Agevolando: "Così, a Ravenna, portiamo i neomaggiorenni all'autonomia"

Romagna | 02 Dicembre 2019 Cronaca
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«I ragazzi e le ragazze a cui diamo una mano sono protagonisti dei nostri progetti e della nostra associazione, non semplici assistiti. Da questo concetto fondamentale partono tutte le nostre attività». Katia Dal Monte, nella vita educatrice in una comunità per minori, è la referente per Ravenna di Agevolando, nata nel 2010 a Bologna per aiutare i cosiddetti «careleavers», i neodiciottenni che hanno vissuto parte della loro vita fuori dalle famiglie d’origine e che devono lasciare, a seconda dei casi, genitori affidatari, comunità d’accoglienza, Sprar e Cas.

L’ANNO SCORSO 43 RAGAZZI
Dal 2014, quando l’associazione ha attivato una sede anche a Ravenna, il primo progetto è stato lo sportello del neomaggiorenne «Link», uno spazio concesso dal Comune che prima ha preso vita al centro giovanile Quake di via Eraclea e poi si è spostato in via Luca Longhi 9, all’Informagiovani, sempre in comodato d’uso: «Al servizio, aperto il giovedì dalle 16 alle 18, possono accedere persone tra i 16 e i 24 anni sia in maniera libera che su invio degli educatori di riferimento. Chi arriva lo fa per la creazione di un curriculum e la ricerca del lavoro, per trovare una soluzione abitativa, per essere supportato nella regolarizzazione dei documenti ma anche per tutte le questioni che riguardano l’integrazione socio-culturale». Nel 2018 allo Sportello sono arrivati 43 ragazzi, di cui 37 minori stranieri non accompagnati: «In questi anni siamo diventati un punto di riferimento importante per i neomaggiorenni che si ritrovano senza una rete parentale e ausili da parte delle istituzioni. Questo è avvenuto grazie anche alla rete che abbiamo messo in campo con più soggetti, dai centri per l’impiego ai centri di formazione professionale, passando per le scuole di alfabetizzazione, le aziende del territorio, i servizi sociali e altre associazioni come Avvocato di Strada. Nel tempo abbiamo anche capito che lo sportello funziona meglio su appuntamento, perché ogni ragazzo ha bisogno di un tempo prolungato, dedicato, individualizzato. Quel che ci rincuora, è che il 90% di chi si è rivolto a noi ha trovato un’occupazione. Il problema vero sta nei contratti, spesso a termine o stagionali, che impediscono ai ragazzi di trovare un affitto. Molti di loro optano per stanze condivise con altri, alcuni si rivolgono a noi».

LIDO ADRIANO E ROSSETTA
Agevolando dispone infatti di dieci posti a Lido Adriano e di sei posti a Rossetta, in entrambi i casi in appartamento, dove si può entrare se si ha un livello di autonomia abbastanza elevato e un’entrata economica minima: «Verifichiamo che chi entra conosca il territorio e i suoi servizi, sappia spostarsi con i mezzi pubblici e sia in una situazione formativa o lavorativa tale da avere qualche soldo da parte o uno stipendio, anche se con contratto a termine. Nei nostri appartamenti i ragazzi pagano infatti le bollette, tutto ciò che serve per il sostentamento come la spesa o l’abbonamento ai mezzi ma versano anche cinquanta euro al mese come contribuito che viene poi investito nella manutenzione degli appartamenti e per le attività collaterali. Per renderli protagonisti, infatti, diventano soci di Agevolando e continuano a sostenerne l’attività anche dopo, quando escono dalle nostre case. Un legame, dunque, che non si smantella nel tempo. Come dicono spesso loro, si continua a rimanere nel cerchio. Così se un ragazzo lascia l’appartamento e va a lavorare come idraulico, appena viene a sapere che nella sua azienda cercano altre figure ci contatta per segnalarlo, in modo da essere utile ad altri ragazzi che stanno ndo lo stesso percorso. Tutto questo sta funzionando molto bene». A causa della difficoltà abitative, Agevolando ha allentato anche il requisito per cui, negli appartamenti, si può restare fino a un anno: «Capita che un ragazzo abbia il lavoro ma i documenti in scadenza, o che abbia fatto la stagione e debba aspettare qualche mese prima di ricominciare a guadagnare. Se non ci sono le condizioni oggettive per rispettare le scadenze, senza alcun vincolo continuiamo a dare loro la possibilità di restare egli appartamenti». Altrettanto importante, secondo Dal Monte, è la preparazione all’autonomia che andrebbe fatta prima dei 18 anni: «Lavorare precocemente in questa direzione è importantissimo affinché i ragazzi, una volta maggiorenni, non si ritrovino spaesati, disorientati e privi di strumenti. Noi ce la mettiamo tutta, è chiaro che nel nostro caso servirebbero molti più volontari».

«SERVONO VOLONTARI»
Sono sette, al momento, quelli attivi sui progetti del Ravennate: «Il nostro è un volontariato di competenza, molto adatto a chi già conosce il settore e l’argomento o a chi, comunque, abbia modo, tempo e voglia di formarsi, come per esempio gli studenti universitari. Noi siamo continuamente alla ricerca di nuove figure, ben vengano nuove candidature».
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