punti con 11 vinte e 5 perse e il terzo posto condiviso con Montegranaro dietro alle corazzate Fortitudo Bologna e Alma Trieste. Nemmeno nella stagione 2016-17, quella della semifinale playoff, dopo 16 giornate l’OraSì si era trovata così in alto. A quel tempo era quarta con 20 punti (10-6), alle spalle della Virtus Bologna, di Treviso e Mantova. Quella è stata l’ultima stagione in cui si sono viste tutte insieme le due bolognesi, Treviso, Trieste, Verona e Udine nello stesso campionato. E l’OraSì di quest’anno sta approfittando del vuoto di potere lasciato da quelle piazze per entrare di diritto nel panorama cestistico nazionale, traendo il massimo dalla debolezza strutturale di Verona e dalla discontinuità di Udine, Forlì e Mantova.

LA ROTAZIONE
Se c’è un’arma che Cancellieri sta adoperando sapientemente è la divisione dei minutaggi. Nel roster giallorosso non c’è nessuno che superi i 30 minuti di presenza sul parquet. Ciò significa maggiore distribuzione delle forze e delle responsabilità, minore divario tra titolari e panchina e più energia e lucidità nei momenti decisivi. Thomas, per esempio, gioca appena 25 minuti ma incide molto più di Adam Smith che l’anno scorso ne giocava 40. Treier, uscendo dalla panchina, contribuisce con 9 punti e quasi 5 rimbalzi in 21 minuti di presenza: si tratta di cifre da titolare. Cancellieri non ha paura di giocare senza americani, lo fa spesso lasciandoli a riposo entrambi, e la tattica sta pagando poiché da una parte gli altri cercano di dare qualcosa in più, dall’altra i due Usa incidono spesso e volentieri sul risultato.

MADE IN USA
Thomas non ha fatto altro che confermare quanto di buono aveva fatto vedere a Cantù e Legnano. Si tratta di un giocatore di serie A prestato alla categoria e non ci sono avversari che riescano a contenerlo. Come si diceva, segna più di 21 punti a partita con 7 rimbalzi in 25 minuti di presenza e fa tante altre cose che non fanno statistica ma che risultano molto utili alla squadra. La vera rivelazione è Giddy Potts. Rookie assoluto, Potts ha 24 anni e una sola esperienza all’estero, in Corea, in un basket quindi totalmente diverso. Ma si sta rivelando fondamentale: nonostante la bassa statura è il secondo rimbalzista della squadra (5.8 a partita) ed è un difensore difficile da aggirare poiché ha un fisico tarchiato e possente ma una velocità che gli permette di colmare il mismatch con avversari più grossi e sporcare sovente le linee di passaggio. In attacco può sfruttare queste stesse caratteristiche per attaccare il ferro, alternandole col tiro da 3 nel quale sta mostrando mani educatissime: 16.8 punti col 41% dall’arco dei 6.75.

IL GRUPPO
Chi aveva storto il naso dopo le tre partite di Supercoppa si è dovuto ricredere poiché la squadra ci ha messo poco a trovare l’amalgama. Gli elementi in campo giocano davvero uno per l’altro e riescono ad essere tutti utili alla causa. Vedere i 5 rimbalzi a partita di Chiumenti o i 7 punti di media di Sergio; e ancora, i 5.6 punti e 2.6 assist di Venuto e i quasi 4 punti, 2 rimbalzi e un assist di Jurkatamm. Per non parlare di capitan Marino: uomo da 10 punti e quasi 5 assist.

LE PROSPETTIVE
Considerando il vantaggio sulla seconda e l’andamento intermittente delle avversarie, è davvero difficile che l’OraSì possa scendere oltre la terza posizione alla fine della regular season, fase a orologio compresa.
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