Basket A2, l'OraSì brinda sempre con l'americano: "Mai avuto un Usa forte come Thomas"

Romagna | 29 Novembre 2019 Sport
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Stefano Pece
L’OraSì vince ancora e si guadagna almeno per una giornata la prima posizione in classifica grazie anche alla contemporanea sconfitta di Verona a Forlì. I ragazzi di Cancellieri vincono in rimonta e in volata sul difficile campo di San Severo e confermano il buonissimo momento che stanno attraversando. Il più contento di tutti è il presidente giallorosso Roberto Vianello, che afferma: «Vincere in questo modo è sempre molto soddisnte. Anzi, direi che queste sono le partite più belle perché fanno capire che i nostri non mollano mai. Quando a 9 secondi dalla fine Maspero ha messo quel tiro da 3, molte squadre si sarebbero sciolte, ma la nostra no perché ha carattere». Ed è proprio questa una delle caratteristiche che hanno fatto più presa sul pubblico: il carattere. Secondo Vianello il merito è tutto di una persona: «C’è molto di Cancellieri in questa squadra - afferma il presidente -. La carica viene tutta dal manico: questa non è una squadra di fenomeni, non ci sono grandi stelle, a parte forse qualcuno, ma quello che riescono a fare in campo è sotto gli occhi di tutti. Fra squadra e allenatore si è sviluppata una grande sintonia, come del resto fra squadra e pubblico».
Tuttavia il presidente ha qualcosa da dire ai propri sostenitori e si toglie un piccolo sassolino dalla scarpa: «Vorrei che il pubblico fosse un po’ più partecipe - sottolinea -. Con Udine sembrava di essere al Maracanà e di questo gliene do atto, ma con Roseto mercoledì scorso sembrava di essere in chiesa. Vorrei che ci fosse maggiore partecipazione».
A proposito di stelle, una forse c’è, e si tratta di Charles Thomas. Ancora una volta c’è molto di suo nella vittoria dell’OraSì a San Severo: 23 punti, 6 rimbalzi, 2 stoppate e il canestro della vittoria: «Per me Thomas è una sorpresa assoluta - spiega Vianello -. Mi avevano detto che avevamo preso un buon giocatore, ma non credevo a questi livelli. È una forza della natura, un giocatore dominante con un grande carattere. Quando è sotto canestro col pallone in mano non glielo togli nemmeno con la mitragliatrice».
Su Potts invece si mantiene più cauto: «Ha un rendimento un po’ altalenante. Attraversa dei momenti in cui non vede proprio il canestro, come a San Severo, anche se poi sono state le sue triple a cambiare il risultato, dopo che non aveva combinato niente per tutta la partita».
Tuttavia è un fatto che Ravenna gli stranieri non li ha mai sbagliati: «Il merito va ai nostri direttori sportivi - prosegue Vianello -. A cominciare da Bottaro che ci portò Sollazzo, in seguito abbiamo pescato sempre bene. Ma sono convinto che quest’anno abbiamo fatto un grande salto di qualità con gli americani, se penso a Hairston e Smith dell’anno scorso. Il primo non mi ha particolarmente impressionato, Smith invece giocava da solo. Potts al contrario gioca per la squadra e Thomas credo che sia l’americano più forte che abbiamo mai avuto a Ravenna».
E il record di 7 vittorie e 3 sconfitte ne è una piccola dimostrazione: «Non avrei mai pensato di essere in questa posizione di classifica - ammette il patron giallorosso -. C’è da dire che il campionato si è molto livellato perché ci sono moltissime squadre racchiuse in pochi punti e adesso ci sarà da lottare perché questo è un campionato davvero molto equilibrato, non ci sono squadre materasso».
Ma le ambizioni di Ravenna non si fermano qui. Nel mirino c’è la partecipazione alla Coppa Italia che rappresenta l’obiettivo più vicino. A 5 partite dalla fine del girone di andata, se l’OraSì dovesse mantenere questa posizione sarebbe qualificata. Poi c’è un altro sogno che riguarda i playoff per realizzare il quale la società vorrebbe muoversi ancora sul mercato. L’idea è quella di aggiungere un lungo e nel mirino ci sono Gandini e Pellegrino. Più facile arrivare al primo, ma soltanto a una condizione: «Dobbiamo liberarci di quei due pesi - spiega senza mezzi termini il presidente del Basket Ravenna -. Si sono fatti tanti nomi, ma ci sarebbe lo spazio per muoversi soltanto se ci liberassimo dei contratti di Mazzon e Cardillo. Che sia Pellegrino o Gandini poi se ne può parlare». Per il momento però non c’è molta possibilità di agire: «A senitre Trovato sembra che si debbano liberare da un momento all’altro, ma è da giugno che se ne parla - sbotta il patron -. Magari quando si riapre il mercato qualcosa si muoverà». Poi chiude con una battuta: «Comunque, se già così siamo in cima alla classifica, con un lungo in più dove vogliamo arrivare?».
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