Basket A2 donne, E-Work Faenza, la parola passa finalmente al campo: «Linea verde e talento, puntiamo ai play-off»

Romagna | 03 Ottobre 2025 Sport
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La lunga estate di passione del Faenza Basket Project è finita e ora la parola passa finalmente al campo, il giudice unico e supremo. Dopo aver chiesto ed ottenuto di fare un passo indietro, con il riposizionamento in Serie A2 arrivato al termine della miglior stagione della decennale storia del club, l’E-Work è pronta ad inaugurare il nuovo campionato. L’appuntamento è per domenica 5 ottobre al Pala Bubani: alle ore 18 si alzerà la prima palla a due della nuova stagione, con la squadra faentina che sfiderà Trieste. Il lunghissimo avvicinamento al campionato è stato seguito con grande interesse da Mario Fermi, l’appassionato presidente di un club che vuole provare a cominciare con il piede giusto.
Fermi, ripensando a tutto quello che è successo, che estate avete trascorso?
«Un’estate lunga e intensa, che ora abbiamo salutato per concentrarci esclusivamente sul campo. Abbiamo dovuto prendere una decisione molto importante per il nostro futuro, chiedendo il riposizionamento in A2. Ci siamo leccati le ferite dopo quattro anni di A1 molto dispendiosi. Diciamo che un altro campionato di A1, per le nostre possibilità, non avrebbe avuto senso. Mi auguravo di ricevere una bella risposta anche da parte della città, dopo un’annata impensabile e straordinaria, ma nessuno sponsor locale si è fatto aggiunto. Ringrazio i nostri partner storici, a partire da E-Work, che invece sono sempre al nostro fianco. Naturalmente ci siamo concentrati sulla squadra e sul campo, pur non sapendo, fino al 17 luglio, in quale campionato avremmo giocato».
A proposito, che squadra avete costruito?
«L’abbiamo costruita pensando di giocare in A2 e così è stato. Abbiamo formato una squadra che rispecchia il nostro progetto, anche quest’anno avremo il roster più giovane del campionato con 19 anni e 6 mesi di età media. Ci sono 4-5 ragazze in orbita nazionale nelle varie categorie, quindi non abbiamo puntato solo sulla linea verde, ma anche sul talento. L’altra motivazione del riposizionamento è proprio questo: il progetto giovani. In A1 le giovani non possono trovare spazio, in A2 possono giocare e crescere e questa è l’altra nostra missione. Vogliamo essere ancora un trampolino di lancio, come è stato in questi anni per Pallas e Roumy, tanto per fare due nomi».
Il matrimonio con Seletti continua: è la notizia migliore.
«Con Seletti abbiamo avuto un grande sviluppo dal punto di vista numerico per le giovanili femminili: in pochi anni, in collaborazione con Faenza Futura, siamo arrivati a circa un centinaio di tesserate, in questo modo avremo una o più squadre in tutte le categorie. Allarghiamo il nostro bacino e di conseguenza il nostro serbatoio e questa è la seconda missione della nostra società».
Quale sarà l’obiettivo della stagione?
«Innanzitutto vogliamo divertirci e far crescere le nostre giovani. Io spero che si possa ambire ad arrivare nei playoff. La squadra, dagli addetti ai lavori, è molto considerata e l’allenatore non si discute. La formula è chiara: Girone B a 13 squadre, ci saranno i playoff riservati alle prime 8, poi ci saranno gli scontri incrociati. Chi non fa i playoff, dovrà pensare ai playout. Speriamo di non doverci pensare noi, ovviamente».
Come ha ritrovato Seletti?
«Motivato e carico. Lui avrebbe preferito rimanere in Serie A1 ed è comprensibile. Ma, quando ha capito che non sarebbe stato possibile per le nostre casse e il nostro progetto, ha condiviso l’idea e contribuito a costruire la squadra con un grandissimo fiuto. Quest’anno, tra l’altro, allenerà anche l’Under 15 Gold. Paolo è il nostro fuoriclasse, il nostro punto di riferimento. La sua conferma è il più grande acquisto o, se preferite, colpo di mercato fatto dalla società».
A livello di pubblico pensa che l’affluenza al Bubani possa essere inferiori rispetto alle ultime stagioni?
«Per me non cambierà nulla. Lo zoccolo di Faenza è lo stesso, non penso che ci siano problemi di affluenza. I nostri sponsor hanno condiviso la nostra scelta e anche i tifosi si sono resi conto di quanto sia importante questo progetto. Il campionato di A1 è finito prima di cominciare, non avrebbe avuto senso parteciparvi. C’è grande curiosità da parte della gente, vengono a vedere gli allenamenti, vogliono conoscere le nostre giovani. L’entusiasmo c’è e lo percepisco, anche durante le ultime amichevoli. La A2 non credo ci possa portare via pubblico».
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