Basket A2, l'OraSì di Cancellieri prepara il debutto in campionato a Forlì: "Carichiamoci i tifosi in spalla"

Romagna | 05 Ottobre 2019 Sport
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Stefano Pece
Finalmente si comincia. Domenica 6 ottobre alle ore 19 l’OraSì debutta nel campionato di A2 2019-20 con una sfida che accende subito la passione del pubblico, il derby con Forlì dell’Unieuro Arena. La formazione giallorossa sembra pronta per la battaglia, ma deve ancora mettere a punto alcuni dettagli.
Coach Cancellieri, a che punto siete?
«La squadra è ancora in fase di sviluppo poiché la Supercoppa ha in qualche modo rallentato la preparazione. Penso infatti che, se da una parte quella competizione ha offerto un impegno agonistico importante molto presto nella stagione, parallelamente ha rallentato il normale processo di crescita delle squadre. Certo, siamo migliorati rispetto alla prima settimana, ma ci sono ancora diverse cose da mettere a posto».
Non avete un calendario facile: subito due derby e 4 delle prime 6 fuori casa.
«Il nostro calendario è piuttosto squilibrato, ma dobbiamo vederla come un’opportunità, non come uno svantaggio. Affrontare subito squadre molto forti significa dover dare immediatamente il 100 per cento e rimanere sempre concentrati sui dettagli. Servirà senz’altro a farci entrare presto nell’ottica della difficoltà di questo campionato».
Quali sono le armi di questa OraSì, oltre naturalmente a Charles Thomas?
«Thomas è un giocatore difficile da fermare, soprattutto nelle situazioni di post basso, pertanto credo che avrà sempre una produzione di punti importante. Tuttavia penso che la forza di Ravenna debba essere la coesione di squadra. Mi riferisco alla circolazione di palla e alla condivisione delle responsabilità in difesa».
Per questo avete scelto giocatori molto esperti?
«La città in cui ci troviamo ha nei suoi geni l’idea di cooperazione e io penso che non si possa costruire una squadra avulsa dal contesto. È per questo che durante la costruzione della squadra abbiamo scelto giocatori in grado di mettersi al servizio del gruppo. Magari non avremo tantissime bocche da fuoco, ma abbiamo elementi di personalità in grado di fare la cosa giusta al momento giusto».
Come percepite l’ambiente intorno a voi? Si sta creando un buon feeling col pubblico?
«Io dubito che una squadra possa essere spinta dal pubblico se lo stesso non si riconosce in essa. Quindi andrò controcorrente ma dico che siamo noi che dovremo caricarci in spalla i tifosi e aiutarli ad affezionarsi a noi. L’evoluzione del nostro rapporto col pubblico andrà di pari passo con la crescita della squadra. Da loro ci aspettiamo soltanto disponibilità nei nostri confronti e capacità di cogliere gli sforzi che facciamo».
Giudica uno svantaggio allenarsi in un campo e giocare in un altro?
«A Milano si lavorava nella facility tutta la settimana e si giocava al Forum soltanto la domenica. È una cosa che accade a molte squadre, pertanto non lo considero un grosso problema».
Come giudica la nuova formula del campionato?
«Opinione personale: penso che 28 squadre in serie A2 siano troppe e che il campionato perda in qualità. Dare opportunità secondo me significa permettere alle società di strutturarsi in modo da meritarsela questa possibilità, invece qui si danno opportunità perché c’è spazio. Così poi il campionato viene adattato al numero di società e vengono fuori formule discutibili. Secondo me dovrebbero partecipare soltanto le società che rispettano parametri precisi».
Le sue favorite?
«Sono tantissime. Con questa formula ci sono almeno dieci squadre che possono ambire alla promozione. L’anno scorso erano abbastanza annunciate quelle che sarebbero salite, quest’anno invece sono tante ad avere una chance. A Ovest ci sono Scafati, Capo d’Orlando, Torino, Tortona e Casale, a Est Udine, Forlì, Verona e Piacenza se gli gira tutto bene. Ma anche Mantova, Ferrara e Montegranaro sono ottime squadre».
E Ravenna dove si colloca?
«Non ne ho la più pallida idea. Voglio giocare e vedere che cosa possiamo fare. Faccio fatica a dire chi sarà promosso guardando le squadre più forti, a maggior ragione mi riesce difficile individuare la nostra posizione in questo tourbillon. Lo dirà il campionato tra qualche mese».
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