Basket A2, il doppio ex Pillastrini gioca il derby: "Forlì favorita ma l'OraSì adesso difende meglio"

Romagna | 09 Febbraio 2019 Sport
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Stefano Pece
Ravenna-Forlì è il derby più sentito della stagione per entrambi i lati della barricata, ma mai come in questo momento riveste un’importanza capitale per ambedue le compagini interessate. Non è un mistero che le due squadre siano in crisi di risultati, l’OraSì perché ha vinto solo una delle ultime 4 partite, con Cento, la quale è in questo momento oggettivamente la squadra più debole della categoria; Forlì perché viene da 3 ko consecutivi e una sola vittoria nelle ultime 6 partite. Partite entrambe con il chiaro obiettivo playoff, le due squadre stanno faticando forse troppo per i roster che hanno a disposizione. La classifica per il momento non ha risentito delle rispettive flessioni, ma un altro ko, dall’una come dall’altra parte, risulterebbe catastrofico. Il grande ex di entrambe le panchine è il coach Stefano Pillastrini, il quale ben conosce le realtà in campo ed è quindi il più indicato per illustrare pregi e difetti delle contendenti.
«Innanzitutto - afferma - non mi sembra una situazione tragica per nessuna delle due squadre, ma è indubbio che non stiano attraversando un buon momento di forma. Forlì dopo un girone di andata eccellente sta accusando un momento di flessione, mentre Ravenna è sempre stata un po’ altalenante. Tuttavia siamo ben lontani dal chiamarla crisi».
Entrambe le società hanno speso molto in estate per assicurarsi giocatori di grande richiamo. Da una parte c’è Forlì che ha speso chiaramente di più mettendo sotto contratto gente del calibro di Giachetti, Lawson, Marini e Johnson; dall’altra Ravenna che si è assicurata il talento di Adam Smith, Josh Hairston e Marco Laganà. Con tante individualità in campo, quale sarà la chiave della gara? «Non credo che sarà nei duelli individuali la chiave di questa partita - commenta Pillastrini -. Credo piuttosto che starà nell’imporre il proprio gioco. Essendo due squadre che si trovano in un momento difficile, la prima che riuscirà ad alzare la qualità del proprio gioco avrà buone chances di portarsi a casa la partita».
Pillastrini continua nella sua analisi e aggiunge: «La continuità all’interno della gara stessa sarà anche un elemento importante, poiché entrambe soffrono di questo problema. Oltretutto sono squadre che fanno molto uso della zona e che cambiano di frequente le marcature, quindi non ci saranno molti duelli individuali».
Tuttavia è un fatto che Ravenna non possa prescindere da Smith. Anzi, molti la accusano di essere Smith-dipendente: «A prima vista potrebbe sembrare così - ammette Pillastrini - tuttavia Mazzon ritiene che la partita che ha vinto a Cento abbia avuto altri protagonisti, come Masciadri per esempio. E una delle chiavi del gioco di Ravenna potrebbe appunto essere quella di allargare il coinvolgimento a tutti gli effettivi, rendendosi pericolosa in diversi modi e con più soluzioni rispetto al solo Smith. In difesa invece mi sembra che stia crescendo e nelle ultime due partite ha sofferto molto meno». Per quanto riguarda Forlì il discorso è differente: «Forlì nella prima parte della stagione ha dimostrato di essere una squadra dotata di grande talento. Possiede diverse soluzioni offensive, tanti giocatori che possono risolvere la partita e cionondimeno come gruppo è molto solida. Io credo che la causa principale della sua flessione sia da ricercarsi negli infortuni, che hanno ridotto le soluzioni e fatto perdere fiducia al gruppo. Ma se ritrova quella imprevedibilità che aveva all’inizio, tornerà sui livelli che più le competono».
Quanto può essere decisivo il fattore campo in questo tipo di sfide? Fino ad ora nelle sfide del Pala de André l’ha fatta da padrone (3-0 per l’OraSì), a Forlì invece meno (1-1). Inoltre la formazione giallorossa sarà seguita da un nutrito manipolo di tifosi, si parla di circa 300 unità. Questo il pensiero di Pillastrini: «Mi verrebbe da dire che non sarà così decisivo. Certo non esiste una regola in questo tipo di sfide, ma la mia sensazione è che tra Ravenna e Forlì non sarà l’elemento più importante». Il pronostico del coach invece è lapidario: «Forlì favorita». 
 
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